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| 09 ago 2023 | 13:16

Rimesse degli immigrati: quasi 150 milioni inviati dal Trentino Alto Adige nel 2022 (con la crescita maggiore a 5 anni in tutto il Paese). 'Spariti' i flussi verso la Cina

L'analisi è stata realizzata dalla Fondazione Leone Moressa analizzando i dati della Banca d'Italia per il 2022: oltre 8 miliardi in tutto le rimesse degli immigrati lo scorso anno dall'Italia. Quasi 1,2 miliardi verso il Bangladesh, crescono anche Pakistan e Filippine ma calano i Paesi 'vicini'

TRENTO. Rimesse degli immigrati: nel 2022 il valore totale in Italia supera gli 8 miliardi di euro (con un aumento rispetto al 2017 del 44,9%). Tra i Paesi di destinazione, il primo è il Bangladesh (1,2 miliardi di euro) ma aumentano anche Pakistan e Filippine mentre, dicono gli esperti, calano i paesi 'vicini' (l'est Europa) e, in particolare, la Cina. È questa la fotografia della situazione scattata dalla Fondazione Leone Moressa, istituto di ricerca creato e sostenuto dalla Cgia di Mestre, analizzando i dati della Banca d'Italia ed evidenziando il dettaglio per Paese di destinazione e Provincia di partenza.


A livello locale, si legge nel report, le rimesse 2022 per quanto riguarda il Trentino Alto Adige sono state pari a 149 milioni di euro, in crescita del 2.5% rispetto al 2021 e addirittura del 76,7% rispetto al 2017. Si tratta dell'aumento più importante registrato a livello italiano (dove il dato di aumento medio, come anticipato, è di poco inferiore al 45%), trainato in particolare dalla Provincia autonoma di Bolzano, dove la variazione percentuale a 5 anni è stata pari al 91,9% (+58% quella trentina). In termini assoluti, nel 2022 le rimesse sono state pari a 89 milioni di euro a Bolzano (+2,5% sul 2021) e a 60 milioni di euro a Trento (+2,4%).


Guardando alla situazione nazionale, il primo Paese di destinazione per le rimesse nel 2022 è stato il Bangladesh con 1,2 miliardi di euro, pari al 14,6% del totale. Seguono Pakistan e Filippine (rispettivamente 700 e 623 milioni, pari all'8,5 e al 7,6% del totale) e poi ancora Marocco e Romania (567 e 499 milioni di euro, pari al 6,9 e al 6,1% del totale). Nonostante il quinto valore assoluto a livello nazionale però, dicono gli esperti, in particolare in Romania i flussi sono calati del 18,1%, un trend seguito un po' da tutti i Paesi dell'Est Europa (i flussi verso l'Albania sono scesi del 9,6%, quelli verso la Moldavia del 10,2), più facilmente raggiungibili via terra portando con sé regali o denaro per la famiglia. In forte calo nel 2022 anche l'Ucraina, a causa della guerra e della fuga di quasi 5 milioni di profughi.


Sostanzialmente “spariti” poi i flussi verso la Cina: “Confrontando la distribuzione delle rimesse nel 2022 con quelle di dieci e cinque anni prima, emerge un profondo cambiamento – scrive la Fondazione Leone Moressa – nel 2012 vi era una minore frammentazione, con più di un quarto delle rimesse concentrato verso un solo Paese (la Cina). Nel 2022 invece, i primi cinque Paesi raggiungono poco più del 40% delle rimesse e nessun Paese raggiunge il 15%. La Cina, che nel 2012 riceveva 3 miliardi di euro dall'Italia, oggi arriva appena a 23 milioni e non figura nemmeno tra i primi 30 Paesi”.


Rapportando poi le rimesse inviate e la popolazione residente per ciascun Paese d'origine, si ottiene il valore medio pro-capite, che risulta più alto proprio tra i cittadini del Bangladesh (628 euro medi pro-capite). Secondo il Pakistan, con 435 euro al mese pro-capite, seguito da Senegal (330 euro) e Filippine (327 euro). Mediamente, ciascuno dei 5 milioni di residenti stranieri ha inviato 136 euro al mese in patria. A livello italiano, oltre un quinto delle rimesse totali parte dalla Lombardia (1,85 miliardi). La seconda Regione è il Lazio, con 1,22 miliardi). Seguono Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, tutte con più di 600 milioni di euro inviati nel 2022. Guardando alle singole Province, Roma supera il miliardo di euro inviato nel 2022. Segue Milano, con 917 milioni. Quasi un quarto di tutte le rimesse italiane parte da queste due città. Seguono Napoli e Torino, rispettivamente con 363 e 282 milioni di euro.


“Il volume delle rimesse inviate in patria dagli immigrati in Italia rimane elevato – concludono i ricercatori – si tratta di un canale importante per il sostegno diretto alle famiglie, con risorse che finanziano istruzione, sanità e piccoli investimenti. Vanno poi aggiunti i flussi informali (regali, denaro consegnato a mano), frequenti soprattutto verso i Paesi più facilmente raggiungibili. Importante, inoltre, l'azione di controllo e prevenzione delle irregolarità, per evitare che questi strumenti siano utilizzati per evadere il fisco o finanziare attività illecite”.

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