Serve il Green pass? Il camping organizza un'unità mobile per i tamponi, Oss: ''Questa estate ok ma 2 anni negativi: momento duro per il turismo che deve riflettere sul futuro''
Massimo Oss, amministratore del Camping Club, società che gestisce il camping 2 Laghi di Levico, camping San Cristoforo a Caldonazzo e Fiemme Village a Bellamonte: "Quest'autunno si deve operare un'analisi di settore. Un comparto che subirà importanti cambiamenti: dovremmo fare i conti con le chiusure e quelle imprese che non sono riuscite ad assorbire i danni dopo un'estate non brillante"

LEVICO. "Già diverse famiglie hanno utilizzato il servizio di somministrazione dei tamponi". Così Massimo Oss, amministratore del Camping Club, società che gestisce il camping 2 Laghi di Levico, camping San Cristoforo a Caldonazzo e Fiemme Village a Bellamonte. "Un segnale di attenzione verso gli ospiti e che cerca di risolvere alcuni problemi che possono incontrare i nostri clienti. Ci mettiamo a disposizione con responsabilità e sacrificio".
Da venerdì scorso è entrato in vigore l'obbligo di Green pass in Italia, ma la situazione resta fluida sul fronte dell'emergenza Covid. La Germania ha già introdotto a inizio mese la necessità per i propri concittadini di presentare un tampone negativo a 48 ore precedenti il rientro, questa misura scatta invece in Olanda da lunedì 9 agosto. Mercati che rappresentano una fetta da sempre importante per il turismo in Valsugana.
"Abbiamo deciso di allestire al camping 2 Laghi di Levico un'area medica che si avvale della collaborazione con il dottor Francesco Marano. Un servizio rivolto ai nostri ospiti ma aperto anche a tutte le strutture ricettive e ai residenti che necessitano di un test per il rilascio del Green pass". Questa proposta è articolata su venerdì, sabato e domenica fino a fine agosto per "intervenire - aggiunge Oss - sulla fascia attualmente non coperta dalle farmacie De Prez di Levico e Pizzo di Pergine, professionisti che svolgono un ottimo lavoro. Disponiamo anche di strumenti per verificare la presenza degli anticorpi dopo i vaccini o post Covid e di tamponi salivari non invasivi per i bambini, anche se non necessitano di Green pass ci siamo organizzati per la maggior tranquillità dei genitori".
I territori si sono organizzati per prevedere centri tamponi in modo capillare. Ora si muove anche un privato. "Il massiccio ricorso ai test può essere comunque un boomerang, forse un po' sottovalutato. Se emerge una positività, la persona deve essere messa subito in isolamento in attesa che le Aziende sanitarie decidano come procedere tra azioni varie e rimpatrio. Difficile trovare un Covid-hotel in questa fase e se un olandese rimane bloccato qui le procedure non sono chiare, anche sui costi. Forse per questo molti stranieri stentano a confermare le prenotazioni".
Un periodo di riavvio per le strutture ricettive e del mondo del turismo, pesantemente colpito dalla crisi legata alla pandemia nel 2020 che ancora condiziona la ripresa effettiva dell’economia. "Questa iniziativa - aggiunge l'amministratore di Camping club - per ora è unica a livello provinciale e forse anche nazionale. Abbiamo unito le forze con un professionista per il benessere e per la salute di tutti. Ma la situazione resta molto delicata per il comparto".
Dopo aver riavviato i motori l'estate scorsa, il settore è poi piombato nella profonda incertezza. Un comparto che si è trovato a fare i conti con le limitazioni e le restrizioni imposte per fronteggiare l'emergenza Covid: una stagione invernale cancellata, eventi e manifestazioni annullate, mobilità bloccata e un flusso turistico pressoché azzerato. Adesso la ripresa a quasi 12 mesi.
La passata stagione estiva la società Camping club ha cercato di puntare anche sui trentini per cercare un contrappeso alle assenze di olandesi e tedeschi. "Quell'operazione non ha avuto numeri eclatanti - evidenzia Oss - ma c'è stato un riscontro interessante, diverse famiglie hanno confermato una prenotazione anche per quest'anno a luglio. E' stata un'iniziativa molto apprezzata, anche a livello di immagine".
Il 2020 si è tradotto per il sistema in un arretramento di 27 anni per il comparto alberghiero e extralberghiero. I danni sono stati contenuti, ma difficile restare soddisfatti dei segni meno. Inoltre il 2021 è forse partito anche peggio e quindi il comparto si trova a rincorrere un punto di equilibrio.
"In generale - dice l'amministratore di Camping club - la Valsugana ha chiuso con un -50% delle presenze, inevitabilmente il settore ha sofferto molto. Naturale il calo pesante sui mercati esteri, solo in parte compensato dall'arrivo degli italiani. Quest'anno si è partiti un po' a rilento nelle prenotazioni, qualcosa di più si è mosso dopo Pasqua ma la nuova crescita del contagio aveva rallentato le richieste. Poi a luglio una ripresa, ma queste indicazioni sulla quarantena in Germania e Olanda hanno causato un altro blocco. Invece non ho avuto problemi sull'annuncio del Green pass, nessuna disdetta ma solo qualche legittima richiesta di chiarimento".
Numeri che si traducono in drastici cali di fatturato: strutture di ricezione, ristoranti, bar, imprese di sport o intrattenimento e molte attività dell'indotto hanno subito perdite enormi. "Quest'autunno - continua Oss - è necessario operare un'analisi di settore. Un comparto che subirà importanti cambiamenti: dovremmo fare i conti con le chiusure e quelle imprese che non sono riuscite ad assorbire i danni dopo un'estate non brillante. Rispetto all'estate scorsa credo che il turismo possa attestarsi a un +25% ma saremo sul -30% nel confronto agli anni pre-Covid: si parla di due anni consecutivi sottotono e questo non permette di pianificare gli investimenti o la gestione del personale, si tenta di salvaguardare i collaboratori storici e preziosi".
Non solo possibili problemi connessi agli aspetti finanziari e di liquidità per le imprese, ma anche un mercato profondamente diverso. Ora si è ancora in un periodo un po' sospeso, fortemente caratterizzato dall'epidemia, ma la partenza dai blocchi richiederà una pianificazione attenta, un settore ancora più agguerrito e aggressivo, commercialmente e nella politica dei prezzi.
"C'è molto materiale di riflessione per portare avanti ragionamenti attenti. La tipologia dell'offerta potrebbe cambiare nel breve periodo per privilegiare, per esempio, metrature più ampie: più servizi, più spazi e meno persone. In Valsugana il ritorno in massa degli olandesi non è scontato, così come gli italiani che hanno scoperto 'casa' sono l'altro lato della medaglia: se fino a 2 anni fa lavoravo nel rapporto 80-20 tra stranieri e connazionali, oggi siamo a 50-50. Anche la metodologia dei tour operator è cambiata e questo è significativo: non si prendono la responsabilità di accordi lunghi e vuoti per pieni ma si opera last minute, trend ulteriormente rafforzati dall'emergenza e che ci condizionerà almeno per i prossimi 24 mesi", conclude Oss.
.jpg?itok=jM4063cP)












