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Covid, aumenta la sofferenza economica in Italia. Il Trentino Alto-Adige è la terza regione più colpita

In Trentino, terza regione più colpita dal punto di vista economico, aumenta il debito per il consumo e diminuiscono le entrate tributarie. Il presidente di Demoskopica Raffaele Rio: "La crisi pandemica non ha colpito in modo uniforme tutte le economie locali. Alcuni sistemi regionali stanno soffrendo in maniera più elevata rispetto ad altri"

Di Mattia Sartori - 26 marzo 2021 - 16:55

TRENTO. L’emergenza Covid non causa difficoltà solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello economico. Una recente indagine di Demoskopika, ente che si occupa di ricerca economica e sociale, ha analizzato la situazione, compilando la classifica della sofferenza economica regionale. Il Trentino Alto-Adige purtroppo è risultato essere la terza regione “più fiaccata” dalla crisi, preceduto soltanto da Piemonte e Veneto.

 

I dati mostrano una situazione critica su tutta la penisola, con un aumento del debito di 43 miliardi per imprese e famiglie, quasi mezzo milione di disoccupati in più e circa 5,2 miliardi di mancati incassi tributari. Senza contare inoltre le famiglie piombate in condizioni di povertà, che secondo i dati Istat sarebbero oltre 369mila in più rispetto al 2019.

 

“La crisi pandemica – dichiara il presidente di Demoskopika, Raffaele Rionon ha colpito in modo uniforme tutte le economie locali. Alcuni sistemi regionali stanno soffrendo in maniera più elevata rispetto ad altri. Anche se per tutti l’allarme è indubbiamente rosso. Inoltre, – continua Rio – la nuova ondata torna a far impennare la curva della preoccupazione di famiglie e imprese producendo una frenata alla natalità imprenditoriale e incrementando i bisogni di liquidità di famiglie e imprese. E ciò genera un ampliamento ulteriore del livello d’indebitamento e di impoverimento del sistema economico e sociale”.

 

L’indagine di Demoskopika prova a quantificare la sofferenza in ogni regione, basandosi su alcuni parametri: incidenza della povertà relativa familiare, occupati a tempo pieno e a tempo parziale, natalità imprenditoriale, prestiti alle imprese, credito al consumo alle famiglie e, infine, entrate tributarie ed extra-tributarie locali. Il risultato è la classifica Iser, che vede in testa il Piemonte con 111,7 punti, seguito dal Veneto (107,8 punti) e il Trentino Alto-Adige (107,5 punti).

 


 

A colpire maggiormente il Trentino è stato l’indicatore che misura l’indebitamento dei nuclei familiari. Nel 2020 infatti è stata riscontrata una crescita del credito al consumo pari a 46 milioni di euro, che corrisponde ad un aumento del 3,4 per cento rispetto all’anno scorso. Una variazione importante, che vede il Trentino primo in Italia per quanto riguarda questa specifica categoria.

 

Particolarmente negativo anche il dato riguardante le mancate entrate tributarie per la nostra regione. Nel 2020 il Trentino Alto-Adige registra mancati incassi per 174,5 milioni di euro e quindi una diminuzione delle entrate del 15,6 per cento rispetto all’anno precedente.

 

È quindi allarme rosso in tutta Italia, ma in particolare in alcune regioni, tra cui il Trentino. Tutto ciò senza contare che al momento molte delle agevolazioni stabilite dal governo sono ancora in piedi. Anche se l’emergenza sanitaria cessasse i suoi effetti sul sistema economico si protrarranno per un certo periodo. Bisognerà quindi prestare molta attenzione a come procedere una volta che cesserà la mitigazione dei provvedimenti pubblici. “Sarà fondamentale – conclude infatti Rio – comprendere come i sistemi locali reggeranno, in termini di sostenibilità, l’impatto della fine, ad esempio, del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione, della moratoria su prestiti, mutui e finanziamenti, delle misure di trasferimento di risorse aggiuntive agli enti locali”.

 

Qui il report completo di Demoskopika:

 

 

 

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