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| 03 feb 2022 | 05:01

Festival Economia, ''scoppia'' la pace tra Trento e Torino e le kermesse potrebbero essere complementari? Manzana: ''Una sinergia è possibile''

Una pace che potrebbe arrivare a concretizzarsi nei prossimi giorni, dopo le tensioni per lo strappo e gli stracci che sono volati anche in televisione con le parole molto dure dell'editore di Laterza verso il Trentino all'indomani del passaggio di consegne della kermesse al Gruppo Il Sole 24 Ore

TRENTO. Si lavora di diplomazia e potrebbe arrivare un'alleanza che poteva sembrare improbabile fino a qualche mese fa. Una forte collaborazione Torino-Trento sul fronte del Festival dell'economia. Una pace che potrebbe arrivare a concretizzarsi nei prossimi giorni, dopo le tensioni per lo strappo e gli stracci che sono volati anche in televisione con le parole molto dure dell'editore di Laterza verso il Trentino all'indomani del passaggio di consegne della kermesse al Gruppo Il Sole 24 Ore.

 

La notizia circola con insistenza negli ambienti piemontesi e l'auspicio che si possa arrivare a qualche condivisione c'è anche in Trentino. "Un dialogo e un programma - dice Fausto Manzana, presidente di Confindustria del Trentino - magari coordinato sarebbero impegni corretti e coerenti per aumentare la partecipazione di cittadini e addetti ai lavori".

 

Il trait d'union in Francesco Profumo, presidente di Intesa Sanpaolo e numero uno di Fondazione Bruno Kessler, e la convinzione a livello politico che la soluzione migliore per tutti è quella di quantomeno coordinarsi per due manifestazioni distinte ma unite. "Il Festival non sarà in tono minore e non sarà nelle stesse date di Trento", aveva spiegato Alberto Ciriopresidente della Regione Piemonte, nel corso della conferenza di inizio anno. "Sarà a giugno perché è il periodo di riferimento, ma non sarà in concorrenza: vogliamo un evento autonomo e indipendente" (Qui articolo).

 

Si sarebbe passati dagli scricchiolii del Festival internazionale dell'economia all'ombra della Mole al punto di svolta nel trovare un accordo per accontentare tutti. A Trento prima sono state delineate le direttrici della kermesse (Qui articolo), poi è stato annunciato il tema della prima edizione nell'era Il Sole24Ore (Qui articolo). Recentemente è stato lanciato anche un appuntamento rivolto ai giovani "Visioni di futuro" (Qui articolo), mentre a Torino si lavora a chiudere il cerchio per raggiungere le risorse necessarie per un evento atteso: l'obiettivo è quello di raggiungere 1,5 milioni. 

 

Già della partita Camera di Commercio (100 mila), Unioncamere Piemonte (50 mila) e Compagnia di San Paolo (500 mila). Mancano 900 mila euro per arrivare alla cifra finale, soprattutto riconducibili all'ente pubblico. "La Regione - spiega a Il Dolomiti l'assessore regionale Andrea Tronzano - interviene con 400 mila euro e non si sottrae sicuramente agli impegni". Numeri più bassi, ma le risorse vengono garantite anche dal Comune, che è chiamato in causa soprattutto per la parte relativa ai servizi per consentire la riuscita della kermesse. E queste rassicurazioni potrebbero sbloccare i fondi, già deliberati, di Fondazione Crt

 

Molto poi ruota intorno a Intesa Sanpaolo, radici piemontesi e sponsor piuttosto storico del Festival di Trento. Gli organizzatori Giuseppe Laterza e Tito Boeri hanno digerito di evitare l'esatta concomitanza di date ma l'intenzione è quella di anticipare la kermesse: complicato per un ospite presenziare prima a Torino e poi in Trentino. E allora le diplomazie sarebbero impegnate per evitare di danneggiare entrambi gli appuntamenti. E spunta così l'ipotesi di "collaborare" per un beneficio comune. 

 

"L'azione di rivalsa è un atteggiamento che provocherebbe problemi a tutti i Festival. Una concorrenza nelle stesse date sarebbe stata evidentemente controproducente a livello internazionale, oltre che per il sistema Italia: non sarebbe stato opportuno spendere risorse pubbliche per due Festival che si danneggiano a vicenda. Una sinergia non è una strada facile, ma è possibile: ci sono tantissimi argomenti e molti spunti da trattare in questo momento, ancora di più a causa della crisi innescata da Covid. Un dialogo e un programma magari coordinato sarebbero impegni corretti e coerenti per aumentare la partecipazione di cittadini e addetti ai lavori", il commento di Manzana.

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