Rsa, la Cisl Fp: "Urgente cambiare agenda degli interventi nell’assistenza, il modello aziendalista così com’è strutturato ha impoverito il sistema"
Per la Funzione pubblica della Cisl il settore pubblico deve guardare alla valorizzazione delle competenze, ma anche alla capacità di sfruttare strategici fondamentali gli investimenti sulle competenze, sulla ricerca, sull'innovazione e sulla trasformazione digitale

TRENTO. "Bene rafforzare il sistema delle Rsa pubbliche ma c’è la necessità urgente di cambiare agenda degli interventi nell’assistenza, il modello aziendalista così com’è strutturato ha impoverito il sistema, limitato le assunzioni, demotivato gli operatori e promosso le esternalizzazioni dei servizi e creato nei fatti diseguaglianze all'interno dello stesso sistema". Queste le parole di Giuseppe Pallanch. Il segretario della Fp Cisl torna a bussare alle porte della Provincia per attuare dopo il protocollo sottoscritto a luglio un accordo che rafforzi "la retribuzione per tutto il personale e per erogare in tempi stretti nelle tasche dei lavoratori gli stipendi, duramente colpiti dall’inflazione".
Rinnovo dei contratti e il riconoscimento delle responsabilità sempre crescenti e dell'impegno sempre assicurato, non solo nel periodo di Covid, nel garantire i servizi alla popolazione, rendere nuovamente attrattivo il lavoro in questo settore, una programmazione della formazione che superi la vetusta visione dei numeri chiusi e incentivi la formazione e li renda attrattivi.
"Si deve ripartire dall'investimento nel capitale umano, questo si ottiene solo se si valorizza il lavoro - aggiunge Pallanch - significa non solo aumentare le retribuzioni, ma rendere attrattivo il sistema dando ossigeno al personale stremato necessario e investire nella prevenzione e nella medicina territoriale di prossimità. E' urgente investire fino all'ultimo centesimo di quanto è stato programmato nel Pnrr e analizzare veramente e con capacità di ascolto i fabbisogni sempre più in sofferenza. La salute è un diritto per tutti, oggi ancor più fondamentale in questo contesto di invecchiamento della popolazione. Se non si interviene con politiche attente e coraggiose oggi, il rischio è quello di un sistema welfare in crisi domani".
Il sindacato via Degasperi auspica un cambio di passo della politica. "Vanno bene i tavoli di discussione anche se ci aspettavamo un coinvolgimento serrato e partecipativo e non una misura a spot. Incontri che abbiamo più volte sollecitato, soluzioni che abbiamo ipotizzato e che ora tutti, in campagna elettorale, sembrano improvvisamente di nuovo annunciare - evidenzia Pallanch - ma è necessario che producano fatti e azioni concrete per affrontare uno tsunami ormai annunciato derivante dal combinato disposto invecchiamento popolazione e l’aumento delle patologie tra cui quelle mentali".
Un sistema integrato di assistenza nel quale il paziente ritorna a essere una persona e non un numero con un tempo di assistenza basato sulle lancette di un orologio. "I cittadini, spesso anziani e fragili, devono essere presi in carico con tempestività e con un numero di addetti che vadano oltre i freddi numeri dei parametri. Per questo si deve superare la 'visione miope' che non considera l’assistenza un investimento, un settore strategico sul quale focalizzare l'attenzione per sviluppare l'approccio One Health. Siamo all'inizio di un percorso che deve avere come obiettivo un'integrazione delle politiche sanitarie e sociali, una presa in carico del paziente sempre più intersettoriale, con una rinnovata attenzione alla prossimità, alla domiciliarità, alla continuità tra medicina del territorio e ospedaliera".
Il settore pubblico, la sanità, deve guardare alla valorizzazione delle competenze, ma anche alla capacità di sfruttare strategici fondamentali gli investimenti sulle competenze, sulla ricerca, sull'innovazione, la trasformazione digitale. Il Covid ci ha restituito una grande consapevolezza: ogni risorsa dedicata al rafforzamento della sanità e assistenza è un investimento ad alto rendimento in termini di salute, economia e coesione sociale", conclude Pallanch.












