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| 05 apr 2023 | 21:37

La preoccupazione dei ristoratori sui buoni pasto: ''Assurdo tornare a sistema peggiorativo, ci rimettono le imprese e i lavoratori''

C'è grande preoccupazione tra i ristoratori del Trentino sull'ipotesi che il sistema di gestione dei buoni pasto dei dipendenti provinciali Easy Lunch possa essere abbandonato, ripristinando la graduatoria della gara indetta nel 2019 dalla Provincia di Trento

di Redazione

TRENTO. "Siamo preoccupati perché torniamo indietro a un sistema che ha sempre creato difficoltà alle imprese", queste le parole di Mattia Zeni, segretario dell’Associazione ristoratori del Trentino. "Le commissioni sui buoni pasto sono sempre state una spina nel fianco perché mettono in difficoltà la tenuta dei conti delle imprese in un settore, quello della pausa pranzo, dove i margini sono già risicati e gli importi di entità lieve".

 

C'è grande preoccupazione tra i ristoratori del Trentino sull'ipotesi che il sistema di gestione dei buoni pasto dei dipendenti provinciali Easy Lunch possa essere abbandonato, ripristinando la graduatoria della gara indetta nel 2019 dalla Provincia di Trento. 

 

"Se erano difficili da sostenere prima della pandemia e soprattutto prima dei rincari dei costi per le materie prime - aggiunge Zeni - oggi tornare a dover applicare quelle commissioni diventa un problema. Un problema che si riverserà sulle imprese che valutano seriamente se non sia il caso di smettere di offrire un servizio praticamente in perdita, e sui lavoratori, che vedranno ridotta la platea degli esercizi dove poter usufruire dei buoni pasto".

 

E con queste misura il ritorno di condizioni e percentuali di ribasso (7,73%) a carico degli esercenti (erano nulle con il sistema in house dell’ente pubblico) che rischiano, dopo pandemia e rincaro delle materie prime, di mettere in ginocchio l’intera categoria. Con l’aggravante che nel resto d’Italia, grazie al Decreto Aiuti e alla presa di posizione di Fipe, è previsto un tetto massimo del 5% alle commissioni. 

 

"Ci auspichiamo un intervento perché crediamo sia assurdo tornare a un sistema peggiorativo per tutti gli attori coinvolti: l’ente pubblico, gli esercenti e i lavoratori", conclude Zeni.

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