Dopo la spaccatura in Cda, inizia il mandato di Albasini alla guida del Concast. Il 2020 si è chiuso con 57 milioni di ricavi
Il nuovo presidente subentra a Renzo Marchesi e inizia il mandato triennale alla guida del Consorzio: "Porteremo avanti i progetti e il piano di investimenti deliberati con una visione di ripresa, in seguito all’emergenza sanitaria. Nel mio mandato punto alla coesione della nostra categoria e al rafforzamento della nostra presenza nel mercato delle eccellenze italiane"

TRENTO. E' ufficialmente iniziato il mandato triennale di Stefano Albasini alla guida del Concast-Consorzio dei caseifici sociali trentini. Il presidente del Caseificio Cercen di Terzolas in val di Sole ha raccolto il testimone da Renzo Marchesi.
Il cambio di presidenza è arrivato a fine giugno dopo uno strappo nel Cda consortile. Un passaggio di consegne non pianificato e non pronosticabile alla luce della riconferma del Consiglio uscente nel corso dell'ultima assemblea. Un'elezione che avrebbe, quindi, evidenziato una certa tensione all'interno di Concast: un'insoddisfazione che si è palesata nella spaccatura per la presidenza (Qui articolo).
Il neo presidente Albasini porterà avanti i progetti già in essere, gli stessi approvati nel nuovo piano di investimenti, con cui l’assemblea punta a innalzare la competitività dell’intera filiera lattiero casearia trentina. La visione è quella di un comparto che possa crescere, in termini di occupazione prima di tutto e che favorisca la transazione di tutti i produttori verso innovativi processi sostenibili, che apportino benefici tangibili, sia dal punto di vista della qualità del lavoro, che da quello economico, attraverso una gestione ottimizzata dei costi.
“Porteremo avanti i progetti e il piano di investimenti deliberati con una visione di ripresa, in seguito all’emergenza sanitaria. Nel mio mandato - commenta Albasini - punto alla coesione della nostra categoria e al rafforzamento della nostra presenza nel mercato delle eccellenze italiane. La ripresa sarà complessa, ne siamo coscienti, ma lavoriamo insieme per affrontare al meglio le sfide del mercato".
Il Concast è un consorzio di secondo grado che riunisce i 17 Caseifici cooperativi della Provincia di Trento che a loro volta associano circa 700 Allevatori produttori di latte locali.
Il Consorzio ha chiuso l’esercizio 2020 con ricavi a 57,2 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, nonostante la pandemia abbia fortemente condizionato il mercato, soprattutto per il blocco dei flussi turistici. La produzione di latte a livello provinciale ha superato le 152.000 tonnellate (+1,6% rispetto al 2019).
Il conferimento della Linea Trentingrana ha raggiunto 102.667 forme, e i dati di produzione dell’annata agraria 2019/2020 fanno prevedere un conferimento per il 2021 tra 102.500 e 300.000 forme. Per quanto riguarda la Linea Formaggi Tradizionali, che a inizio 2020 ha visto rientrare nella commercializzazione del Gruppo Formaggi del Trentino il Caseificio sociale Val di Fassa, è stato conseguito un fatturato complessivo di 9.696.087 euro.
Il prossimo passo previsto dal Consorzio è la realizzazione del nuovo centro unico di confezionamento per la Linea Trentingrana e la Linea Tradizionali. "Il cambio di passo presenterà molteplici vantaggi sia dal lato dei clienti, sia in termini di efficienze interne: si avrà infatti una unificazione delle attività di amministrazione e logistica legate agli ordini, nonché una ottimizzazione dei processi di confezionamento, attraverso l’organizzazione centralizzata anche del personale dedicato".
Oltre l'emergenza Covid, il periodo non è semplice per il mondo del latte trentino. Dopo, infatti, la rottura ai vertici di Concast, un altro ribaltone è stato registrato con le dimissioni del presidente Carlo Graziadei da Latte Trento (Qui articolo).













