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| 23 ago 2023 | 17:29

Pnrr, i sindacati a Fugatti: "Urgente un confronto sulle modifiche, necessarie risposte su bisogno cure e su transizione ecologica"

Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti che hanno deciso di scrivere al presidente Fugatti sollecitando la convocazione del tavolo provinciale prima dell’avvio, ormai imminente, della campagna elettorale

di Redazione

TRENTO. Le modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza apportate dal Governo Meloni avranno un impatto anche in Trentino. Per questa ragione, visto il valore strategico di queste risorse che sul nostro territorio hanno già raggiunto il valore complessivo di 1,64 miliardi di euro, Cgil Cisl Uil chiedono un confronto urgente con la Giunta provinciale.

 

Sul Pnrr si gioca una partita cruciale anche per la nostra comunità. Comprendere se e come verranno modificati i progetti, se verranno confermati gli investimenti programmati è fondamentale”, hanno sottolineato i segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti che hanno deciso di scrivere al presidente Fugatti sollecitando la convocazione del tavolo provinciale prima dell’avvio, ormai imminente della campagna elettorale.

 

“Fin dall’inizio abbiamo sostenuto l’importanza di dirottare parte dei finanziamenti del Pnrr su progetti legati alla transizione ecologica per mettere il nostro territorio e il nostro tessuto economico nelle condizioni di gestire questa fondamentale sfida. La giunta Fugatti – spiegano i sindacati - ha fatto scelte diverse, ma anche alla luce del cambiamento climatico evidente in queste ultime due estati sui nostri territori, sarebbe opportuno ragionare su progetti di salvaguardia, ripristino e tutela del nostro fragile ambiente e sulla conversione verde della nostra economia”.

 

Accanto al tema ambientale quello della sanità. “La questione salute è centrale per la nostra comunità e dall’attuazione delle missioni 5 e 6 può partire un significativo rafforzamento della sanità pubblica”, insistono i sindacati per i quali l’investimento in sociale e sanità è una scelta obbligata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della richiesta di cura e presa in carico. “Rinunciare a pianificare oggi investimenti importanti in questa direzione vuol dire condannare alla solitudine migliaia di famiglie trentine per le quali nei prossimi anni esploderanno i bisogni di assistenza e cura. Già l’inflazione sta di fatto riducendo in valore reale gli stanziamenti nazionali nella prevenzione e nella cura per milioni di cittadini in Italia con il rischio di una vera emergenza sociale”.

 

Per i sindacati in Trentino questo non deve accadere, anzi bisogna favorire l’integrazione tra sociale e sanitario. “Sappiamo però che anche in provincia bisogna con urgenza intervenire su un sistema sanitario pubblico già in forte difficoltà e che comunque è reso complesso, in termini di accesso alle cure, ma anche di disponibilità del servizio, anche dalle caratteristiche orografiche del nostro territorio. Per questa ragione ribadiamo l’urgenza di aprire in tempi brevissimi il confronto, a partire da un approfondimento sui capitoli specifici dell’assistenza sociale e sanitaria”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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