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Agricoltura, in Trentino oltre 430 persone vogliono lavorare nei campi. L'Agenzia del Lavoro: ''Metà ha meno di 27 anni'' ma domanda e offerta faticano ad incontrarsi

Ad oggi sono 83 le aziende agricole presenti in Trentino che hanno richiesto all'Agenzia del lavoro manodopera. Orari, distanza, mancanza di vitto e alloggio sono i principali ostacoli nell'incontro tra domanda e offerta

Di G.Fin - 13 August 2022 - 06:01

TRENTO. Si va dalla raccolta dei piccoli frutti alla vendemmia il problema rimane sempre lo stesso: le aziende agricole presenti sul territorio sono alla continua ricerca di lavoratori e  trovarne non è semplice

Da un lato i rallentamenti burocratici, quelli per il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, ammessi all’ingresso con il decreto flussi, di poter arrivare in Italia per lavorare nelle imprese agricole, dall'altro l'invio in Trentino, proprio attraverso questo decreto, di una percentuale inferiore di manodopera rispetto a quella che era stata richiesta. “Ci manca personale anche per raccogliere l'uva, cerchiamo però di andare avanti con le braccia che abbiamo” ci dice un agricoltore.

 

L'Agenzia del lavoro di Trento per affrontare questa emergenza ha cercato di muoversi per tempo avviando  dei tavoli con il mondo dell'agricoltura e aprendo delle liste per raccogliere le domande di chi si rendeva disponibile a lavorare nei campi per un certo periodo. I risultati ci sono, le iscrizioni non mancano ma non sempre purtroppo l'offerta riesce ad incontrare la domanda. 

 

L'AGENZIA DEL LAVORO
“Ci siamo attivati fin da subito creando un collegamento con i datori di lavoro per riuscire a interfacciare le richieste di manodopera” ci spiega Luca Aldrighetti, dirigente dell'Agenzia del Lavoro di Trento che ci spiega come anche in vista della raccolta di frutta e verdura di quest'anno sia stato attivato il protocollo firmato nel 2019 che viene rinnovato di anno in anno e che permette la collaborazione a più livelli.  

 

Le iscrizioni alle liste per chi vuole lavorare nei campi non mancano. Ad oggi sono circa 430 i nominativi raccolti dall'Agenzia del Lavoro in Trentino. “Un aspetto importante – ci spiega Aldrigetti – è che di questi iscritti ben 211 sono giovani che hanno al di sotto dei 27 anni. Tantissimi studenti che hanno dato la loro disponibilità per questa estate e questo è anche il frutto di un lavoro capillare di comunicazione che è stato portato avanti sul territorio”. Si aggirano attorno al 10%, invece, le persone che si sono iscritte e che provengono da altre regioni. Tutto questo a fronte di 83 aziende che per il momento hanno chiesto aiuto all'Agenzia presentando la richiesta di un certo numero di manodopera di cui hanno bisogno per andare avanti. 

 

“Siamo solo all'inizio – dice a ilDolomiti il dirigente dell'Agenzia – e ci aspettiamo che arrivino ancora ulteriori richieste. L'anno scorso eravamo partiti un attimo dopo ma quest'anno le richieste delle aziende sono iniziate ad arrivare presto basta pensare all'anticipo che stiamo vedendo nella vendemmia”.  Non è mancata l'attività dell'Agenzia per il Lavoro anche all'esterno dei confini provinciali. Ed è proprio da questo lavoro che si è riusciti ad aprire anche una lista di ''candidati'' dalla Romania che al momento conta 178 persone.   
Guardando questi numeri la manodopera non dovrebbe mancare ma dietro l'angolo, purtroppo, spesso si va a sbattere contro a dei problemi. 

 

“L'inghippo – spiega il dirigente Aldrighetti – è rappresentato nelle difficoltà che ci sono nell'interfacciare le esigenze dei datori di lavoro con quelle dei cittadini che si iscrivono alle lista”.  I casi sono molti e si sta sperimentando anche in queste settimane. A volte le persone che si iscrivono alle liste cercano un lavoro che non sia troppo lontano dalla propria abitazione. C'è chi vorrebbe orari diversi, chi non ha la possibilità di svolgere determinati lavori, chi richiede l'alloggio oppure il vitto che però non sempre vengono forniti dal datore di lavoro. Una miriade di questioni che vanno a bloccate i lavoratori e impediscono alle aziende agricoli di soddisfare le proprie esigenze

 

IL CAPORALATO
“Caporalato? Sul nostro territorio non c'è una visibilità evidente del fenomeno ma piuttosto possiamo parlare di situazioni episodiche” dichiara a il Dolomiti il dottore Aldrighetti sul fenomeno del caporalato che già in passato ha fatto capolino sul nostro territorio. Un fenomeno che correre in maniera parallela con il “lavoro grigio” quel lavoro irregolare che si colloca in mezzo tra il lavoro nero e il lavoro normale. Un aspetto difficile da intercettare perché subdolo e nascosto. 

 

La situazione in Trentino è tenuta sott'occhio ad un comitato ad hoc creano negli scorsi anni e che vede la partecipazioni di organizzazioni sindacali, anti e datori di lavoro. 

 

“E' un comitato – ci spiega il dirigente – che serve per mettere a fattor comune le informazioni che si hanno su queste tematica per capire se esistono dei campanelli d'allarme. In Trentino l'impressione è che il fenomeno non sia pervasivo ma bensì episodico ma l'attenzione rimane comunque molto alta per riuscire ad individuare nel minor tempo possibile ogni singolo segnale”. 

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