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Rischi da consumo di alcol e sigarette più alti, in Trentino, per le donne più istruite. Ma la salute passa anche dal titolo di studio

Lo studio prodotto dall'Osservatorio per la salute del Dipartimento di salute e solidarietà sociale della Provincia ha prodotto certifica che il livello di istruzione protegge contro il rischio sia di sedentarietà che di sovrappeso/obesità. I fumatori con basso livello di istruzione sono più a rischio e fumano mediamente 15 sigarette contro le 12 al giorno di quelli più istruiti

Di Luca Pianesi - 02 giugno 2017 - 12:25

TRENTO. Più si è istruiti e più si è "difesi" sul piano della salute. Anche se a fumare tra le donne, sono leggermente di più quelle con titolo di studio medio/alto rispetto alle altre. E peggio fanno gli over 65. Quelli con laurea o diploma fumano di più rispetto a quelli che si sono fermati alle scuole medie. Peggio accade per il consumo di alcool: tra uomini e, soprattutto, donne under 65 i consumatori abitali sono maggiori tra quelli più istruiti che quelli con titolo di studio "basso". Stessa cosa accade per gli over 68. A dirlo lo studio condotto dall'Osservatorio per la salute del Dipartimento di salute e solidarietà sociale della Provincia di Trento che ha prodotto il report "La salute disuguale in Trentino" presentato al Festival dell'Economia.    

 

Tra i tanti dati che emergono ci sono quelli che mostrano come il Trentino sia in una posizione di eccellenza, rispetto al contesto italiano, in alcuni settori, come il sistema scolastico e il reddito. Fattori, che assieme al lavoro e al livello culturale vengono definiti "determinanti sociali della salute" e che, quindi, influenza il grado di salute della popolazione. Per esempio "in età adulta - si legge nel report - il livello di istruzione raggiunto influenza tutti i fattori di rischio per la salute analizzati, ad eccezione del consumo quotidiano delle cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate". 

 

E quindi "l’aver studiato - si legge - oltre la scuola dell’obbligo protegge contro il rischio sia di sedentarietà che di sovrappeso/obesità. Il 23% delle donne con basso livello di istruzione non pratica sufficiente attività fisica contro il 16% delle donne con istruzione medio/alta, mentre negli uomini le percentuali sono rispettivamente del 19% e del 13%. Inoltre, il 39% delle donne e il 53% degli uomini meno istruiti sono sovrappeso/obesi rispetto al 22% delle donne e al 40% degli uomini con livelli di istruzione più elevati".

 


 

Per quanto riguarda il fumo il medio/alto livello di istruzione ha effetto solo per gli uomini: la percentuale di fumatori (33%) è significativamente più alta tra chi ha conseguito al massimo la licenza media inferiore rispetto ai diplomati/laureati (27%). I fumatori con basso livello di istruzione, inoltre, fumano un numero di sigarette significativamente superiore rispetto a chi ha un’istruzione medio/alta (mediamente 15 contro 12 sigarette al giorno) e con maggiore probabilità sono forti fumatori: il 36% fuma più di un pacchetto al giorno, rispetto al 23% dei diplomati/ laureati. E' leggermente più alta, invece, la percentuale di fumatrici istruite (22%) contro quelle meno istruite (21%) mentre è quasi doppio il rapporto per quanto riguarda il consumo di alcool. "L’istruzione ha influenza sul consumo di alcol solo per le donne - continua il report - e agisce in direzione contraria rispetto agli altri fattori di rischio. La poca scolarizzazione (qui il paradosso ndr) agisce da fattore protettivo: le astemie prevalgono tra chi ha una bassa istruzione (59% vs 47% delle diplomate/laureate), al contrario la percentuale di consumatrici di alcol a maggior rischio è più alta tra le diplomate/laureate (22% vs 11% di chi non ha proseguito oltre la scuola dell’obbligo)".

 


 

Per quanto riguarda la popolazione anziana i più istruiti presentano percentuali più basse di sovrappeso/ obesità rispetto ai meno istruiti (47% vs 56%). Ma anche in questo caso l'istruzione è un fattore che "favorisce" l’eccessivo consumo di alcol: il 18% di chi ha un livello di istruzione bassa consuma alcol a maggior rischio rispetto al 28% di chi ha una scolarizzazione medio/alta. Gli altri comportamenti che influenzano la salute, come abitudine al fumo, sedentarietà e consumo adeguato di frutta e verdura non risultano associati all'istruzione delle persone anziane.

 

Per quanto riguarda la situazione economica, questa non incide sul consumo di alcol delle persone, comportamento invece che è legato alla precarietà lavorativa. "L’instabilità del lavoro - prosegue lo studio - aumenta il rischio di consumare alcol in maniera eccessiva, infatti il 46% degli uomini e il 28% delle donne che non hanno una continuità lavorativa consumano alcol a maggior rischio rispetto al 39% degli uomini e al 18% delle donne con un lavoro sicuro. Il lavoro o la sua assenza influenza anche l’abitudine di fumare delle persone, risulta infatti che i fumatori sono meno presenti tra chi non ha un lavoro (fuma il 23% degli uomini e il 19% delle donne che non lavorano vs il 30% dei lavoratori e il 23% delle lavoratrici)".

 


Ma il livello di istruzione ha una grande impatto sui comportamenti legati alla salute, fin dall’età evolutiva: i bambini di madri poco scolarizzate consumano più bevande zuccherate (e altri cibi spazzatura), uno tra i fattori di rischio più importanti per lo sviluppo di sovrappeso e diabete, già nei bambini. Inoltre, sovrappeso e obesità sono fattori che espongono allo stigma e di conseguenza anche a difficoltà nel rendimento scolastico. La maggiore esposizione a questi fattori di rischio aumenta la probabilità di ammalarsi e morire precocemente a causa di malattie croniche come le malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete, le malattie respiratorie croniche o le demenze.

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