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| 05 set 2023 | 06:01

In Trentino mancano lavoratori per la vendemmia. Le aziende sono in allarme, Confagricoltura: “I giovani scelgono altri settori"

Chi è impegnato nella vendemmia prende dagli 8 ai 10 euro all'ora. Le imprese agricole si stanno organizzando per la richiesta di manodopera con contratti di appalto ad aziende esterne che gestiscono poi i lavoratori spostandoli da un vigneto all'altro

TRENTO. C'è chi li cerca sui social, chi attraverso il passaparola e chi invece si affida ad aziende specializzate che si occupano di spostare i lavoratori da un campo all'altro. 

 

Cerco persone per vendemmia , 3 o 4 giorni. Settimana prossima. Contattatemi” o ancora “Cerco urgentemente 5 persone per la vendemmia zona Pilcante Ala. Info in privato”. I messaggi in questi giorni stanno facendo il giro dei social. In Trentino per la vendemmia mancano lavoratori. 

 

A confermarcelo è anche il presidente della Coldiretti del Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi che sottolinea come la carenza di manodopera sia superiore alle aspettative. “Sapevamo dall'inizio – spiega a il Dolomiti – che c'era mancanza di personale e adesso che è iniziata la vendemmia probabilmente manca qualcosa in più di quello che si pensava. Sono diverse le aziende in difficoltà”. 

 

Il via libera a livello nazionale all’ingresso di 40mila lavoratori stranieri extracomunitari interamente impegnati nel lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero non sembra essere bastato. In Trentino, spiega Coldiretti, sono circa 10 mila gli ettari di terreno dedicati a vigneto. La frammentazione è tanta e riuscire a trovare manodopera che di giorno in giorno giri il territorio non sempre e semplice. “Da un lato si sente la mancanza di una parte di personale che una volta arrivava dall'estero e dall'altro anche la manodopera italiana è carente” spiega Barbacovi. 

Chi è impegnato nella vendemmia prende dagli 8 ai 10 euro all'ora. L'attenzione da parte delle associazioni e delle autorità rimane sempre molto alta affinché non si creino zone d'ombra nel settore agricolo con episodi di sfruttamento e lavoro nero. 

 

“La mancanza c'è” ci dice anche Lorenzo Gretter, direttore di Confagricoltura del Trentino. “Da alcuni anni – purtroppo – la manodopera soprattutto per la vendemmia non c'è. Per questi lavori,  che di solito durano poche giornate, una volta ci si avvaleva della manodopera locale che ora però manca. Una situazione vissuta diversamente dalle altre aziende frutticole che, gestendo tempi più lunghi di lavoro, riescono a organizzarsi meglio

 

A mancare spiega Gretter sono i giovani. Gran parte degli studenti nel periodo estivo hanno deciso di fare esperienze lavorative in altri settori. “Tra pochi giorni – spiega il direttore di Confagricoltura – iniziano scuole e non possono più essere impegnati. C'è chi ha poi lavorato nel settore del turismo e della ristorazione”. 

 

Da qui anche la necessità da parte di alcune imprese agricole di affidarsi ad aziende ad hoc per la gestione dei lavoratori con la stipola di contratti d'appalto. “Vista la situazione – spiega Gretter – le aziende si stanno organizzando proprio anche alla luce, per quanto riguarda la vendemmia, della richiesta di manodopera e dei periodi brevi di lavoro. In questo modo riescono anche a soddisfare diverse zone”. 

 

L'uso dei contratti d'appalto è legittima ma, come già detto, l'attenzione a rilevare possibili campanelli d'allarme rimane alta. “I controlli vengono portati avanti, i contratti d'appalto vanno bene purché siano rispettati determinati criteri e questo deve essere fatto da entrambe le parti” chiarisce Gretter.  

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