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| 17 mag 2021 | 21:07

A Trento si impenna l’inflazione: in aprile +1,9%: ''Proteggere il potere d'acquisto delle famiglie. Un’ulteriore erosione dei salari per molti trentini sarebbe insostenibile''

Da gennaio a oggi i prezzi in regione sono saliti tutti i mesi di oltre un punto percentuale annuale ma quello registrato in aprile è il livello più alto da settembre 2008. Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil): "Bisogna garantire prima di tutto il contenimento delle tariffe e poi valutare l’opportunità di adeguare gli indici"

di Redazione

TRENTO. L'indice dei prezzi in Trentino aumenta dell'1,9% su base annua, mentre Bolzano tocca il +2,1% con la media nazionale che si ferma a +1,2%. Da gennaio a oggi i prezzi in regione sono saliti tutti i mesi di oltre un punto percentuale annuale ma quello registrato in aprile è il livello più alto da settembre 2008.

 

Nella zona euro, l'inflazione è passata da -0,3% a dicembre 2020 a 0,9% a gennaio 2021, il più forte aumento in oltre un decennio. La pandemia ha praticamente bloccato l’attività economica e ha avuto effetti deflattivi, con i prezzi che sono calati quasi ovunque. La ripresa dovrebbe farli aumentare di nuovo, diversi fattori potrebbero spingere gli indici un po’ più su di prima.

 

"L’impennata dei prezzi nei primi 4 mesi dell’anno potrebbe rivelarsi una fiammata, legata anche ai primi segnali di ripresa dopo un anno di emergenza Covid. E’ comunque un segnale che va monitorato con la massima attenzione - commentano Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) - anche perché a risentire maggiormente sono beni essenziali come la casa, i trasporti, l’energia. Se il trend si confermasse in aumento, bisogna intervenire tempestivamente per evitare che a pagarne le conseguenze più dirette siano sempre i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e le loro famiglie”.

 

I sindacati chiedono maggior attenzione per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, già pesantemente penalizzate dalla crisi economica innescata dall'emergenza sanitaria coronavirus. Le parti sociali sollecitano una ripresa dei tavoli contrattuali, anche a livello provinciale, perché è solo attraverso la contrattazione che si tutela la capacità di spesa dei trentini. "Un’ulteriore erosione dei salari per molti trentini sarebbe insostenibile allo stato attuale".

 

La richiesta è quella di convocare il Comitato provinciale Icef anche per analizzare i meccanismi di adeguamenti delle tariffe dei servizi pubblici. "Bisogna garantire prima di tutto il contenimento delle tariffe e poi valutare l’opportunità di adeguare gli indici, come già avvenuto in passato, che compongono il sistema di valutazione della condizione economica delle famiglie per tutelarne la reale capacità di spesa evitando distorsioni pericolose per i nuclei che accedono alle misure del welfare provinciale”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

 

Anche Marco Segatta, il presidente provinciale dell'Associazione artigiani, è intervenuto per lanciare l'allarme sul ''caro prezzi delle materie prime'' che rischia di mettere in ginocchio le imprese impegnate nella filiera dell'edilizia, già provate, come il resto del sistema, dalla crisi legata alla pandemia (Qui articolo).  

 

 

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