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| 28 ott 2022 | 19:26

La Cisl Fp: ''Adeguare i buoni pasti, segnalazioni di mancato rispetto delle convenzioni: i lavoratori non possono restare con il cerino in mano''

La Cisl Fp evidenzia, ancora una volta, la necessità di un patto per salvaguardare i lavoratori di tutti i settori e il potere d'acquisto perché un buono pasto di valore dignitoso comporta benefici da più parti, anche per garantire anche le convenzioni e rafforzare la capillarità delle mense aziendali

di Redazione

TRENTO. "Siamo attivi a livello nazionale per fronteggiare le varie crisi tra caro bollette, l'inflazione e il rinnovo dei vari contratti di comparto ma alcune soluzioni possono essere percorse già sul territorio". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Piccoli segnali, però importanti per salvaguardare i lavoratori di tutti i settori e il potere d'acquisto. Questa azione può essere messa in campo in tempo brevissimi e dare già una prima risposta a tutti: bene che la Provincia abbia regolamentato la parte delle commissioni ma il valore del buono pasto deve essere aggiornato". 

 

La Cisl Fp evidenzia, ancora una volta, la necessità di un patto per salvaguardare i lavoratori di tutti i settori e il potere d'acquisto perché un buono pasto di valore dignitoso comporta benefici da più parti, anche per garantire anche le convenzioni e rafforzare la capillarità delle mense aziendali.

 

"Ci sono stati dei correttivi da parte della pubblica amministrazione che riconosciamo come giusti - aggiunge Pallanch - ma non ci sono solo le imprese, i lavoratori non possono essere gli unici a restare con il cerino in mano. Anche perché registriamo in alcuni casi il mancato rispetto del menù convenzionato con esborsi da parte dei lavoratori che arrivano anche a 8 euro oltre il buono. Oggi questo strumento, lato lavoratori, è ancora e comunque troppo poco competitivo e ci sono molti nodi da risolvere per raggiungere un livello di reciproca soddisfazione per lavoratori, enti e aziende. Un modo per valorizzare le mense o il servizio associato presso gli operatori convenzionati".

 

Un passo importante è quello di aumentare il valore per rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie. Una misura che, secondo il sindacato, potrebbe essere valutata e approvata in tempi brevissimi. Una prima risposta ai lavoratori con ripercussioni anche sul sistema economico e produttivo.

 

"Da anni - dice Pallanch - evidenziamo che l'attuale buono pasto non corrisponde più alle esigenze dei lavoratori e comprendiamo anche le difficoltà degli esercizi pubblici. Il buono pasto attuale è poco competitivo, va rivisto strutturalmente introducendo cumulabilità, pasti convenzionati, allargamento del perimetro per la consumabilità e adeguamento al costo della vita, e soprattutto rafforzamento della capillarità delle  mense aziendali. E' arrivato il tempo di aggiornare questo strumento: il valore di 6 euro è fermo dal 2009 e si deve rivalutare questo importo alla luce della crescita del costo della vita, delle materie prime e delle mutate esigenze della società".

 

Il sindacato di via Degasperi rilancia la necessità di una vera riforma che renda il sistema economicamente sostenibile per tutti quanti è necessario l'uso del buono pasto.

 

"Noi siamo pronti a sederci intorno a un tavolo per affrontare tutte le questioni e trovare una soluzione adeguata e di soddisfazione per gli attori in causa. E' ormai urgente stipulare un patto per dare risposte moderne, altrimenti si rischia di essere risucchiati in una disputa che impoverisce tutti e rende ancora più fragile il territorio. Necessario salvaguardare il lavoro di tutti, ma rafforzando le mense aziendali e piatti convenzionati", conclude Pallanch.

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