Dai costi energetici a quelli dei prodotti alimentari, l'inflazione (11.5%) travolge le famiglie trentine. Cgil, Cisl e Uil: ''La Pat faccia vera politica dei redditi"
Gli incrementi più significativi, come già detto, riguardano i prezzi per l’abitazione e i costi energetici, che crescono su un anno del 51,2 per cento, seguiti dal comparto dei prodotti alimentari con +14 per cento

TRENTO. Dai prezzi dell'abitazione a quelli dei costi energetici. L'ennesimo salasso per la famiglie trentine che si trovano sempre più in difficoltà a far quadrare i conti.
A rendere la situazione difficile è l'inflazione che, secondo gli ultimi dati, si attesta in Trentino all'11,5%, appena al di sotto della media nazionale che è dell'11,8%.
Gli incrementi più significativi, come già detto, riguardano i prezzi per l’abitazione e i costi energetici, che crescono su un anno del 51,2 per cento, seguiti dal comparto dei prodotti alimentari con +14 per cento.
“E’ evidente che si tratta di spese difficilmente comprimibili e che giustificano l’interpretazione di quanti definiscono l’inflazione una tassa che pesa sulle tasche delle fasce sociali con i redditi più bassi” spiegano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. “Si tratta di beni di prima necessità – continuano - su cui, ancora una volta, le famiglie possono fare ben poche economie di spesa”.
A fronte di una dinamica dei prezzi che conferma l’andamento in salita i sindacati chiedono alla Giunta di definire insieme una vera politica dei redditi provinciale che provi a dare risposte strutturali ad un andamento dei prezzi che, seppure in ridimensionamento, resterà comunque molto penalizzante anche nel 2023 per la difesa del potere d’acquisto delle famiglie.
“Abbiamo avanzato molte proposte - ricordano i sindacalisti - ma fino ad oggi la Giunta non ha inteso accoglierle. Crediamo che alcune di queste, come l’indicizzazione al costo della vita dell’Assegno unico provinciale, possano essere adottate facilmente già durante la discussione del bilancio provinciale di previsione”.
Proprio nelle scorse ore ore la maggioranza di centrodestra in consiglio provinciale ha bocciato un ordine del giorno che era stato proposta dal Partito Democratico che aveva come obiettivo proprio le risorse per indicizzare da subito l'assegno unico provinciale all’inflazione ed evitare così la forte riduzione del potere d'acquisto delle famiglie che lo percepiscono.












