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Coronavirus, l'attesa dell'hotel Ortles: ''Impianti aperti? Ormai cambia poco. E c'è da approfondire a livello di sistema tutta la parte extra sci alpino''

Giulio Pretti (hotel Ortles): "L'ospitalità non è solo un pernottamento ma sempre di più un'esperienza a 360 gradi. Ci si deve prendere cura di ogni esigenza e aspetto, compreso quei dettagli che possono sembrare piccoli. Alzare la tassa di soggiorno in questo momento, per esempio, non rappresenta un bel biglietto da visita in quanto i problemi sono tanti"

Di Luca Andreazza - 04 febbraio 2021 - 21:20

TRENTO. "Non ci sono comunque prenotazioni e quindi adesso siamo fermi. Nei prossimi giorni valutiamo come procedere, ma non c'è tutta questa ansia a essere sinceri". Così Giulio Pretti dell'hotel Ortles, struttura a Peio in val di Sole e incastonata tra le cime del gruppo Ortles-Cevedale, Adamello Presanella e Dolomiti di Brenta. "Non abbiamo ancora la certezza di mettere in moto tutta la macchina. Arrivati a questo punto, aspettiamo l'eventuale via libera alla stagione per prendere una decisione consapevole". 

 

Sale l'attesa per la riapertura degli impianti sciistici. E' arrivato l'ok del Comitato tecnico scientifico ai protocolli per la riapertura in zona gialla degli impianti sciistici. Ora si attende il via libera definitivo dal governo (Qui articolo). L'ipotesi è quella di partire mercoledì 17 febbraio, un leggero slittamento per limitare i potenziali rischi a livelli di contagi Covid-19 a cavallo di quelle che sarebbero le festività legate al carnevale

Il protocollo per fronteggiare l'emergenza Covid-19 introduce un tetto massimo giornaliero di skipass e l’acquisto deve avvenire preferibilmente online, seggiovie e funivie contigentate nella capienza massima e l'utilizzo obbligatorio delle mascherine Ffp2. Alcune disposizione contenute nelle linee guida. Tutto impone anche una riflessione sulla possibilità di prevedere attività oltre la discesa. 

 

Anche in caso di definitivo semaforo verde da Roma, un nodo resta quello della mobilità per quanto riguarda i flussi turistici extra provinciali. In questa stagione invernale, gli impianti chiusi però non hanno fermato i tantissimi escursionisti che si sono portati in quota per ciaspolare, praticare scialpinismo e sci nordico. Un gradimento della montagna che si è dimostrato elevatissimo. E la struttura a conduzione familiare Pretti-Moreschini in val di Sole dal 1966 è certificato quale walking hotel da cui partire per escursione, passeggiate, sci, sport e relax. 

Il titolare dell'hotel è anche guida ambientale escursionistica e soccorritore alpino. "C'è stato in zona un buonissimo afflusso di scialpinisti; mentre l'area è stata un po' meno battuta dagli escursionisti con le ciaspole. Questo inverno è andato così - commenta Pretti - ma c'è comunque molto da lavorare da portare avanti in questo settore: certamente gli impianti di risalita restano una motivazione di vacanza importantissima, ma c'è da approfondire tutta la parte extra sci. Non sono tantissime le proposte sul territorio, ci sono margini di crescita e si dovrebbero trovare alcune soluzioni a livello di sistema trentino per non restare indietro".

 

Ospitalità non è più da tempo il semplice pernottamento, ma gli alberghi devono sempre di più offrire un'esperienza. Un imprenditore è chiamato a mettere a disposizione quel qualcosa in più ai propri clienti.

 

"L'obiettivo è quello di garantire momenti indimenticabili e di relax, il tutto condito con un ambiente caldo, sereno e famigliare. Ci si deve prendere cura di ogni esigenza e aspetto, compreso quei dettagli che possono sembrare piccoli. Alzare la tassa di soggiorno in questo momento, per esempio, può sembrare qualcosa da far passare in secondo piano, ma che non rappresenta un bel biglietto da visita in quanto i problemi sono tanti, anche 50 centesimi possono fare la differenza", conclude Pretti.

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