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Turismo paralizzato da Covid-19, bruciati quasi 500 milioni da marzo e fatturati crollati del 50%. Asat: ''Difficile far meglio ma insoddisfatti''

Ora per l'inverno si teme che la recrudescenza dell'epidemia possa portare a limitazioni e blocchi. Maria Emanuela Felicetti: "Il mercato estero è fondamentale, gli italiani possono compensare solo in parte". L'occupazione è calata del 30%: "Estendere la cassa integrazione e servono nuove misure a sostegno del comparto" 

Di Luca Andreazza - 09 ottobre 2020 - 21:11

TRENTO. Bruciati quasi 211 milioni solo nel comparto alberghiero nell'ultima estate e circa un -29% nelle assunzioni. Questa la stima delle perdite causate dall'emergenza Covid-19 tra marzo e agosto. Un dato impressionante che riguarda solo gli hotel, un numero quindi ancora più importante se si considerano le altre tipologie di ospitalità e l'indotto in generale, come la ristorazione o gli eventi saltati. Un mancato introito da oltre 424 milioni tra marzo e agosto per per gli attori del Trentino.

 

La pandemia ha paralizzato il movimento turistico: la stagione estiva nel periodo giugno-agosto ha registrato una contrazione di arrivi e presenze corposa. "Una flessione inferiore a quanto previsto ai tempi del lockdown - spiega Maria Emanuela Felicetti, vice presidente di Asat - ma deleteria per la sopravvivenza per le imprese del settore. L'impegno è stato massimo, difficile poter fare meglio, però non possiamo assolutamente ritenerci soddisfatti".

 

E ora l'inverno è alle porte e le incertezze sono davvero tante per la recrudescenza dell'epidemia. "La parola chiave - aggiunge la vice presidente di Asat - deve essere sicurezza sanitaria. Il dialogo con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e gli assessorati sono in corso per trovare le soluzioni. L'intenzione è quella di prevedere test sierologici o quelli antigene più volte nel corso della stagione per salvaguardare la nostra salute, quella delle località e quella dei clienti".

 

E' complicato prevedere e programmare l'inverno anche per le eventuali limitazioni o blocchi che i governi decidono di adottare per cercare di fronteggiare il contagio, come la necessità di procedere a tampone nel caso di provenienza da determinati Stati o l'obbligo di osservare un periodo di isolamento dopo l'ingresso in Italia o quando si rientra nel Paese di origine. Prospettive che influiscono in particolare sui flussi turistici provenienti dall'estero

 

"La quasi totale assenza dei turisti stranieri - prosegue Felicetti - rappresenta un elemento preoccupante. E' mancato quasi totalmente il turismo organizzato, il quale di norma è importante soprattutto nei mesi di giugno e settembre. Fino a oggi il bonus vacanza ha portato qualche nuovo cliente in Trentino con soggiorni brevi, nella speranza che la 'nuova clientela' possa venire fidelizzata a seguito di azioni di marketing strutturato anche a livello di Tentino Marketing. Attualmente i dialoghi sono aperti con Repubblica Ceca e Polonia, ma è importante pensare alle azioni per attrarre turisti italiani e compensare cali sul mercato estero". Storicamente però il connazionale prenota giocoforza nei periodi canonici delle ferie "scolastiche", un proposito non semplicissimo. "E' necessario proporre offerte e pacchetti sul week-end e in occasione di eventi e di manifestazioni". Un po' come avvenuto per l'estate, l'ipotesi è quella che il 90% delle strutture possa aprire per l'inverno.

 

Una prima serie di dati (ancora non certificati per il mese di agosto) forniti dal servizio statistica della Provincia indica un calo del 30,4% negli arrivi (1.860.575 certificati nel 2019; 1.295.599 stimati nel 2020) e del 32,8% nelle presenze (8.322.896 certificate per il 2019; 5.599.537 stimate per il 2020). 

 

E se l'assessore Roberto Failoni si è dichiarato moderatamente soddisfatto dell'estate appena conclusa (Qui articolo), Asat conferma che non è così contenta di questi risultati, seppur nella difficoltà del momento (Qui articolo). Un comparto in sofferenza. "Una stagione decisamente insoddisfacente. Anche se il sistema - evidenzia Felicetti - ha funzionato nel far fronte all'emergenza, gli operatori sono riusciti a coniugare il difficile compito di coniugare le esigenze e la soddisfazione del cliente con la migliore professionalità e la sicurezza che contraddistingue il Trentino". 

 

E' necessario però prevedere aiuti e sostegni. "In questi giorni si parla di restrizioni e limitazioni - dice la vice presidente di Asat - ma nessun accenno all'allungamento in termini temporali dei benefici che possono favorire l'imprenditore e il turismo, come la cassa integrazione o il bonus vacanza, quest'ultimo provvedimento del governo italiano sembra aver funzionato".

 

Il dato è che nell'estate post lockdown è quello di un crollo degli introiti. Le mancate presenze del comparto del turismo della stagione estiva, -32,8% delle presenze (2.733.359 turisti) tra giugno e agosto. "Un trend - spiega Roberto Pallanch, direttore di Asat - che ha generato un mancato introito per gli attori del territorio di 276 milioni e 615.931 euro. Questa valutazione è stata ottenuta considerando una spesa media per persona giornaliera in estate di 101,2 euro".

 

Nel periodo compreso tra marzo e agosto 2020, gli hotel del Trentino hanno registrato 3.586.343 presenze in meno rispetto agli stessi mesi del 2019 (-55,5% sul 2019), che corrispondono a un mancato introito di 424 milioni e 260.295 euro. "Stimiamo un mancato ricavo a 210 milioni e 784.516 euro per gli alberghi: il dato è ottenuto considerando una spesa media estiva in pernottamento per persona di 52,2 euro e una spesa media invernale per i mesi di marzo e aprile di 63,4 euro".

 

Il fatturato negli alberghi va a -54% rispetto al 2019. Nello stesso periodo del 2020 si contano 1.793.171 camere alberghiere non vendute rispetto al 2019 e il 55,5% di presenze alberghiere in meno rispetto al 2019, cioè 3 milioni 586.343 ospiti.

 

Comparto occupazionale. Nella finestra temporale tra marzo e luglio 2020 sono stati assunti 17.367 lavoratori dei pubblici esercizi (ristoranti, bar, hotel) rispetto ai 24.518 assunti nello stesso periodo del 2019. Il che significa 7.151 contratti stipulati in meno, una riduzione del 29,2% dei contratti stabili o a termine stipulati rispetto al 2019 (fonte Agenzia del Lavoro).

 

Analisi movimento turistico mese per mese. "Le variazioni negative più profonde riguardano giugno e la prima decade di luglio. "Il mese di agosto è quello in cui si è potuto esprimere meglio l’accoglienza turistica". Le strutture ricettive alberghiere e extralberghiere hanno riscontrato una diminuzione di arrivi dell’8,5% (770.853 certificati nel 2019; 705.330 stimati nel 2020) e del 12,2% delle presenze (3.745.739 certificate nel 2019; 3.288.759 stimate nel 2020).

 

Il turismo straniero è il grande assente per tutto il periodo estivo: -41,2% negli arrivi (228.109 certificati nel 2019; 134.128 stimati nel 2020) e -43,9% nei pernottamenti (983.215 certificate nel 2019; 551.584 stimate nel 2020). "I flussi circoscritti ai turisti italiani sono meno drammatici: c’è una crescita rispetto all'agosto 2019 del +5,2% (542.744 certificati nel 2019; 570.967 stimati nel 2020), mentre le presenze si fermano a -0,9% (2.762.524 certificate nel 2019; 2.737.661 stimate nel 2020)".

 

A luglio, invece, il motore del turismo si è un po' messo in moto, soprattutto per quanto riguarda la componente italiana: -9,6% degli arrivi e -25% delle presenze rispetto al 2019. "E' invece grave - evidenzia Felicetti - la situazione per quanto riguarda il mercato estero: -57,7% negli arrivi e -60,4% nei pernottamenti rispetto al 2019". Male giugno su tutti i fronti. 

 

Il settore extralberghiero è stato gettonato in particolare nel periodo immediatamente successivo al lockdown. "In agosto invece la clientela è tornata a prediligere le strutture alberghiere. Basti pensare, infatti, che gli arrivi dell’alberghiero ad agosto sono diminuiti 'solo' del 5,8% (515.333 certificati nel 2019; 485.444 stimati nel 2020), mentre l’extralberghiero ha assistito ad un calo del 14,1% (255.520 certificati nel 2019; 219.492 stimati nel 2020). Discorso molto simile per le presenze, scese del 10,5% (2.408.342 certificate nel 2019; 2.155.466 stimate nel 2020) nel caso del settore alberghiero e del 15,3% (1.337.397 certificate nel 2019; 1.132.775 stimate nel 2020) nel caso dell’extralberghiero".

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