Caro bollette per bar e ristoranti, "in autunno rischio di nuove saracinesche abbassate". L'appello di Peterlana: "Aumento dei prezzi? Necessario per non chiudere"
Dagli esercizi pubblici agli albergatori la situazione attuale alla luce dei rincari dell'energia desta molta preoccupazione soprattutto per la stagione invernale. Peterlana: "Se nel 2020 e 2021 un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, nei prossimi 12 mesi, lo stesso spenderà 14.740 euro. Imporre un tetto alle compagnie produttrici di energia"

TRENTO. "In autunno i pubblici esercizi si troveranno tra l’incudine e il martello. Per far fronte all’aumento di costi e spese dovranno aumentare i listini. Il rischio è di perdere clienti. Ci troveremo con nuove chiusure, nuove saracinesche abbassate". E' forte il messaggio lanciato da Massimiliano Peterlana, presidente della Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici Trentino che si rivolge alle compagnie produttrici di energia. "Il nuovo Governo dovrà trovare e imporre un tetto alle compagnie produttrici di energia".
Dagli esercizi pubblici agli albergatori al settore del turismo la situazione attuale alla luce dei rincari dell'energia desta molta preoccupazione, soprattutto a partire dall'autunno. "Si preannuncia una stagione autunnale difficile se non drammatica - dice Massimiliano Peterlana, presidente di Fiepet del Trentino - sarà necessario alzare significativamente i prezzi sui listini. Prezzi non più legati alla normale consuetudine di ritocco, ma diventati una necessità per non dover chiudere".
Se nel 2020 e 2021 un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, sostiene Fiepet, nei prossimi 12 mesi, ipotizzando che gli aumenti attuali restino costanti, lo stesso bar spenderà 14.740 euro: "Un aumento del 120 % e un’incidenza sui ricavi aziendali che passa dal 4,9 % al 10,7 %".
Una situazione che potrebbe rivelarsi difficile per i pubblici esercizi che saranno costretti ad aumentare i listini con il "rischio di perdere clienti o comunque accettare una diminuzione dei consumi o presenze all’interno dei locali".
Allo stesso modo, secondo le stime di Confesercenti, elaborate su dati Innova, Unioncamere e Agenzia Entrate, un albergo medio vedrà lievitare la spesa per la bolletta energetica da 45.000 euro a 108.000 euro (+140 % con un’incidenza di oltre 25 punti percentuali sui ricavi). Un esercizio di vicinato da 1.900 € a 3.420 euro (+80 %), un ristorante da 13.500 € a 29.700 euro (+120 %).
Peterlana guarda ai consumi di luce e gas: "Tutti dovremmo fare dei sacrifici: da un lato sarà necessario stare attenti ai consumi di luce acque e gas, dall’altro il nuovo Governo dovrà trovare e imporre un tetto alle compagnie produttrici di energia, anche con l’introduzione di una autorità di controllo".
Lo stesso presidente dell'Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento e delegato trentino di Federalberghi Gianni Battaiola, intervistato da Il Dolomiti, aveva riportato grande preoccupazione tra gli albergatori, proprio per il "rischio che quest'inverno alcuni alberghi possano chiudere", sottolineando quanto per il Trentino sia fondamentale la stagione invernale (Qui l'articolo).
Nella testimonianza raccolta da Il Dolomiti della gestrice del Solho Hotel a Bardolino, Marta Ferrari, è stato raccontato come a causa delle bollette quadruplicate si sia deciso di disdire le prenotazioni e chiudere per la stagione invernale (Qui l'articolo). Ma non mancano gli esempi in centro storico a Trento, come quella di Walter Botto, proprietario di tre attività di cui il celebre Bar Pasi, che ora però vista la situazione vuole "lasciare le tre attività" (Qui l'articolo).
"Si dovranno cercare, ancora, nuovi compromessi che non sempre riusciranno ad assorbire i costi - prosegue Peterlana - tra margini sempre più risicati e la difficoltà, ormai in tutti i settori, di trovare risorse umane, ci troveremo con nuove chiusure, nuove saracinesche abbassate. Il futuro è preoccupante e servono soluzioni urgenti e reali per diminuire i costi di gestione".
L'appello di Peterlana si rivolge in particolar modo alle compagnie produttrici di energia che dovranno "stringere i rubinetti" ma, stavolta, dei guadagni. "Se vorranno ancora avere aziende a cui vendere - conclude - dovranno mettere sul tavolo gli utili, ormai a nove zeri, per abbassare i costi bollette. È la soluzione di cui non si vuol sentir parlare, ma se vogliamo fare sistema e salvare l’economia tutta, questa è la strada da percorrere".















