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Sanifonds, la Cgil fp alla Uil e a De Laurentis: "Vogliono snaturare il Fondo? Non lo permetteremo"

Il segretario Mastrogiuseppe prende posizione contro l'ipotesi lanciata da Alotti: "E' un fondo integrativo costituito con le risorse dei lavoratori per vedersi riconosciute delle prestazioni e non per svolgere una funzione (già ricoperta da altri) rivolta anche a chi non contribuisce" 

Di Luca Pianesi - 08 novembre 2016 - 12:43

TRENTO. "La cosa più grave è che si sta confondendo il ruolo di un ente di assistenza integrativa di natura contrattuale, e pertanto rivolto ai soli iscritti che contribuiscono al finanziamento del fondo con risorse, appunto, contrattuali, con qualcosa di molto diverso". Prende posizione il segretario della Cgil Funzione Pubblica Giampaolo Mastrogiuseppe sulla proposta lanciata dal segretario generale della Uil del Trentino Alotti di rendere Sanifonds anche "un ente 'terzo' capace di interconnettere i sui dati con quelli dei servizi sanitari di medicina pubblica e degli enti pubblici che si occupano dello standard della qualità dell'ambiente". Un'idea nata dopo l'ennesimo allarme lanciato sullo stato delle acque del fiume Adige che sarebbero cariche di analgesici, medicinali e fitofarmaci. E allora Alotti, per avere finalmente dati certi a riguardo, ha proposto di "fare come altri Fondi di sanità integrativa, e coinvolgere un nuovo attore, tecnicamente adeguato, terzo rispetto alla sua natura giuridica e sociale, interessato a conoscere lo stato di salute delle lavoratrici e dei lavoratori trentini e ad azioni di prevenzione della salute del territorio: Sanifonds".

 

Una proposta definita da Franco Ianeselli segretario della Cgil "un po' surreale" pur ribadendo che "l'unità sindacale è sacra e che per raggiungerla, a mettere le provette nell'Adige potrei andarci pure io". Un'idea, invece, condivisa dal presidente di Sanifonds Roberto De Laurentis che a ildolomiti.it ha spiegato come sia in ipotesi la volontà di rendere Sanifonds qualcosa più di un semplice fondo integrativo: "La volontà sarebbe quella di allargare il fondo, differenziarlo dagli altri, dotarlo di più servizi. Vorremmo andare oltre alle canoniche 208 prestazioni di rimborso, nate dall'esistente. Stiamo ragionando, invece, a qualcosa di nuovo, a un modello di welfare a tutto tondo".

 

"A proposito delle esternazioni di Alotti e De Laurentis sul Sanifonds, che leggiamo sul ildolomiti.it, forse è meglio mettersi calmi e ragionarci un po’ - comunica Mastrogiuseppe -. Alotti propone di far svolgere al Sanifonds, soggetto terzo, un servizio di prevenzione attraverso la rilevazione degli inquinanti del fiume Adige. Questo perché? L’ente terzo assicurerebbe maggior imparzialità e attendibilità alla cosa? Se così fosse mi sento di esprimere tutta la mia solidarietà, nonché il rinnovo della fiducia, nei confronti dei lavoratori che, nelle istituzioni, si occupano di questo genere di controlli; ma come componente del Cda del Sanifonds e in qualità di Segretario generale della categoria di dipendenti pubblici trentini per la Cgil, qualcosa da aggiungere mi viene. De Laurentis, presidente pro-tempore del Fondo, va dietro ad Alotti e afferma addirittura di averne già parlato sia con lo stesso Alotti e anche, "da un po’", con il direttore del Sanifonds, Scopa. Tutto questo senza che nulla venisse mai riportato nel Cda del fondo. È il Cda, infatti, il luogo deputato per una discussione di questo tipo e non averlo fatto rappresenta una grave mancanza, anche di rispetto, nei confronti dei componenti del consiglio che si vedono costretti ad apprendere attraverso la stampa fantasmagoriche soluzioni all’operativa del fondo. Ma la cosa più grave, a mio avviso, è che si sta confondendo il ruolo di un ente di assistenza integrativa di natura contrattuale, e pertanto rivolto ai soli iscritti che contribuiscono al finanziamento del fondo con risorse, appunto, contrattuali, con qualcosa di molto diverso".

 

"I fondi integrativi - prosegue il segretario della Cgil Funzione pubblica - consentono l’erogazione delle prestazioni agli iscritti, quello che ipotizzano Alotti e De Laurentis sarebbe, invece, utilizzare i fondi dei lavoratori che contribuiscono al fondo (per vedersi riconosciute delle prestazioni) per svolgere una funzione rivolta anche a chi non contribuisce. Funzioni che peraltro vengono già svolte, come è giusto che sia, dal sistema pubblico e che dunque rappresenterebbero un doppione. Tutto ciò a scapito dei rimborsi per le prestazioni a favore dei lavoratori. Oltre a non essere giusto sarebbe davvero paradossale. Se chi propone lo snaturamento del fondo Sanifonds pensa che l’attività di prevenzione in provincia di Trento sia inadeguata o parziale, richiami la politica alle proprie responsabilità (sa anche come fare) ma non provi a toccare i fondi contrattuali dei dipendenti pubblici, che, vorrei ricordare, rappresentano ancora la (quasi) totalità degli aderenti al Sanifonds, per fare cose diverse rispetto alla loro naturale destinazione".

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