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Covid, ''Territorio adagiato con il benessere: non aiuta prossime generazioni'', l'industria trentina cerca la via per ripartenza tra Pil crollato e performance in chiaroscuro

"Centralità dell’individuo e della qualità della vita", "Transizione sostenibile" e "società Trentino 5.0". Questi temi del progetto di Confindustria Trento, "Duemilatrentino futuro presente'', per proporre una visione sulle sfide future e sulle opportunità per il sistema in questo scenario caratterizzato dall'emergenza Covid-19: "Intendiamo lanciare un nuovo umanesimo"

Di Luca Andreazza - 09 June 2021 - 06:01

TRENTO. "Centralità dell’individuo e della qualità della vita", "Transizione sostenibile" e "società Trentino 5.0". Questi temi del progetto di Confindustria Trento, "Duemilatrentino futuro presente'', per proporre una visione sulle sfide future e sulle opportunità per il sistema in questo scenario caratterizzato dall'emergenza Covid-19. Un piano che intende, attraverso dialogo e concertazione, arrivare a proporre azioni concrete per la crescita delle imprese e del territorio.

 

"Partiremo da un’analisi del contesto - dice Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento - dunque dei megatrend post-Covid in generale ("Nuova globalizzazione", "Sostenibilità", "Nuovi stili di vita, di lavoro e di consumo", "Healthy & active long" e "Disruption e convergenza tecnologica") e del sistema socio-economico del Trentino. Cercheremo di dare una risposta concreta alle domande fondamentali dello sviluppo territoriale"

Perché un’impresa dovrebbe scegliere il Trentino e non un altro territorio? Perché dovrebbe farlo una famiglia? Un lavoratore? Un talento? Uno studente? Un turista? "Domande che possono sembrare banali ma che sono molto complesse. Raccoglieremo indirizzi e contributi - aggiunge Manzana - elaboreremo messaggi e proposte, con l’intento di fornire elementi di conoscenza innovativa e chiavi interpretative sui temi prioritari per la crescita del nostro tessuto e del nostro sistema, avendo ben presente che il fine ultimo di questo nuovo modello di sviluppo al quale tendiamo è la persona".

 

In definitiva "Duemiulatrentino" è una piattaforma di analisi e proposizione strategica per il rafforzamento economico-produttivo del Trentino. "Un'operazione d'ascolto che può apparire simile a quella della Provincia - prosegue il numero uno degli industriali - ma che vuole inserire il pragmatismo imprenditoriale per fornire delle risposte. Vogliamo offrire materiale di dibattito per migliorare e trovare una metodologia per il territorio, così come immaginare il ruolo dell'Autonomia in questo contesto. Abbiamo responsabilità specifiche e peculiari, che forse abbiamo in parte dimenticato. Il Trentino era povero e ora la qualità è superiore alla media nazionale, forse questo ci ha portato a perdere un po' di spinta emotiva per progredire, il tessuto si è un po' adagiato e questo non è di aiuto alle prossime generazioni". 

I megatrends saranno ulteriormente rinforzati dagli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza-Pnrr che destina più della metà delle risorse stanziate per la transizione sostenibile e digitale.

"Avere la sensazione di essere inadeguati aiuta a prepararsi meglio, vogliamo avviare un nuovo umanesimo e le aziende trentine non possono accontentarsi ma devono essere propositive e continuare a investire perché sono troppi trimestri che l'export non viene incrementato. L’attuale momento spinge verso una forte ripresa che non può prescindere, per un Paese come l’Italia, dalla rivalorizzazione della sua componente industriale e manifatturiera, così come dalla ricostruzione delle condizioni di competitività sui mercati internazionali, oggi sempre più complessi, e da una crescente apertura verso l’esterno", spiega Manzana, presidente degli industriali, mentre il direttore di Confindustria Trento, Roberto Busato, aggiunge: "Un futuro talmente prossimo costruito intorno a azioni di breve e medio periodo per disegnare traiettorie di più ampia percorrenza. La nostra realtà si propone quale attore di cambiamento positivo e di contributore di sistemi operativi utili prioritariamente alle imprese e alla loro crescita, con un occhio di riguardo allo sviluppo del contesto e della comunità di riferimento".

Oltre a Confindustria Trento nella cabina di regia del progetto siede anche "The European House – Ambrosetti", tra i principali Think Tank privati a livello mondiale e il primo in Italia. "Con questa consulenza - continua Busato - i gruppi di lavoro costituiti nell'Associazione dai rappresentanti del Consiglio di presidenza e da un gruppo di imprenditori sensibili e competenti, approfondiranno tre ambiti tematici, elaborando indirizzi di sviluppo che confluiranno in altrettanti documenti di orientamento e posizionamento strategico, che saranno presentati in forma di position paper in tre step successivi, in concomitanza con le assemblee annuali del 2021, 2022 e 2023. Il progetto ha anche ricevuto l’importante supporto di Sparkasse, che ringraziamo per condividere con noi questo percorso".

Si parte da un'analisi dell'ultimo decennio: "Il Trentino, pur con eccellenze diffuse e altri standard di vita, già prima della crisi causata da Covid mostrava alcuni campanelli d'allarme nella performance competitiva. Segnali che non devono essere sottovalutati per poter ripartire nei nuovi scenari di riferimento, accelerati dall'emergenza, e per organizzarsi per gestire i cambiamenti", commenta Lorenzo Tavazzi, partner e responsabile dell'Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti: "Il particolare momento che stiamo attraversando ha innescato, da un lato, e accelerato, dall’altro, alcuni megatrend che ridisegnano gli scenari di riferimento, chiamando le imprese e i territori ad organizzarsi per gestirli".

Nonostante un periodo comunque di crescita, la performance del Trentino per quanto riguarda il Pil pro capite ha perso posizioni in confronto all'Alto Adige e altre Regioni austriache e tedesche. Il Tirolo e il Vorarlberg chiudono rispettivamente a 130,1 e 129,9, poi la Baviera (127,3), Salisburgo (126,5) e Alto Adige a 123,6. La Provincia di Trento si ferma a 113,1.

Inoltre la stima di chiusura del 2020 posiziona il Trentino a -10,4% rispetto alla media nazionale di -8,9% (Qui articolo). In questo contesto si aggiunge che dal 2010 l'industria manifatturiera trentina è crescita ma in misura molto più contenuta che nel resto d'Italia con particolare focus sul Nord. Una graduatoria guidata dall'Emilia Romagna a +2,9% mentre Veneto (2%) e Piemonte (1,9%) completano il podio.

 

A seguire valle d'Aosta (1,1%), Friuli Venezia Giulia (+0,7%), Alto Adige (+0,8%), Liguria (0,7%) e Lombardia (0,3%). La media italiana si attesta a +0,9% e il Trentino a +0,2%. "Inoltre l'export era già in fase di contrazione prima dell'emergenza Covid e la ripresa nel secondo trimestre del 2020 è stata meno marcata rispetto agli altri territori".

 

La spesa per "Ricerca e sviluppo" è inferiore alla media del Nord-est tra il 2009 e il 2018 e anzi in questo caso c'è anche un peggioramento dell'indicatore. Luci e ombre per quanto riguarda i livelli di inclusione formativa e digitale. "Qui - dice Tavazzi - l'andamento è superiore alla media nazionale ma gli occupati nel settore del manifatturiero e ad alto/medio-alto contenuto sono meno della metà del Nord-est. La quota dei giovani Neet di 15-29 anni (Persona che non ha e non cerca un impiego e non frequenta una scuola o un corso di formazione o di aggiornamento professionale) è doppia rispetto a Baviera e Tirolo".

 

Sono 3 i temi chiave. "Centralità dell'individuo e della qualità della vita" per rispondere alla domanda quali opportunità per il Trentino e per le sue imprese; "Transizione sostenibile": il ruolo del territorio e delle aziende; "Società Trentino 5.0": la crescita del sistema produttivo come volano per trasformare e ripensare il Trentino.

 

L'intenzione è quella di arrivare a un modello centrato sul benessere dell’essere umano che implica un approccio di sviluppo integrato tra aziende e territorio, per il quale è necessario il contributo di tutti gli stakeholder. "L'idea di questo progetto parte da lontano. Implementiamo così luoghi di ragionamento e approfondimento per trovare soluzione dopo un'apnea di oltre 15 mesi. C'è la necessità di trovare un fil rouge che unisce le attività per poi coinvolgere le altre associazioni di categoria, i sindacati e la politica. Non possiamo abdicare all'essere autonomi", conclude Manzana.

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