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Turismo, Trentino Marketing: ''Ci sono riscontri e prenotazioni per l'inverno'', Asat: ''Il 2021 annus horribilis: in montagna -70% dei fatturati ma il sistema regge''

Archiviata l'estate, fervono i preparativi per l'inverno dopo il blocco imposto a causa diffusione dell'emergenza Covid. Una ripartenza che l'industria della neve attende da marzo 2020. Dopo quell'interruzione, un comparto strategico per il Pil provinciale non ha praticamente più avviato i motori e la tenuta del sistema è stato messo a durissima prova

Foto di Rudy Signorini
Di Luca Andreazza - 21 ottobre 2021 - 20:50

TRENTO. "La stagione invernale promette bene e registriamo già numerose prenotazioni. C'è molta fiducia e c'è grande attesa di poter riavviare le stazioni sciistiche". A dirlo Gianni Battaiola, presidente di Asat e numero uno di Trentino Marketing. "Il comparto attende le ultime indicazioni ma già ore le regole sono chiare per le strutture ricettive e per gli impiantisti".

 

Archiviata l'estate, fervono i preparativi per l'inverno dopo il blocco imposto a causa diffusione dell'emergenza Covid. Una ripartenza che l'industria della neve attende da marzo 2020. Dopo quell'interruzione, un comparto strategico per il Pil provinciale non ha praticamente più avviato i motori e la tenuta del sistema è stato messo a durissima prova.

 

"La promozione digital - continua Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing - è partita in agosto per verificare le reazioni e le risposte dai vari mercati. Abbiamo avviato alcune operazioni con Eurosport per accompagnare le gare di coppa del mondo alpino e nordico. Poi nei prossimi giorni si avviano azioni più strutture e più di impatto sui canali che possono portare maggiore soddisfazione. C'è grande attenzione, ci sono già buoni riscontri e si lavora con i piedi ben piantati a terra. Siamo in stretto raccordo con il sistema per valutare le idonee azioni. Fino a dicembre l'investimento è di 3 milioni, poi dopo Natale si fa una ricognizione e vediamo se si deve rafforzare qualche campagna ad hoc". 

 

Le campagne promozionali sono già state avviate all'estero, poi si parte con particolare attenzione sui mercati storicamente traino della stagione, cioè Polonia e Repubblica Ceca. In queste settimane si rafforzano invece i canali di comunicazione per l'Italia. Intanto, però, c'è una recrudescenza nell'Est Europa e le vaccinazioni stentano a decollare tra Varsavia e Praga. Attualmente quasi fuori gioco anche il Regno Unito.

 

"I mercati sono naturalmente tutti importanti e la promozione è di ampio spettro. Certo, l'interdizione e il blocco di alcuni Paesi rappresentano una fonte di preoccupazione ma ormai è prematura fare previsioni e ragionamenti: si deve lavorare nella massima attenzione e flessibilità perché le condizioni sanitarie cambiano rapidamente e alcune situazioni si subiscono. Gli imprenditori sono chiamati a prepararsi per proporre un'accoglienza e un'ospitalità di livello, però alcune situazioni sono indipendenti", aggiunge Battaiola, mentre Rossini prosegue: "Sondiamo i mercati e da fine ottobre si punta su Polonia, Repubblica Ceca e Italia, oltre ai Paesi di lingua tedesca. Per quanto riguarda la Russia attualmente non sembrano esserci soluzioni rapide, però siamo attenti a valutare eventuali interventi. ".

 

Intanto ci si prepara anche per i Green pass, soprattutto per quei turisti che necessitano di un tampone. Al netto della curva epidemiologica, per esempio i vaccini Sputnik non sono riconosciuti e ci sono Paesi che arrancano nel raggiungere una copertura elevata. In estate ci si è organizzati in modo capillare, però la domanda potrebbe essere notevolmente più elevata in inverno tra turisti, le esigenze diagnostiche e quelle per ottenere la certificazione a fini lavorativi.

 

"E' un tema che dobbiamo affrontare e il modello utilizzato per la stagione estiva può essere una soluzione adatta. A ogni modo - evidenzia il presidente di Asat e di Trentino Marketing - manca poco più di un mese prima dell'avvio dell'inverno a regime e quindi c'è il tempo per valutare e verificare gli interventi da proporre per accompagnare il settore turistico e l'indotto a prendere le scelte migliori e più percorribili".

 

Un periodo complicatissimo dal punto di vista sanitario, ma contemporaneamente drammatico sotto il profilo economico e sociale. La durezza del momento è testimoniata dai numeri: gli arrivi della stagione 2020/2021, fortemente condizionati dalle limitazioni, sono poco oltre i 102 mila, il 92,5% in meno rispetto all’inverno 2019/2020.

 

Il numero dei pernottamenti diminuisce rispetto all’inverno precedente del 93,1%, con un valore prossimo alle 393 mila presenze. Entrambi i settori evidenziano variazioni molto negative rispetto ai numeri della stagione precedente: -92,7% gli arrivi e -95,5% le presenze nel settore alberghiero; -91,2% gli arrivi e -81,5% le presenze nel settore extralberghiero. Il crollo dei pernottamenti riguarda sia gli ospiti italiani che stranieri; questi ultimi sono quasi annullati.

 

Si riparte da una buona stagione con il ritorno degli eventi e un ottimo agosto. Ma sono già due gli anni complicati. La stima per l'estate 2020 è quella di aver bruciato quasi 211 milioni solo nel comparto alberghiero e circa un -29% nelle assunzioni. Un mancato introito da oltre 424 milioni tra marzo e agosto dell'anno scorso per per gli attori del Trentino. Poi si aggiunge l'inverno andato in bianco. Comprensibili le grida d'allarme lanciati nei mesi.

 

"A livello di presenze - prosegue Battaiola - l'estate si chiude poco lontano dal 2019, una stagione da record. Il ricavo medio a camera è stato maggiore rispetto al passato però il blocco dell'inverno pesa tantissimo sui fatturati e sui bilanci: le aree di montagna si attestano a -70%, un po' meglio sui laghi ma comunque il segno è negativo. E questi dati non vanno sottovalutati o dimenticati. Il sistema regge, le strutture ricettive a essere particolarmente colpite sono quelle già in difficoltà prima dell'emergenza Covid, ci sono ferite importanti e servono cure".

 

Un aiuto potrebbe arrivare dal Fondo alberghi. La Provincia lavora a un Fondo con una dotazione iniziale di 25 milioni di euro che dovrebbe intervenire con un ruolo attivo e di supporto per la trasformazione, la qualificazione e lo sviluppo del settore turistico alberghiero, e non solo nei casi di strutture alberghiere in crisi o temporaneamente in difficoltà.

 

L’Asat aveva proposto alla Provincia di costituire uno strumento simile già diversi anni fa: "La ripresa del mercato è fondamentale ma in alcuni casi non sufficiente. E' necessario individuare con precisione i casi in cui ha senso intervenire e esplicitare le modalità di partecipazione dei privati e di altri fondi di investimento", conclude Battaiola.

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