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| 14 apr 2023 | 20:08

Il settore ittico trentino vale oltre 14 milioni di euro: "Ma attenzione all’aumento dei costi di energia e mangimi e alla siccità"

Astro chiude il 2022 con un buon bilancio: le vendite del Consorzio sfiorano i 7 milioni (+27%), quelle dell’Organizzazione dei Produttori raggiungono i 7,3 milioni (+1%), con un fatturato totale complessivo di oltre 14 milioni

di Redazione

TRENTO. Da alcuni anni anche i troticoltori trentini soffrono delle conseguenze del cambiamento climatico, dell’aumento dei costi (oltre a quelli energetici anche quelli dei mangimi, cresciuti del 30%) e dell’instabilità generale del mercato di riferimento. Proprio per invertire la rotta questo settore ha programmato investimenti per oltre 10 milioni di euro. La proposta è emersa durante l’assemblea annuale della cooperativa diventata Organizzazione dei Produttori (Op) nel 2022, e del Consorzio di tutela delle trote del Trentino Igp.

 

Il settore, come ha illustrato il direttore Diego Coller, rappresenta 40 imprese ittiche, 70 impianti gestiti, 31 milioni di produzione lorda vendibile e 480 addetti. Le vendite 2022 del Consorzio sfiorano i 7 milioni (+27% rispetto al 2021), e quelle della Op raggiungono 7,3 milioni (+1%), con un fatturato totale complessivo di 14 milioni. Nel corso del 2022 sono state collocate sul mercato 239 tonnellate di prodotti Igp, pari al 36% del totale (658 tonnellate), percentuale in crescita del 4,8%.

 

Guardiamo al futuro investendo in modo significativo per aumentare la nostra competitività – ha detto ai soci la presidente dell’Op Barbara Pellegri – puntando su tre pilastri principali: la qualità del prodotto, la sostenibilità ambientale e quella economica”.

 

Il primo progetto riguarda il perfezionamento della filiera, e prevede un investimento in ricerca e sviluppo di circa 11 milioni di euro, insieme, tra gli altri, all’Università di Bologna e alla Fondazione Mach. L’obiettivo è sviluppare un sistema circolare in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, con attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi.

 

Il secondo progetto prevede invece l’ampliamento dell’attuale capannone industriale, attraverso l’acquisizione di una porzione adiacente che consentirà di agevolare la viabilità dei mezzi pesanti in ingresso e in uscita, ma soprattutto di reperire uno spazio adeguato per realizzare l’impianto di produzione di olio e di farina di pesce.

 

Dalla cooperativa ricordano come una ricerca avviata nel 2021 insieme a un’importante industria farmaceutica e Fondazione Tera “abbia messo in risalto gli effetti benefici degli Omega 3 contenuti nelle trote Astro”. Da qui l’idea di progettare e commercializzare capsule molli e barrette energetiche da destinare ai malati oncologici. Un’altra ricerca portata avanti in collaborazione con Astro ha inoltre approfondito i potenziali utilizzi della proteina di trota, sia per gli integratori proteici sia per i mangimi animali. Da qui poi lo sviluppo industriale che consente di ricavare la farina di trota.

 

“Viviamo una fase delicata di repentino cambiamento, ma sapremo uscire da questa situazione con la determinazione e la coesione. Anche se il settore è di nicchia, contribuisce in maniera significativa all’offerta turistica trentina, un bel biglietto da visita che parla di qualità delle produzioni e attenzione all’ambiente”, il commento del presidente della Cooperazione trentina Roberto Simoni.

 

Dal canto suo la Provincia si dice pronta a sostenere il settore. “Non mancano le difficoltà, ma se riusciamo a fare sistema sapremo superarle” ha affermato il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Romano Masè. “La Provincia autonoma, attraverso tutte le sue strutture, è vicina al settore con varie iniziative – ha assicurato l’assessora Giulia Zanotelli – stiamo lavorando all’attivazione di un Fondo di rotazione a supporto degli investimenti delle cooperative. La promozione è una delle chiavi che dovremo perseguire, insieme agli altri settori agricoli. Seguiamo con particolare attenzione e impegno il problema della siccità insieme al vicepresidente Tonina, in dialogo anche con il Governo”. Il settore però sottolinea “la forte preoccupazione” per la siccità e ha lanciato un appello alla Provincia di poter derogare ai deflussi minimi vitali per ridurre i danni della carenza d’acqua.

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