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Crisi energetica, lavoro notturno e il sabato per risparmiare energia? Manzana: ''Proposta sul tavolo'', il sindacato: ''Nessuna preclusione, ma serve trovare equilibrio''

Con il continuo aumento dei costi energetici l'obiettivo è quello di riuscire da un lato a garantire l'operatività delle aziende e dall'altro tutelare il reddito da lavoro. Sullo spostare i processi produttivi di notte e il sabato  Manzana spiega: "Sono questioni da mettere sul tavolo quanto prima". Grosselli: "Oltre all'aumento delle bollette avremo nei prossimi mesi un razionamento dell'energia. Dobbiamo prepararci ma la Giunta sta sottovalutando la situazione''

Di Giuseppe Fin - 09 settembre 2022 - 06:01

TRENTO. Spostare i processi produttivi delle aziende in orari notturni e nel fine settimana per riuscire a spendere meno di energia. E' questo uno degli interventi sui quali si sta discutendo anche in Trentino e che lo stesso presidente di Confindustria ha ammesso di “essere certamente sul tavolo” per riuscire da un lato a garantire l'operatività delle aziende e dall'altro tutelare il reddito da lavoro

 

L'obiettivo è quello di focalizzarsi sulla riduzione dell'uso dell'energia negli orari di punta. Alcuni processi industriali,  automatizzati o meno, potrebbero passare al fine settimana oppure di notte. Già alcune grosse aziende, è bene ricordarlo, lavorano 24 ore su 24, ed un intervento di simile portata dovrebbe essere frutto di un accordo tra la parte imprenditoriale e quella sindacale che, da questo punto di vista, sembrano trovarsi d'accordo. 

 

“Questi temi sono certamente all'ordine del giorno” ha spiegato a il Dolomiti il presidente di Confindustria, Fausto Manzana. “Non abbiamo ancora ben capito – continua - cosa abbiamo davanti. Fa venire i brividi. Di sicuro dobbiamo risolvere questa situazione assieme, le aziende, la componente organizzativa e quella sindacale”. 

 

Ad oggi la preoccupazione delle aziende trentine è molto forte. I rincari energetici stanno mettendo a dura prova il tessuto economico trentino e le previsioni per i prossimi mesi sono tutt'altro che positive.  “Siamo solo ai primi giorni di settembre – spiega Manzana – e la situazione si sta sempre più aggravando e non fa bene soprattutto alle prospettive e agli investimenti . Non c'è però ombra di dubbio che anche il nostro Paese e il nostro Trentino  sapranno esprimere le proprie migliori qualità”.

Il lavoro notturno e nel fine settimana, magari di sabato come si sta discutendo in altre zone d'Italia, per risparmiare l'energia “sono temi su cui ragionare” spiega il presidente di Confindustria. “Devono essere messi sul tavolo quanto prima – spiega – perché, come avvenuto all'inizio della pandemia, dobbiamo attivare dei momenti di confronto, dei tavoli, anche con le organizzazioni sindacali per trovare la quadra. Solo così riusciremo a far proseguire le attività produttive altrimenti avremo ben altri problemi”. 

 

“Non ci sono preclusioni” è il commento che arriva dal segretario della Fiom, Michele Guarda. “Occorre valutare azienda per azienda le situazioni specifiche assieme ai lavoratori – spiega – ma da parte nostra non vi è un rifiuto a ragionare sull'ipotesi di spostare i processi produttivi di notte o nel fine settimana”. 

 

Linea questa rimarcata anche dal segretario della Cgil Andrea Grosselli. “Sicuramente in una situazione come questa  - spiega Grosselli -  in cui stiamo affrontando un caro bollette e un'inflazione che in Trentino raggiungerà la doppia cifra, tutelare il reddito di lavoro e permettere la massima operatività delle azione evitando in questo modo gli ammortizzatori sociali è fondamentale”. 

 

Per la Cgil “Tutte le strategie, compresa quella di regolare le attività produttive per ridurre l'impatto dei costi, sono plausibili e vanno fatte negoziando con le aziende per raggiungere il giusto punto di equilibrio”. Ma, aggiunge sempre Grosselli, “per le aziende questo è anche il momento per investire nelle fonti rinnovabili”.  

 

Quello del rincaro delle bollette potrebbe non essere, purtroppo, l'unico problema nei prossimi mesi.  Difficilmente il prezzo dell'energia potrà tornare ai livelli passati. “Questo inverno avremo un altro problema che non sarà più solo il costo delle bollette – spiega a il Dolomiti il segretario della Cgil -  L'energia scarseggerà ed abbiamo già ipotesi di razionamento dell'energia per tutti i settori. Questo è un tema sul quale fare fronte comune anche a livello locale per gestire l'autunno in modo tale da dare continuità ai processi produttivi programmando i diversi scenari. La Giunta provinciale, purtroppo, tutto questo lo sta sottovalutando ed è molto grave” conclude Grosselli. 

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