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| 13 nov 2022 | 14:51

Qual è il modo più economico di riscaldare casa? Il costo del pellet cresciuto del 175%, quello della legna del 43,7% e c'è il rischio inquinamento dell'aria

Il punto del Codacons per orientarsi in vista dell'inverno. Ecco tra legna, pellet, gas, bioetanolo per una casa di 100 metri quadri quanto si spenderà in media e cosa conviene fare

TRENTO. Mentre il prezzo del gas nelle ultime settimane è calato dopo i picchi raggiunti questa estate (qui la spiegazione di Arera) e molti italiani si sono spostati su progetti di riscaldamento ''alternativi'' per l'inverno, ora gli aumenti stanno colpendo proprio quell'ambito con il pellet che ha già un incremento di costo del 175% e la legna da ardere salita del 43,7% (il termine di paragone è lo stesso periodo dell'anno scorso). Lo segnala il Codacons mentre la Società italiana di medicina ambientale lancia anche l'allarme inquinamento.

 

''Il maggior ricorso a stufe e camini - spiegano dalla Sima - provocherà il prossimo inverno un proporzionale incremento delle polveri sottili immesse in atmosfera, con ripercussioni sia sull’inquinamento dell’aria indoor, anche attraverso l’emissione di Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), sostanze cancerogene che si liberano dalla combustione della legna nei camini aperti delle nostre case, sia su quella outdoor e, quindi, sulla salute pubblica con effetti indiretti negativi sulla spesa sanitaria nazionale''.

 

Insomma riscaldare le proprie abitazioni sta diventando un vero e proprio rebus e, probabilmente, l'unica vera strategia è quella di consumare meno e cercare di ridurre al minimo indispensabile l'utilizzo degli strumenti per scaldare le abitazioni. In Italia si contano oltre 8,3 milioni di stufe e caminetti, di cui il 24,2% a pellet e il restante 75,8% a legna: in base ai dati ufficiali diffusi da Aiel, solo nei primi 5 mesi del 2022 le vendite di stufe sono aumentate del 28% rispetto allo stesso periodo del 2021.

 

Sempre più diffusi, poi, bruciatori e camini a bioetanolo, prodotti utilizzati a fini estetici ma che sono in grado di riscaldare singoli ambienti – spiega il Codacons. Fonti alternative al metano che, tuttavia, hanno registrato nell’ultimo anno sensibili aumenti di prezzo a causa di una serie di fattori come la guerra in Ucraina, l’aumento della domanda e la riduzione delle importazioni delle materie prime dall’estero.
 

Il pellet, in particolare, risulta uno dei combustibili più utilizzati per le stufe domestiche, ma il suo prezzo negli ultimi mesi ha subito una costante crescita: un sacchetto da 15 chili costava in media lo scorso anno 4,35 euro, mentre oggi è venduto a 12 euro, con un incremento del +175%. Il prezzo della legna da ardere è estremamente variabile e dipende da diversi fattori (tipologia, approvvigionamento, distribuzione ecc.). In base agli ultimi dati disponibili sul mercato, spiega il Codacons, il costo della legna sale da una media di 167 euro a tonnellata del 2021 agli attuali 240 euro, con un incremento del +43,7%.

 

Poi ci sono le altre fonti di riscaldamento Il Codacons stila questa media per il bioetanolo: una confezione da 10 litri di tale combustibile liquido ricavato dal processo di fermentazione di prodotti agricoli, sale da una media di 21 euro dello scorso anno agli attuali 33 euro, con un incremento del +57%. Per il gasolio da riscaldamentoun litro di gasolio per il riscaldamento passa dai 1,398 euro al litro del novembre 2021 agli attuali 1,849 euro, con un incremento del +32%.

 

Ma quanto costa riscaldare una casa utilizzando i diversi combustibili?

 

''Prendendo in esame un appartamento di 100 metri quadri - spiega il Codacons - abbiamo realizzato un confronto sulle diverse spese legate al riscaldamento domestico nei soli mesi invernali. Con il gas naturale, ipotizzando che le tariffe rimangano invariate ai livelli attuali, 1.180 euro annui. Con il pellet, ipotizzando il solo utilizzo di stufe per riscaldamento e senza sistemi integrati (ad esempio stufa + caldaia a gas): 2.145 euro. Solo con la legna 750 euro. Solo con il gasolio da riscaldamento 1.800 euro circa. Con il bioetanolo (per uso estetico e riscaldamento singola stanza) con un utilizzo pari a 2 litri al giorno: 693 euro''.

 

“Riscaldare casa diventa sempre più costoso e le famiglie vanno incontro ad una vera e propria stangata d’inverno legata all’utilizzo dei termosifoni – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Con la ripresa della domanda e l’accensione degli impianti i prezzi del gas sono destinati a salire ulteriormente nei prossimi mesi, aggravando il conto energetico degli italiani. Per questo sempre più famiglie hanno scelto di ricorrere a forme di riscaldamento alternative, acquistando stufe e ripristinando camini in disuso, nel tentativo di risparmiare e tagliare la spesa relativa al gas''.

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