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| 06 ago 2023 | 23:37

"Totale mancanza di attenzione nei confronti dei propri lavoratori", rottura delle trattative tra sindacati e Cassa Centrale Banca sulle condizioni mutuo prima casa

La trattativa riguardava le condizioni mutuo prima casa dei dipendenti, ma non è stato trovato l'accordo. I sindacati: "La proposta, non negoziabile, di Cassa Centrale Banca è inefficace. Un atteggiamento ingiustificabile alla luce dei risultati conseguiti nel settore grazie anche al lavoro delle collaboratrici e dei collaboratori"

TRENTO. Sono saltate le trattative tra i sindacati e Cassa Centrale Banca. Il confronto si è arenato dopo 4 mesi, nessun accordo sulle condizioni mutuo prima casa per i dipendenti. 

 

"L’inflazione e l’aumento dei tassi rendono insostenibile la situazione economico-finanziaria di tante famiglie, soprattutto per i più giovani", commenta Rosaria Sarpedone, segretaria di Cgil Fisac. "Non ci saremmo mai aspettati una così grave, pesante e totale mancanza di attenzione da parte di Ccb nei confronti dei propri lavoratori. Un atteggiamento ingiustificabile alla luce dei risultati conseguiti nel settore grazie anche al lavoro delle collaboratrici e dei collaboratori".

 

Così si è arrivati a un punto di rottura tra Fabi, First Cisl, Cgil Fisac, Ugl credito e Uilca con Ccb. "L’alternativa proposta da Cassa Centrale è stata, per chi avesse difficoltà a sostenere il pagamento della rata, l’allungamento della durata del mutuo in quanto non c'è il mandato per intervenire sulla riduzione del tasso".

 

Le parti sociali hanno messo sul tavolo la proposta di un tasso variabile del 60% sulla base di quello ufficiale Bce ma Cassa Centrale ha rilanciato con "un tasso ufficiale con floor all'1,5%, una controfferta non negoziabile perché già deliberata dal Consiglio di amministrazione e inefficace perché la quasi totalità delle aziende applica un tasso inferiore". 

 

Inoltre recentemente 15 Bcc delle 68 che compongono il gruppo, "dietro sollecitazione delle Rappresentanze sindacali aziendali, hanno introdotto misure per calmierare gli impatti dei mutui. Questo a dimostrazione che sarebbe stato possibile trovare una soluzione unitaria. Ma sono iniziative singole e politicamente sarebbe stato importante avere uniformità di trattamento dei dipendenti e un importante sforzo a livello di immagine".

 

Così Cassa Centrale, spiegano le parti sociali, resta "sorda" alle difficoltà dei propri collaboratori e "si colpiscono soprattutto i giovani, un accordo avrebbe permesso di avviare un confronto più generale a sostegno di famiglie e imprese. Quanto accaduto, avrà un inevitabile impatto nella gestione delle relazioni industriali tra i sindacati, la capogruppo e le banche associate. Valutiamo inoltre eventuali azioni per ridare forza alle nostre proposte", conclude Sarpedone.

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