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| 04 giu 2022 | 20:26

Il ministro Cingolani: ''Per transizione cambiare produzione energia'' (VIDEO), Illy al Festival dell'Economia di Trento: ''E' tempo di economia rigenerativa''

Nel corso del panel "Cambiare il modello di sviluppo per la transizione ecologica passando dalle parole ai fatti", i due co-presidenti e il direttore scientifico Paolo Vineis raccontano come è nato il progetto della fondazione e pongono l’accento sul ruolo strategico del settore privato: "Abbiamo perso tempo, siamo in ritardo di 50 anni. Dobbiamo aiutare i paesi in via di sviluppo con un patto verde: la crisi climatica peggiora e manca cooperazione. Serve un’etica della solidarietà e della responsabilità"

TRENTO. "La transizione ecologica non può essere una velleità, ma deve avere degli impatti". A dirlo Andrea Illy, presidente di Illycaffè e co-presidente di Regenerative society foundation, ospite al Festival dell'Economia di Trento. "L’imperativo, condiviso da più parti, è quello di decarbonizzare, e per questo serve passare all’energia rinnovabile, cambiare il modo di coltivare e di fare industria, ma nel farlo è necessario prevenire ulteriori crisi ambientali, economiche e sociali".

 

L'imprenditore è stato protagonista dell'appuntamento "Cambiare il modello di sviluppo per la transizione ecologica passando dalle parole ai fatti", un panel con Jeffrey Sachs (professor and director center for suistanable development Columbia university and co-chair di Regenerative society foundation), Roberto Cingolani (ministro della transizione ecologica) e Paolo Vineis (professore imperial college Londra).

 

"Bisogna passare rapidamente a un nuovo modello socio economico rigenerativo e circolare in grado, oltre a riutilizzare le risorse e non produrre residui, anche di rigenerare la biosfera perseguendo il benessere dell’uomo. Il paradigma passato e presente estrattivo e lineare, che continua a esaurire le risorse naturali e produrre residui che si accumulano nell'ambiente con effetti devastanti sul cambiamento climatico, sull’inquinamento della biosfera, sulla perdita di biodiversità e sulla salute, è infatti strutturalmente insostenibile e superato".

 

 

Come imprenditore, Illy è un convinto sostenitore della stakeholder company, nonché della responsabilità dell’impresa nella costruzione di una società migliore. E già da tempo Illycaffè ha intrapreso la strada della sostenibilità per pratiche sociali e ambientali, per il decimo anno consecutivo la società è stata selezionata nel "World most ethical companies".

 

"Siamo nel pieno della transizione ecologica, che comprende una transizione energetica, comportamentale e quindi ecologica, abbiamo vari strumenti per mantenere gli impegni presi a livello internazionale sulla decarbonizzazione". Commenta invece il ministro Cingolani. "La prima arma che abbiamo è la decarbonizzazione diretta: un cambiamento epocale di come produciamo la nostra energia primaria".

 

Il conflitto in Ucraina spinge i governi a riflettere con più decisione sull'autonomia energetica, con l'Italia fortemente legata agli accordi con la Russia, ma soprattutto nell'accelerare sulla transizione energetica.

 

"Bisogna aumentare le rinnovabili in tutte le forme di produzione di energia primaria che tradizionalmente producono poca anidride carbonica e progressivamente fare sparire gli idrocarburi - spiega il ministro - solo elettrificando massicciamente con le energie rinnovabili avrà senso trasformare la mobilità e la manifattura in elettrica perché questa elettricità non produrrà Co2 e avrà un impatto ambientale positivo".

 

E' necessario, per Cingolani, "un poderoso programma di educazione, bisogna capire che qui si parla del futuro delle prossime generazioni, e non ci sarà tecnologia che vincerà questa sfida se non avremo educato l’essere umano a sposare questa sfida in modo attivo".

 

Dal palco del Festival, Illy ha raccontato la nascita della fondazione, creata nel 2020 da un gruppo di imprenditori italiani e organizzazioni internazionali come Un Sdns, il sistema B Corp e la Fondazione per lo sviluppo sostenibile,  di cui è co-presidente insieme all’economista Jeffrey  Sachs, presidente del Sustainable development solutions network delle Nazioni Unite.

 

“Cinquant’anni fa - aggiunge Sachs - gli imprenditori italiani del Club of Rome hanno dato una scossa al mondo intero con il loro rivoluzionario trattato Limits to Growth. Questa avanguardia di pensiero e d’azione continua oggi, con il lancio della Regenerative Society Foundation, un richiamo potente a pratiche di business più olistiche, etiche e sostenibili, nell’intento di aiutare il mondo a raggiungere gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile e quelli stabiliti nell’Accordo di Parigi". 

 

Nel corso dell’incontro un gruppo di ragazzi ha esposto uno striscione sulla transizione ecologica, ha lanciato qualche volantino e una lettera per il ministro Cingolani e gridato qualche slogan. Alla fine della conferenza sono stati invitati dall’organizzazione a intervenire: hanno espresso perplessità per la lentezza della transizione ecologica e non considerano il bypass ferroviario di Trento come operazione green: c’è il sito inquinato della Sloi, ci sono le risorse idriche della Marzola e ci sono le aree agricole (Qui articolo).

 

"Il percorso di 50 anni da Limits to Growth alla Regenerative Society Foundation mostra quanto siamo progrediti nella comprensione delle sfide più critiche per l’umanità, ma anche quanta strada abbiamo ancora da fare per vincerle. Abbiamo perso tempo, siamo in ritardo di 50 anni. Dobbiamo aiutare i paesi in via di sviluppo con un patto verde, attraverso le banche nazionali di investimento. La crisi climatica peggiora e manca cooperazione. Serve un’etica della solidarietà e della responsabilità. La Regenerative society foundation è una potente iniziativa governata da leader del mondo imprenditoriale italiano, seriamente impegnati in un’autentica trasformazione. Il concetto di rigenerazione trae origine e ispirazione dalla natura stessa, creando un’economia più circolare che elimini residui e inquinamento grazie al riciclo, al riutilizzo e alla rigenerazione delle risorse naturali”.

 

 

L'aspirazione della Regenerative Society Foundation è che tutte le attività economiche possano essere organizzate in modo da avere un impatto ambientale e sociale positivo e, a questo scopo, la fondazione si propone di mettere le esperienze virtuose delle aziende fondatrici a disposizione di altre imprese, per aiutarle ad aumentare il loro impatto rigenerativo.

 

"Solo le imprese, con i loro investimenti, conoscenze, ricerca, innovazione, sono collettivamente in grado di avere la massa critica necessaria per innescare e accelerare il cambiamento. La Regenerative society foundation - evidenzia Illy - rappresenta un punto di riferimento di esperienze e competenze che fino a oggi è mancato". La fondazione adotta un approccio etico e sistemico, basato sul concetto di “one health” e che fa leva sulla conoscenza scientifica. "Persone sane e felici, consapevoli che il loro benessere dipende principalmente dagli ecosistemi in cui vivono, saranno più orientate a ridurre il loro impatto ecologico attraverso la circolarità. La circolarità, a sua volta in un circolo virtuoso ridurrà il consumo di risorse naturali e produrrà meno residui, favorendo la rigenerazione spontanea della biosfera e aumentando così la biodiversità e lo stock di carbonio, che sono fondamentali per salvaguardare le condizioni per la vita sulla Terra".

 

In particolare, la fondazione intende supportare le organizzazioni tramite lo scambio di conoscenza, l’analisi dell’impatto dei progetti, la condivisione di investimenti in ricerca precompetitiva e piattaforme di big data, la promozione di partnership pubblico-private e l’assistenza nei progetti rigenerativi.

 

“Le interazioni e interdipendenze tra tutti i fattori di un sistema rigenerativo creano un livello di complessità straordinario che, contrariamente all’approccio riduzionista generalmente applicato, richiede una visione sistemica. La fondazione è governata dalle imprese e indirizzata dalla scienza: il nostro comitato scientifico, interdisciplinare e internazionale, sviluppa il framework teorico di una società rigenerativa e racchiude competenze di epidemiologia ambientale, botanica, scienza del suolo, biologia molecolare, climatologia, architettura e urbanismo, economia, data science, bioetica, nutrizione, sociologia e, in previsione, oceanografia e quanto si renderà necessario", conclude Vineis, direttore scientifico della Regenerative society foundation e professore ordinario di epidemiologia ambientale all'Imperial College di Londra.

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