La Sfera è in liquidazione e i lavoratori chiedono il pagamento di quanto dovuto alla Cooperazione: ''I 140 sono già stati ricollocati. Al lavoro per gli arretrati''
Alcuni ex lavoratori della cooperativa La Sfera in liquidazione hanno protestato oggi pomeriggio davanti alla sede della Federazione in via Segantini

TRENTO. Da un lato la protesta dei lavoratori che chiedono il pagamento di quanto dovuto loro dopo la messa in liquidazione della cooperativa (circa 1.500 euro tra permessi, ferie, tredicesima e quattordicesima), dall'altro la ricollocazione degli stessi lavoratori grazie al cosiddetto ''sistema cooperativo''. Si è tenuta una giornata importante, oggi, per chi lavorava con la cooperativa La Sfera di Trento marchio nato nel 1995 con l’obiettivo di svolgere attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone in difficoltà che, nello specifico, stavano seguendo percorsi di recupero post-tossicodipendenza in comunità terapeutiche, ormai in liquidazione.
Nel pomeriggio alcuni lavoratori si sono riuniti sotto la sede della Cooperazione Trentina per protestare. ''Pretendono il pagamento di quanto loro dovuto dopo la messa in liquidazione della cooperativa e il rispetto degli accordi - spiegano dai sindacati Cgil e Cisl -. Per questo oggi pomeriggio le lavoratrici e i lavoratori di La Sfera, la coop che fino alla liquidazione gestiva i servizi custodia e pulizie nelle strutture Asis, hanno protestato''. Come si diceva ognuno di loro vanterebbe un credito di circa 1.500 euro.
“Per queste famiglie non si tratta di una piccola somma e stupisce l’atteggiamento di Via Segantini, che invece di sostenere le legittime richieste di questi lavoratori si infastidisce per il loro dissenso – fanno notare Luigi Bozzato della Filcams Cgil e Francesca Vespa della Fisascat Cisl -. E’ bene chiarire che la Cooperazione non ha compiuto nessuna operazione di salvataggio. Al contrario aveva tutto l’interesse che un appalto interessante come quello di Asis restasse nel perimetro della cooperazione. Ha agevolato questo aspetto. Siamo comunque consapevoli che questi addetti, essendo in appalto grazie alla clausola sociale sarebbero stati comunque tutelati e il Comune di Trento non avrebbe permesso che rimanessero per strada visto che l'appalto doveva continuare e andava garantita continuità al servizio”.
Durante il presidio sono scesi all’esterno della Federazione della Cooperazione il presidente Simoni, il direttore Ceschi e il responsabile delle relazioni sindacali Monfredini per incontrare i lavoratori e le lavoratrici. I sindacati non hanno nascosto il loro rammarico per l’immobilismo della Federazione. ''Una cooperativa che chiude, e il sistema cooperativo che si attiva per ricollocare i lavoratori rimasti senza lavoro. Accade alla cooperativa La Sfera di Trento - spiegano dalla Federazione - che dopo una grave difficoltà nella gestione ha portato alla fine alla liquidazione. Quello che è accaduto dopo è che il sistema si è attivato per dare una nuova possibilità ai lavoratori occupati. Hanno risposto due cooperative che lavorano nello stesso settore, Le Coste e Vales, le quali hanno riassunto il giorno dopo i lavoratori che hanno cessato il rapporto con il 31 luglio. Oggi la protesta di alcuni di loro ha riguardato il pagamento delle rate di tredicesima e quattordicesima e dei permessi residui (fino al 31 luglio), che deve essere in capo a La Sfera. Su questo la Federazione ha promesso un interessamento presso il commissario della coop, Franco Sebastiani. Nei prossimi giorni la risposta, anche se una soluzione è già stata individuata''.
''La Federazione – ha commentato il presidente Roberto Simoni - si è attivata con tutte le proprie forze e le strutture per cercare di tutelare l’occupazione e ad oggi nessuno dei lavoratori ha perso il proprio posto di lavoro. Le richieste del pagamento di arretrati e dei ratei di tredicesime e quattordicesima è materia del commissario, con cui collaboriamo per fare in modo di uscire da questa procedura straordinaria tutelando tutte le loro spettanze''. Al riguardo i sindacati spiegano che entro giovedì dalla Federazione verificheranno con il commissario liquidatore la situazione finanziaria ed entro lunedì 23 fisseranno un incontro con i sindacati per stabilire le modalità di riconoscimento di quanto dovuto. “E’ un primo segnale. Attendiamo di vedere i fatti concreti”, hanno concluso Bozzato e Vespa.











