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Si pensa all'inverno: il turismo ritorna nell'incertezza e fa i conti con l'estate: ''Meglio delle aspettative ma difficile essere contenti quando il segno è meno''

Il comparto turistico si trova a dover fare i conti con la crisi causata dall'emergenza Covid-19 e una situazione piombata nuovamente nella profonda incertezza. Una primavera cancellata dal lockdown e poi una ripartenza giocoforza macchinosa. Solo agosto si è mantenuto sui livelli delle passate stagioni. Ora si avvicina l'inverno ma le prenotazioni stentano a decollare

Di Luca Andreazza - 01 ottobre 2020 - 10:28

TRENTO. "Il quadro complessivo è certamente migliore rispetto alle aspettative ma certo non si può essere contenti". Così Gianni Battaiola, presidente di Asat, che aggiunge: "Adesso si deve pensare all'inverno ma è difficile fare previsioni o programmare la stagione. E' tantissima la preoccupazione del comparto".

 

Il comparto turistico si trova a dover fare i conti con la crisi causata dall'emergenza Covid-19 e una situazione piombata nuovamente nella profonda incertezza. Una primavera cancellata dal lockdown e poi una ripartenza giocoforza macchinosa. Solo agosto si è mantenuto sui livelli delle passate stagioni capaci di toccare quasi sempre nuovi record di presenze. Ora si avvicina l'inverno ma le prenotazioni stentano a decollare. 

 

"Circa il 15% delle strutture ricettive è rimasto chiuso - prosegue Battaiola - mentre gli imprenditori aperti hanno cercato di minimizzare le criticità. Il mese di giugno è andato male, in luglio abbiamo registrato una flessione del 36% dei pernottamenti. Bene agosto ma non basta: il fatturato che non è stato raggiunto in questo periodo è perso e non può più essere recuperato".

 

Insomma, se il meccanismo si inceppa, il sistema soffre nella sua interezza. Un settore, quello turistico, pesantissimo per il Pil provinciale: contribuisce per il 15% dell'economia con punte anche del 20% se si considera l'indotto. "La montagna - evidenzia Battaiola - questa estate viaggia tra il -20 e il -30% e i laghi tra il -40% e il -50%. Il risultato è migliore di quanto inizialmente ipotizzato, però non si può essere contenti, difficile essere soddisfatti". 

 

Tradite in parte le attese di allungare l'estate sull'autunno. "Questo settembre non ci ha completamente soddisfatti. Le idee sono state tante - aggiunge il numero uno degli albergatori - tra promozione e bonus vacanze. Il rapporto qualità/prezzo è stato davvero interessante ma l'avvio dell'anno scolastico ha rappresentato una battuta d'arresto". 

 

E il brusco calo delle temperature lancia i titoli di coda sull'estate per aprire il capitolo invernale. Ma sono nuovamente tante le incertezze tra la crescita del contagio e contromisure da pianificare. Ancora non si conoscono i piani di promozione e di salute pubblica (Qui articolo). L'Austria per esempio è intenzionato a bloccare gli après ski (Qui articolo), mentre la Liguria è stata definita "zona rossa" dalla Svizzera. Il Trentino rischia in quanto nell'ultimo report dell'Iss è risultato il peggior territorio d'Italia.

 

Qualcosa si muove, però le prenotazioni sono ancora indietro rispetto agli anni scorsi. "C'è interesse - dice il presidente di Asat - qualche stanza è stata bloccata ma è come se si fosse a quota zero. L'estate è più facile da vendere rispetto all'inverno, anche se quest'ultima è ancora la stagione più forte. La situazione epidemiologica è complicata in Europa e quindi è difficile operare una programmazione".

 

Il mercato italiano è molto legato ai periodi di ferie classiche e sono tante le insicurezze per quanto riguarda l'estero. "Tanto dipende dalle decisioni dei governi. Se il Trentino viene inserito in qualche lista, tutto si blocca: sono tanti gli aspetti da valutare tra clienti e tour operator. Il cliente vorrebbe maggiori garanzie e la possibilità di cancellare la prenotazione senza penali. Si cerca di tenere duro, ma il momento è difficile: tentiamo di trovare equilibrio e soddisfazione tra le esigenze dell'ospite e dell'impresa", conclude Battaiola.

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