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Bolzano
27 giugno | 18:30

“Città lasciata indietro a favore delle valli”. Benetello (Confesercenti): “Stupiti e amareggiati: a Bolzano il ritardo nei saldi mette in crisi i negozi"

È il direttore di Confesercenti Bolzano Mirco Benetello a lanciare l’allarme: “Il  negozio di Bolzano è schiacciato da regole dettate pensando solo al target turistico delle valli e soffre una concorrenza di e-commerce e franchising che i paesi non hanno. Va tutelato di più”

di MOb

BOLZANO. Una lunga riflessione “tecnica” che va oltre le posizioni politiche sulla singola questione, ma che non si perde in tanti giri di parole: è il direttore di Confesercenti Bolzano Mirco Benetello ad alzare la voce per lanciare l’allarme sulla situazione dei negozi di Bolzano. “Un negozio che è schiacciato senza avere più margini di manovra”.

 

Il primo e principale tema torna ad essere la partenza posticipata dei saldi, che ha riportato la crisi del commercio cittadino in primo piano: “Purtroppo – commenta Benetello - questa congiuntura molto difficile non si risolverà passata la data dei saldi estiva ma rimarrà viva e presente perché vive anche delle contraddizioni della nostra bellissima terra”.

 

In sostanza, è la contrapposizione che si pone tra la “città” e le valli altoatesine: “Il commercio altoatesino è composto da due anime. Da una parte c’è Bolzano e dall’altra quelle delle valli e dei paesi più piccoli. Per alcuni versi anche Merano. Cosa segna la differenza? Ovviamente il turismo che compone il target di buona parte delle attività nei comuni più piccoli ed è praticamente assente in alcuni quartieri di Bolzano. Quelli dove più si avverte la necessità di una difesa del negozio rionale. Pur avendo previsto il legislatore delle possibili differenze nelle norme tra una realtà e l’altra è quasi sempre il negozio rionale a doversi uniformare a quanto più comodo ai player più a contatto con il turismo. Questo non per una simpatia generica ma perché la vocazione economica altoatesina è maggiormente orientata al servizio e al turismo. Così, però, si lascia costantemente indietro la città più importante”.

 

C’è, inoltre, un contesto tutto interno che riguarda solo il commercio bolzanino: la concorrenza a tutto campo del franchising. Sempre più frequenti e sempre più influenti nell’orientare i consumi con la comunicazione. “Il negozio storico, famigliare o tipico dei paesi nelle valli soffre molto meno questa concorrenza. Non si trova troppo vicino geograficamente e può preoccuparsi della sola concorrenza dell’e-commerce comunque molto poco presente nelle abitudini di acquisto di un turista. A Bolzano, invece, la concorrenza è solitamente a due passi o pochi minuti in auto. Non solo, essendo la clientela in larga parte residente ecco che anche il crescente uso dell’e-commerce impatta in modo molto più sensibile”.

 

Non c’è, insomma, sempre una questione politica o etnica a leggere il nostro tessuto con questa dicotomia. “Assolutamente – chiude Benetello – qui si tratta esclusivamente di un’analisi tecnica sempre più evidente e che mette in pericolo i negozi di Bolzano. Ecco perché rimaniamo stupiti e amareggiati quando non si tiene conto di questo nel fissare la data di inizio delle svendite seguendo logiche che soddisfano solo chi è più lontano del capoluogo e godrebbe già di regole specifiche”.  

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