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| 09 feb 2022 | 20:49

La Trentina cambia passo, via libera alla fusione tra le 5 cooperative: ''Progetto determinante per il futuro: traguardo significativo per tutto il sistema frutticolo''

E' stato firmato l'atto di fusione per creare un'unica realtà. Si rafforza anche l'alleanza con Melinda e con Apot. Il presidente della Cooperazione trentina, Roberto Simoni: "Si apre una prospettiva importantissima per il mondo frutticolo trentino. La sfida è ripartire nella crisi innescata da Covid e affrontare gli aumenti dei costi energetici, dei trasporti e delle materie prime"

TRENTO. Un fatturato medio di 35 milioni di euro 700 soci distribuiti in cinque valli, cinque stabilimenti, una produzione di 60 mila tonnellate di frutta e 1.300 ettari coltivati. Questi i numeri de La Trentina che è diventata a tutti gli effetti un'unica cooperativa. Una fusione con l'obiettivo di una maggiore efficienza e una snellezza operativa che consenta al gruppo di operare in modo più incisivo sul mercato. In questo quadro si rafforza anche l'alleanza strategica con Melinda.

 

"E' un momento importante per la cooperazione e per il mondo agricolo. Si tratta contemporaneamente di un punto di arrivo e di partenza. La pandemia - commenta Roberto Simoni, presidente della Cooperazione trentina - richiede una ripresa virtuosa ma anche la necessità di saper affrontare gli ostacoli che si presentano lungo il percorso, come l'esplosione dei costi energetici, di trasporto, delle materie prime. Ci sono nuovi rischi e per questo è fondamentale saper organizzare la catena produttiva e quella distributiva".

 

Dal 1 febbraio, a seguito della firma davanti alla notaio Eliana Morandi da parte dei cinque presidenti delle Cooperative coinvolte, si è ufficializzato l’atto di fusione tra le cooperative socie del Consorzio La Trentina in un unico organismo centralizzato. Il nuovo assetto unisce la cooperativa Valli del Sarca, la cooperativa 5 Comuni, la cooperativa Casa, la cooperativa Cofav e la cooperativa La Trentina.

L’operazione è avvenuta come conseguenza naturale di una strategia di gestione mirata e specifica dove l’alleanza con il Consorzio Melinda, e il coordinamento di Apot-Associazione produttori ortofrutticoli trentini, hanno confermato di essere la scelta vincente. E' dal 2017, infatti, che le principali organizzazioni di produttori sul territorio hanno iniziato a lavorare in sinergia mettendo a valore i propri punti di forza per aprirsi a nuove opportunità di crescita attraverso un sodalizio che si è rivelato non solo funzionale a livello tattico e commerciale, ma anche economicamente proficuo. 

 

"Il mercato oggi - aggiunge Simoni - richiede ancora più professionalità e più competenze, oltre che saper affrontare un tema dimensionale e commerciale. Questo è il risultato di un percorso non semplice perché le realtà coinvolte hanno una propria storia e una propria tradizione con i bilanci in regola. Questa iniziativa è però partita dal basso perché il gioco di squadra è un elemento vincente che può ripagare nella crescita del settore".

 

La fusione tra i soci delle cooperative de La Trentina rappresenta una tappa fondamentalefinalizzato a una maggiore efficienza e snellezza operativa a beneficio di tutti i 700 soci odierni.

 

"Il progetto è diventato operativo un anno fa e si è arrivati al voto unanime dei diversi Cda", spiega Rodolfo Brochetti, presidente del consorzio La Trentina. "La produzione è diversificata tra mele, ciliegie, kiwi, susine, asparagi, patate e piccoli frutti. Questa è una realtà importante e adesso può diventare ancora più competitiva e solida. L'obiettivo è quello di garantire ai soci un reddito più stabile e dignitoso. Questa operazione può portare un risparmio di 3 centesimi nel rapporto costo/chilo sul medio e lungo periodo. Inoltre riusciamo a razionalizzare i costi amministrativi e industriali".

 

Il piano di sviluppo si focalizza su molti fondamenti strategici, in parte già in atto da due anni, come l’efficienza dei costi, tramite le sinergie tra Melinda e La Trentina, la commercializzazione e il marketing centralizzati, la qualità del prodotto e l’ammodernamento del mix varietale.

 

"Questa fusione è un valore aggiunto per Melinda e per l'intero comparto perché l'offerta è più variegata. L'auspicio è che altre realtà seguano questo esempio per affrontare le sfide future", dice Ernesto Seppi, numero uno di Melinda, mentre Michele Odorizzi, past president del colosso delle mele, aggiunge: "Si concretizza un percorso partito da lontano e che ha subito un'accelerazione nelle ultime settimane. Questo è un punto di partenza: ci sono i presupposti e tutte le carte in regola per fare bene. Un valore aggiunto è nell'approccio verso questo processo, i soci sono i primi a credere in questo progetto. Un primo passo per aprirsi a nuovi orizzonti, anche per il Trentino". 

 

Scopo primario dell’organismo centralizzato sarà quello di migliorare il posizionamento de La Trentina con l’obiettivo di stabilizzare il valore del liquidato. L’ottimizzazione attenta dei costi inciderà, quindi, sull’innalzamento della qualità produttiva, consentendo di raggiungere risultati commerciali che permettano di garantire un livello di remunerazione soddisfacente del prodotto conferito dai soci. I benefici potranno giovare agli agricoltori soprattutto in stagioni come quella in corso, caratterizzata da situazioni produttive non ideali e, dunque, più difficile rispetto alle precedenti.

 

Le prospettive di business. "Ci troviamo davanti a un’evoluzione importante per La Trentina. Presentarsi sul mercato come realtà unica e coesa - continua Paolo Gerevini, direttore generale del Consorzio Melinda e La Trentina- permetterà, infatti, alla nuova cooperativa una gestione più semplice ed efficace del proprio business, anche nell’ottica di una collaborazione sempre più stretta e proficua con il Consorzio Melinda".

 

Un comparto reduce da una stagione non proprio indimenticabile per quantità e qualità a causa degli eventi meteo. "In un mercato europeo delle mele ormai saturo, dove l’offerta supera la domanda – prosegue Gerevini – è fondamentale ottenere la massima efficienza e varietà performanti. La sinergia tra Melinda e la Trentina ha già dato risultati importanti sotto il profilo dell’efficienza e razionalizzazione dei costi, ora occorre centralizzare la gestione dei reparti chiave".

 

Una targa ricordo per i cinque presidenti delle cooperative aderenti a la Trentina. Il contesto ufficiale della firma dei cinque Presidenti - Rodolfo Brochetti (la Trentina), Michele Roncador (cooperativa Casa), Luca Tomaselli (Cofav), Alessandro Toccoli (Valli del Sarca), Ciro Devigili (5 Comuni) – è stata anche l’occasione della consegna da parte di Ennio Magnani, presidente di Apot, di cinque targhe celebrative come riconoscimento dell’impegno di ciascuno per aver contribuito con passione e dedizione al raggiungimento di un traguardo così importante per la frutticoltura trentina. "Un Trentino unito ha più peso, il merito va agli amministratori delle cooperative che hanno capito l’esigenza di percorrere questa strada".

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