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''Fugatti sta provocando e prendendo in giro i lavoratori. Con Brunetta loda il pubblico e in Trentino non rinnova il contratto a chi assicura salute, sicurezza e assistenza''

I segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl del Trentino Diaspro, Pallanch, Tomasi e Varagone: “Si è ormai raggiunto il colmo e la pazienza è finita. Il Presidente Fugatti e la sua Giunta, in modo irresponsabile e contraddittorio, perseverano nel non prendere in alcuna considerazione di dover stanziare le risorse previste. Pronti a intraprendere adeguate iniziative di mobilitazione''

Di Luca Pianesi - 15 aprile 2021 - 16:20

TRENTO. ''Vuol dire provocare e prendere in giro le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici trentini''. Sono compatti i sindacati nello stigmatizzare quanto accaduto ieri a Roma: l'incontro tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta al termine del quale il governatore trentino ha commentato: ''L'obiettivo comune è una Pubblica amministrazione al passo con i tempi in una società sempre più complessa ed in un mondo che per effetto della pandemia si è trovato faccia a faccia con regole e cambiamenti nuovi e repentini''.

 

Tutto bene, tutto bello se, come al solito, ai proclami demagogici non seguissero azioni che vanno in tutt'altra direzione. Fugatti già da tempo, con i fatti, ha dimostrato di non voler aggiornare il comparto pubblico, per lo meno per quanto riguarda gli adeguamenti dei salari, e meno di un anno fa era il presidente del partito del governatore, Alessandro Savoi, a chiarire che per lui il ''pubblico impiego è un settore di privilegiati'' aggiungendo che i sindacati sono dei “parassiti” e “sul pubblico impiego avete rotto le palle”. 

 

Per questo le parole del presidente Fugatti a margine dell'incontro con Brunetta hanno fatto arrabbiare moltissimo i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl del Trentino Diaspro, Pallanch, Tomasi e Varagone. “Si è ormai raggiunto il colmo - spiegano - e la pazienza è finita. Il Presidente Fugatti e la sua Giunta, in modo irresponsabile e contraddittorio, perseverano nel non prendere in alcuna considerazione di dover stanziare le risorse previste per il rinnovo dei contratti di sanitari, operatori della case di riposo, polizia municipale, educatori dei nidi d’infanzia, ricercatori e tutti coloro che assicurano servizi, cura e sostegno a imprese, famiglie e lavoratori, fondamentali in questa grave crisi. Allo stesso tempo ne elogiano professionalità, competenze e spirito di sacrificio, discettando con Brunetta di ridefinire le competenze statutarie in materia di pubblico impiego. Per fare cosa? Per affermare la specialità dell’autonomia non rinnovando i contratti pubblici mentre a Roma non solo si sono stanziate le risorse necessarie, ed altre sono state assicurate nel bilancio 2022 per l’Ordinamento Professionale, ma si è sottoscritto un Patto con i Sindacati per l’innovazione del lavoro pubblico e si sta insediando un tavolo in Aran per il rinnovo 2019/2021? Il Trentino, unico anche tra Regioni e Province Autonome, a non rinnovare i Ccpl Pubblici consegue un primato di cui non andare fieri, perché ciò vuol dire mortificare Comparti Pubblici da sempre ai massimi vertici di efficacia ed efficienza nel panorama non solo nazionale, con evidente contraddittorietà e gli intuibili effetti disastrosi su chi ci lavora.”

 

I sindacati spiegano quindi che le azioni da mettere in campo per la ripresa economica e sociale del Paese, con i finanziamenti del Next Generation Eu e non solo, passano attraverso i servizi della pubblica amministrazione per la messa a terra e le verifiche dei singoli progetti, per non parlare delle necessità riorganizzative della Sanità, degli accresciuti bisogni e presa in carico di anziani e persone fragili e di chi paga più duramente le conseguenze delle varie crisi. ''C’è dunque bisogno di una pubblica amministrazione moderna ed efficiente - spiegano i sindacati -, lo diciamo tutti, ma non a chiacchiere: rinnovare i contratti, assumere personale qualificato, rivalutare le competenze e l’ordinamento professionale non vuol dire fare una “concessione” a chi ci lavora” solo se ci saranno “risorse libere” ma vuol dire mettere in sicurezza un comparto fondamentale per assicurare i diritti di tutti i cittadini (salute in primis) e garantire qualità ed efficienza del sistema pubblico al servizio del Trentino''.

 

E' evidente a tutti, infatti, che è perdente la contrapposizione pubblico/privato su cui si continua a far leva in Trentino per mietere consenso nel penalizzare il lavoro pubblico. Una contrapposizione definitivamente archiviata dal Governo Draghi col Patto di marzo. Sorprende per questo che persino le minoranze in consiglio provinciale tacciano di fronte a temi che dovrebbero star loro particolarmente a cuore, quali diritti, efficienza e qualità dei servizi pubblici sul territorio.

 

“Il colmo è stato raggiunto. Le lavoratrici e i lavoratori nelle recenti assemblee hanno manifestato il proprio sconcerto di fronte agli atteggiamenti della Giunta. Stufi di un’operazione demagogica che mira a colpire coloro che ipocritamente, nelle occasioni pubbliche, si elogiano: medici, infermieri, operatori delle case di riposo. Lavoratori il cui impegno non si compensa con interventi spot tipo premi Covid e indennità una tantum, ma riconoscendo loro il diritto a un contratto scaduto da quasi due anni e mezzo, riqualificando le professioni e le competenze, riconoscendo il valore del loro lavoro, riprendendo le relazioni sindacali. Questo vuol dire costruire una nuova P.A. al passo coi tempi”. “Riuniremo i nostri organismi per intraprendere adeguate iniziative di mobilitazione”, concludono i quattro segretari.

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