Caro energia, gli albergatori: "Rischiamo di chiudere per la stagione invernale". Battaiola: "Possibili aumenti del 25-30% solo per non lavorare in perdita"
L'aumento dei costi delle bollette incide fortemente sugli albergatori, preoccupati per la stagione invernale "fondamentale in Trentino". Il presidente di Asat: "Bollette di questa portata non sono sopportabili. I timori derivano dal fatto che non abbiamo alle spalle un governo nazionale in grado dare certezze"

TRENTO. "Le bollette sono davvero elevate. Il rischio è che quest'inverno alcuni alberghi possano chiudere perché non ci saranno turisti che potranno permettersi di pagare i rincari". E' così che parla Gianni Battaiola, presidente dell'Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento e delegato trentino di Federalberghi che riporta una certa preoccupazione tra gli albergatori trentini.
"E' prematuro ancora parlare di decisioni già prese - spiega intervistato da Il Dolomiti - ma è sicuramente una situazione difficile. C'è grande preoccupazione. Visti i rincari dell'energia come albergatori dovremmo aumentare le tariffe del 25-30%, non per guadagnarci noi ma semplicemente per avere il bilancio in utile".
Al momento è ancora prematuro parlare di decisioni "drastiche", sostiene il presidente, "ma stiamo svolgendo adesso delle indagini e stiamo guardando i numeri per capire anche come offrire delle soluzioni concrete".
Anche fuori dai confini regionali Il Dolomiti aveva raccolto la testimonianza della gestrice del Solho Hotel a Bardolino, Marta Ferrari, che a causa delle bollette quadruplicate ha deciso di disdire le prenotazioni e chiudere durante l'inverno. La bolletta che ha ricevuto la responsabile dell'hotel ammonta a circa 13mila euro soltanto per il mese di luglio, mentre "lo scorso anno nello stesso mese era costata circa 3mila euro" (Qui l'articolo).
Una situazione che però non sembra discostarsi tanto rispetto a quella in Trentino. "Bollette di questa portata non sono sopportabili - riporta Battaiola - significa andare in perdita nel momento in cui si inizia a lavorare. Il consumatore finale non riesce ad affrontare questo aumento. I timori derivano dal fatto che non abbiamo alle spalle un governo nazionale in grado dare certezze. E' un problema non solo a livello nazionale ma europeo".
Una delle soluzioni? "Deve essere messo un price cap sul costo dell'energia, questa potrebbe essere una misura che ci potrebbe aiutare - così il presidente - il problema non deriva dalla guerra in Ucraina, è partito già da molto prima".
Già durante quest'estate quindi si è verificato un aumento dei prezzi delle strutture sul territorio, "ma i continui rincari destano grande preoccupazione per la stagione invernale che per noi in Trentino è fondamentale".













