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Dalla lotta agli incendi nel 1821 agli auguri nella lettera del presidente della Repubblica (VIDEO), Itas è una ''storia non comune'' e festeggia i 200 anni

Sono stati celebrati al teatro Sociale i 200 anni di Itas. Un appuntamento impreziosito anche da una tavola rotonda con Carlo Cottarelli. Sono stati presentati il film-documentario dedicato alla Compagnia e “Itas 200 – Una storia non comune”, il libro scritto in forma di romanzo che ripercorre fedelmente la storia della Mutua 

Di Luca Andreazza e Marco Todarello - 21 ottobre 2021 - 11:52

TRENTO. "Duecento anni sono tanti, però non li sentiamo perché ci siamo tenuti giovani nella gestione aziendale e siamo vocati all'innovazione". Così Alessandro Molinari, direttore generale di Itas, il quale ha presentato i principali dati di bilancio nel corso del grande evento previsto al teatro Sociale per celebrare i due secoli di storia della compagnia trentina. 

 

Un'occasione per evidenziare la solidità della Compagnia, che a fine anno si avvia a raggiungere un livello di solvency vicino al 200%. Una storia avviata nel 1821 con la lotta agli incendi, oggi Itas offre una vasta possibilità di garanzie. "Vogliamo essere sempre più presenti con nuovi prodotti che possano tutelare i nostri soci assicurati anche dalle mutate esigenze legate ai cambiamenti climatici che in questi ultimi anni hanno richiesto una particolare attenzione", prosegue Molinari, mentre il presidente Giuseppe Consoli aggiunge: "La Mutua rappresenta il Trentino e tutto il territorio, anche per le risorse che vengono investite per sostenere l'economia. Questa non è un'azienda di proprietà degli azionisti ma dei soci assicurati".

 

L’innovazione e l’uso delle tecnologie rappresentano dei punti di forza importanti per Itas, così come l’efficientamento dei processi e l’attenzione ai bisogni dei soci. "E’ un vero orgoglio - il commento di Fabrizio Lorenz, presidente di Itas Vita - celebrare questo fondamentale appuntamento della vita della Mutua. Lo spirito di appartenenza che ci lega alla Compagnia porta con sé anche una grossa responsabilità. Il Trentino ha rappresentato storicamente il naturale incubatore della mutualità che si è sviluppata grazie a una rete di fiducia reciproca e cooperazione. Un modello vincente, nel quale crediamo a tal punto da volerlo esportare anche in altri territori del Paese per farci davvero portatori di un modo d’essere che ha saputo rinnovarsi per 200 anni, anticipando l’evoluzione della società".

 

Nel corso dell'evento è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che inviato una lettera: "Itas ha saputo preservare e sviluppare nel corso degli anni l’impronta mutualistica e solidaristica che ne aveva caratterizzato le origini. Coniugando centralità delle persone, imprenditorialità e bene comune, Itas è stata in grado di attraversare con successo diverse epoche storiche".

 

L’evento di sabato 16 ottobre è stata l’occasione per effettuare uno speciale annullo filatelico, dopo quello realizzato in luglio in occasione della presentazione del francobollo di Poste italiane dedicato ai 200 anni della Compagnia come “eccellenza del sistema produttivo ed economico italiano”. Sono stati presentati inoltre il film-documentario dedicato alla Compagnia e “Itas 200 – Una storia non comune”, il libro scritto in forma di romanzo che ripercorre fedelmente la storia di Itas con un ricco apparato iconografico in una forma originale e inedita nel panorama delle monografie d’impresa.

 

Un appuntamento impreziosito anche da una tavola rotonda con Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani, nel quale è emerso come la solidarietà, anche a livello europeo, sia stata molto forte in questo periodo di pandemia e come il tema del mutualismo sia ormai preso in considerazione anche dai grandi gruppi multinazionali che non possono vedere come obiettivo solo il profitto nel breve termine ma che, dovendo ragionare a lungo termine, affrontano inevitabilmente anche i temi sociali, ambientali e cooperativistici tipici delle Mutue.

 

Un’importante riflessione è stata fatta inoltre sulle donne e sui giovani, come categorie sociali più colpite dalla crisi pandemica che hanno bisogno di risposte puntuali e precise da parte dei governi per poter tutelare il sano sviluppo delle società e, soprattutto, garantire un futuro basato sulla disponibilità di lavoro: “un’economia che non cresce non crea posti di lavoro e questo per i giovani è un dramma” conclude Cottarelli.

 

Invece Carlo Borzaga, professore senior di politica economica all’Università di Trento e presidente di Euricse, ha sottolineato come la longevità e la solidità economico-finanziaria di Itas dipenda soprattutto dalla sua particolare natura di mutua che “creata direttamente dagli utenti per proteggersi contro determinati rischi, i cui proprietari sono gli stessi soci assicurati, oltre ad altre importanti caratteristiche come l’indistribuibilità del patrimonio, la rendono un tipo di impresa particolarmente in linea con le esigenze di economia sostenibile attuali, promosse anche dall’Unione europea e dall’Onu. Il fatto che le mutue promuovano e tutelino le categorie più vulnerabili, contribuiscano in modo rilevante ai livelli di produzione e occupazione, raggiungano efficienza ed equilibri finanziari in linea o migliori delle società di capitali, comporta un sempre maggiore interesse nei diversi paesi e nelle organizzazioni internazionali verso queste forme organizzative. In particolar modo se si considerano anche i limiti evidenti che i modelli di impresa basati sulla massimizzazione dei profitti hanno fatto emergere nelle crisi finanziarie degli ultimi vent’anni”.

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