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| 05 mag 2021 | 16:09

Aumentano i prezzi delle materie prime, gli Artigiani: ''Situazione inquietante, incrementi a doppie cifre. Rischiamo di non agganciare la ripresa''

Marco Segatta, presidente provinciale dell'Associazione artigiani, lancia l'allarme sul ''caro prezzi delle materie prime'' che rischia di mettere in ginocchio le imprese impegnate nella filiera dell'edilizia, già provate, come il resto del sistema, dalla crisi legata alla pandemia: ''Ai nostri uffici arrivano segnalazioni inquietanti: dalle materie plastiche + 20%, al legno da imballaggi + 40 %, dal calcestruzzo e di altre materiali da costruzione + 22% al bitume +12%''

di Redazione

TRENTO. ''Gli eccezionali e per certi versi ingiustificati aumenti riscontrati nel recente periodo rischiano non solo di frenare il mercato futuro della riqualificazione degli immobili, ma anche di avere pesanti conseguenze sulle imprese che attualmente stanno eseguendo lavori, per conto di soggetti pubblici o privati, in forza di contratti stipulati in precedenza''. Questo Marco Segatta, il presidente provinciale dell'Associazione artigiani che lancia l'allarme sul ''caro prezzi delle materie prime'' che rischia di mettere in ginocchio le imprese impegnate nella filiera dell'edilizia, già provate, come il resto del sistema, dalla crisi legata alla pandemia.  

 

Il numero uno di via Brennero snocciola poi una serie di dati che non lasciano spazio ad interpretazioni: “Ai nostri uffici di riferimento sono arrivate segnalazioni che non esito a definire “inquietanti”, parliamo di incrementi in doppia cifra: materie plastiche + 20%, profilati in ferro zincati + 40 %, profilati neri + 25%, zincatura +30%, legno da imballaggi + 40 %, calcestruzzo e di altre materiali da costruzione + 22%, ferro da calcestruzzo + 20%, bitume +12%. Il tutto reso ancora più complicato dal fatto che i fornitori rilasciano preventivi di validità di 15 giorni, proprio a causa dei continui rincari”.

 

A rendere la situazione, se possibile, ancora più complicata c’è da considerare che negli appalti pubblici, l’attuale Codice non prevede adeguati meccanismi di revisione prezzi. Mentre, nel caso degli appalti privati, tali revisioni risulterebbero difficilmente accettabili da parte di quei committenti che, avendo concordato l’importo dei lavori sui quali si applicano le agevolazioni fiscali, non sarebbero più in grado di rivedere i preventivi.

 

Segatta poi conclude: “Questi rincari eccezionali e ingiustificati, alcuni dei quali posti in essere da operatori economici che intendono profittare disinvoltamente dell’auspicata ripartenza del mercato delle costruzioni, rischiano di frenare non solo il mercato della riqualificazione degli immobili, ma in generale la tanto auspicata ripresa complessiva”.

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