Nelle sedi dell'Agenzia delle entrate di Trento e Bolzano manca personale e il carico di lavoro è diventato insostenibile. Vetrone: "Occorre invertire la rotta immediatamente"
È stato proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale dell'Agenzia delle entrate a livello nazionale: Trento e Bolzano comprese. Mancano 10mila dipendenti e il carico di lavoro nella lotta all'evasione si sta facendo oltremodo gravoso

TRENTO. La Federazione lavoratori pubblici (Flp) ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale dell'Agenzia delle entrate e questo, a livello nazionale: ad oggi, mancano più di 10mila funzionari. In Italia, dovrebbero infatti essere almeno 44mila gli impiegati dell'ente fiscale, ma al momento raggiungono appena quota 30mila.
La proclamazione dello stato di agitazione, in quanto indetto su tutto il suolo italiano, riguarda anche le direzioni provinciali dell'Agenzia delle entrate di Trento e Bolzano che, "in fatto di carenza di personale e di carichi di lavoro insostenibili, sono certamente ai primi posti della classifica nazionale", dichiara Giuseppe Vetrone, segretario regionale per la Flp del Trentino-Alto Adige.
L’organico di Trento conta al momento circa 260 dipendenti mentre a Bolzano ve ne sono soltanto 160: un totale di 420 funzionari che devono occuparsi di assicurare servizi e sportelli per l’intera regione, fra gli uffici di Trento, Rovereto, Riva del Garda, Tione, Cles, Borgo Valsugana, Cavalese, Bolzano, Merano, Brunico e Bressanone. Sportelli di riferimento, questi, che si ritrovano attualmente in particolare sofferenza.
Una situazione che, sottolinea il sindacato competente, non permette più di assicurare l’ordinaria amministrazione, che prevede servizi erogati quasi esclusivamente attraverso sportelli che necessiterebbero d'un numero di operatori conforme e sufficiente, in grado di gestire e rispondere a migliaia di telefonate giornaliere e di "garantire tutte le altre attività che competono all’Agenzia delle entrate", continua Vetrone.
In particolare, secondo il segretario regionale Flp, tale problema starebbe allontanando l’Agenzia dalla sua vera ‘mission’ iniziale, “ossia quella di lottare contro l’evasione fiscale, che ormai ha preso piede anche in Trentino-Alto Adige. I recenti dati sull’evasione, provenienti da fonti molto attendibili – dichiara - parlano di oltre 205 milioni di euro nascosti al fisco soltanto nel 2021, anche a causa degli incentivi fiscali erogati da parte delle due Province autonome, che diventano boccone prelibato per molte aziende”, spiega Vetrone, sottolineando che la "questione evasione" dovrebbe far riflettere le classi dirigenti anche per quanto riguarda la carenza di personale nelle sedi di Trento e Bolzano.
"Ci risulta che nella direzione provinciale di Bolzano solo il 12% circa del personale in servizio (20 addetti su 160) può dedicarsi ai controlli delle persone fisiche e delle piccole, medie e grandi imprese, mentre in quella di Trento la percentuale si aggira intorno al 23% - conclude contrariato il segretario Flp - possiamo ormai affermare che l’Agenzia delle entrate è diventata una società di servizi, e quindi un’agenzia delle uscite. Occorre invertire la rotta immediatamente, e mettere a disposizione dell’ente le risorse umane e strumentali adeguate, permettendo di continuare a scovare evasori e frodatori”.












