Contenuto sponsorizzato
| 12 set 2023 | 19:03

Migranti in Trentino, i sindacati: "Sono una risorsa indispensabile per le nostre imprese. Stop agli slogan demagogici della Lega"

Cgil, Cisl e Uil sottolineano anche che “i due maggiori partiti di centrodestra litighino anche sul tema dell’immigrazione, dicendo tutto e il contrario di tutto è veramente paradossale"

di Redazione

TRENTO. Sui migranti “stop agli slogan demagogici della Lega”. A dirlo sono i sindacati del Trentino, Cgil, Cisl e Uil, per bocca dei tre segretari generali sottolineando come “l'immigrazione sia indispensabile” per la tenuta dell'economica trentina.

 

“Gli immigrati sono una risorsa indispensabile per le nostre imprese, che quasi quotidianamente denunciano un drammatico bisogno di personale, e per la nostra comunità composta da un numero crescente di anziani e da sempre meno giovani. Ignorare questa realtà solo per assecondare il proprio tornaconto politico agitando slogan demagogici come fa il segretario trentino della Lega Binelli, equivale ad essere del tutto irresponsabili e non avere a cuore il futuro della nostra terra” spiegano in sindacati.

 

Cgil, Cisl e Uil sottolineano anche che “i due maggiori partiti di centrodestra litighino anche sul tema dell’immigrazione, dicendo tutto e il contrario di tutto è veramente paradossale. Si dimentica in realtà che con il decreto Cutro tutto il centrodestra sembra aver ridotto il tema immigrazione ad una questione esclusivamente securitaria. Eppure è evidente che tagliando su accoglienza e integrazione si taglia, di conseguenza, anche sulla sicurezza delle nostre città”.

 

Non si tratta di una novità per il Trentino. Cinque anni fa tra i primi provvedimenti della Giunta Fugatti ci fu proprio la scelta miope di “rimandare a Bruxelles” risorse europee già affidate al Trentino per i corsi di italiano delle donne straniere.

 

Grosselli, Bezzi e Alotti ne fanno anche un discorso meramente pratico. In Trentino nascono ogni anno sempre meno bambini e bambine; nel primo semestre del 2023 i nati in provincia sono stati il 15% in meno rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia.

 

Nello stesso periodo il numero di cittadini stranieri che ha preso residenza in Trentino è cresciuto del 22%. Inoltre, sempre a giugno, dal 2019 al 2023 la popolazione trentina è calata passando da 543.800 persone a 542mila. Dunque è solo grazie all’apporto degli ingressi di cittadini dall’estero che il calo demografico si riduce: senza gli stranieri neoresidenti la popolazione in Trentino precipiterebbe poco sopra quota 540mila. “Ne sono consapevoli il presidente Fugatti e l’assessore al lavoro Spinelli? Si esca da questa assurda e dannosa ipocrisia e si comincino a gestire in modo lungimirante gli arrivi di stranieri con servizi di integrazione, corsi di lingua e cultura italiana, ripristino di un sistema di accoglienza diffusa su tutto il territorio e alzando nel contempo l'asticella dei doveri. Dire che il Trentino non può accogliere altri cittadini stranieri è una falsità. L’Autonomia può mettere in campo risorse e competenze per gestire il fenomeno a vantaggio anche della crescita economica e della sicurezza sociale”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 18 maggio | 07:37
E' successo nella serata di ieri lungo la Feltrina, sul posto si sono portati i vigili del fuoco, le forze dell'ordine e il personale sanitario. [...]
Società
| 18 maggio | 06:00
I medici di medicina generale stremati. "A fronte di 63 incarichi vacanti, si sono presentati soltanto 12 candidati e, di questi, sono stati [...]
Cronaca
| 17 maggio | 14:10
In Trentino abbiamo un'incidenza dell'1,8% dell'infezione Hiv con un aumento negli ultimi anni. Ma il vero problema è un altro: quasi sei persone [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato