Festival economia, da Torino via libera alle risorse solo se la data non si contrappone a Trento ma Laterza: ''Il mercato vive di diversità''
Le istituzioni pubbliche e private piemontesi sembrano intenzionate a vincolare il finanziamento dell'edizione 2022 alla scelta di una nuova data che non vada a interferire con il Festival dell'economia di Trento. Ma l'editore Laterza sembra tenere duro sull'organizzazione in concomitanza

TRENTO. "E' un'opportunità per Torino e per il Piemonte, ma è fondamentale che si svolga senza generare conflitti di partecipazione da parte di ospiti, pubblico e organi di informazione nazionali e internazionale". Questa una nota degli enti promotori e finanziatori del Festival internazionale dell'economia all'ombra della Mole.
Il riferimento, anche se non ci sono citazioni dirette, va al Festival dell'economia di Trento, evento che organizzato dal Sole24Ore dopo il divorzio tra il Trentino e l'editoria Laterza. La volontà è quella evidenziata nel corso di questi mesi per garantirne la miglior riuscita e ricaduta su Torino, sul Piemonte e sull'intero territorio nazionale: evitare una sovrapposizione di date e trovare una qualche forma di collaborazione con il capoluogo trentino.
Si lavora di diplomazia ma anche sul fronte delle risorse. Le istituzioni piemontesi, Regione Piemonte e Comune di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Camera di Commercio di Torino e Unioncamere Piemonte, sembrano intenzionate a vincolare il finanziamento dell'edizione 2022 alla scelta di una nuova data che non vada a interferire con il Festival dell'economia di Trento.
"Gli stessi enti promotori e finanziatori - prosegue la nota - confermano, quindi, la disponibilità a offrire la massima collaborazione affinché l'evento possa svolgersi in un contesto di armonia istituzionale e piena attenzione da parte del pubblico a cui il Festival organizzato da Editore Laterza vuole rivolgersi. La scelta di una nuova data, che potrebbe collocarsi alla fine del mese di giugno, rappresenta, le istituzioni ne sono fermane convinte, la condizione perché ciò sia realizzabile".
Le istituzioni pubbliche e private sono pronte a mettere sul piatto circa 1,5 milioni di euro per garantire la realizzazione delle kermesse a Torino, purché si trovino altre date rispetto a Trento, se non perfino una qualche forma di sinergia. Questo l'auspicio e la linea tracciata in Piemonte. Una sinergia a beneficio del pubblico e della risonanza mediatica, senza dimenticare gli ospiti che difficilmente potrebbero partecipare a eventi troppo a ridosso e che potrebbero comprendere il fondo di un braccio di ferro tra due città (Qui articolo).
Sinergie, anche tra amministrazioni di colore diverso a vari livelli, che ormai sono una bussola per molti territori, come per esempio l'alleanza Milano-Torino per la kermesse Mito oppure per le Olimpiadi del 2026 in Italia. Insomma, si lavora per trovare una forma di collaborazione, per evitare un doppio evento in contrapposizione che andrebbe a danneggiare entrambe le organizzazioni (Qui articolo). Anche la Confindustria trentina si è schierata per un'ipotesi di collaborazione (Qui articolo). E che qualcosa si muove in questa direzione è data anche dall'annullamento della conferenza di presentazione prevista nelle scorse settimane, una presa di tempo per definire i dettagli del Festival dell'economia piemontese.
Resta, però, da convincere proprio Laterza, piuttosto polemico con il Trentino e con la Giunta Fugatti dopo essere stato scaricato per far spazio al Sole24Ore. "Cambiare le date significa annullare gli impegni presi e il lavoro fatto, senza garanzie per il futuro. Il mercato vive di diversità: c'è una grande domanda di informazione economica di qualità", spiega all'Ansa l'editore che aggiunge auspicando che le istituzioni "vogliano continuare a crederci per dare a Torino quel grande festival internazionale dell'economia che i cittadini si aspettano".













