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| 14 mar 2021 | 19:02

Coronavirus, il Trentino in 'Zona rossa' e la rabbia delle attività economiche: ''Si doveva evitare, per tanti di noi sarà la mazzata finale''

Per la Fipet, Massimiliano Peterlana: ''E' il fallimento della politica''. I Pubblici esercizi di Confcommercio: ''Tutto questo ci annienterà''. Tra le richieste l'arrivo veloce dei ristori, Villotti: ''Se non arrivano subito tantissimi imprenditori già in difficoltà non ce la faranno'' 

TRENTO. “Per tanti di noi sarà la fine. La situazione è drammatica così si annientano intere categorie”. Delusi dalla politica, dagli interventi annunciati ma mai visti, dalla mancanza di soluzioni e di poco ascolto. Per tante attività economiche la “Zona rossa” nella quale entrerà il Trentino a partire da lunedì 15 marzo è un “dramma che si doveva evitare”.

 

Le limitazioni saranno portate avanti fino a Pasqua e vanno a colpire un tessuto economico già molto provato. “Per noi è un'ulteriore botta in testa – ci spiega la presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino di Confcommercio, Fabia Roman – perché significa annientarci. Gran parte delle nostre attività rischiano davvero di non esserci più dopo queste settimane di zona rossa”.

 

In questi mesi in tanti hanno deciso di chiudere i battenti. “C'è chi non ha avuto la possibilità di avere i ristori perché aveva appena aperto e chi invece li sta ancora aspettando”.

 

La soluzione dell'asporto risolve, purtroppo, pochi problemi. “Si riesce a fare appena il 5 – 10%. “Con quello che si incassa – spiega Roman – non riesci certamente a pagare spese e tanto meno i dipendenti. Quello che chiediamo è che questi ristori arrivino in fretta”.

 

Parole simili arrivano anche dal presidente di Confesercenti Renato Villotti. “Piuttosto di una zona rossa generalizzata – spiega – avrei preferito degli interventi chirurgici su determinati territori dove assistevamo ad un aumento dei contagi. Purtroppo, invece, non è stato così e la situazione è davvero difficile”.

 

Moltissimi imprenditori sono in difficoltà, “E gli aiuti devono essere dati presto perché in caso contrario finiremo molto male” continua Villotti. “ Siamo delusi di una situazione per la quale non vediamo la fine. Speriamo e ci auguriamo che le vaccinazioni si facciano con senso organizzativo in tempi stretti per riuscire a vedere la luce”.

 

La situazione è quella che stanno vivendo tutte le categorie, dai bar, i ristoranti fino ai tanti ambulanti colpiti dal blocco delle fiere e dei mercati. “Se non interveniamo presto perderemo tanti imprenditori perché non hanno più l'energia e nemmeno le disponibilità finanziare per andare avanti”.

 

Parole dure anche da Massimiliano Peterlana presidente di Fiepet. “Sono deluso da questa situazione – afferma – l'ennesimo lockdown è una sconfitta della politica che è in ritardo. La situazione economica e psicologica sarà insostenibile dopo queste settimane e sicuramente non dovevamo arrivare qui”.

 

Chi si aspettava un cambio di passo dal nuovo Governo sembra essere rimasto deluso. “Lo attendevamo ma non lo abbiamo visto – spiega Peterlana - ho l'impressione che non abbiano capito quello che sta accadendo oltre al fatto che la pandemia è fuori controllo”.

 

E sui ristori ormai per alcuni si respira aria di rassegnazione. “Siamo ormai stanchi di discutere e di chiedere – conclude Peterlana – bisognava intervenire prima. Ora ci troviamo con una situazione degli ospedali molto grave. L'unica speranza è che questa ennesima 'Zona Rossa' sia una soluzione definitiva. In caso contrario vediamo solo disperazione”.

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