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Dalla Bce alla Federal Reserve, dalle Banche Centrali degli Stati alle politiche di Ciampi, Monti e Draghi: Marco Zanotelli al Rotary Trento

Ivonne Forno, presidente 2023-2024 del Rotary Club Trento ha introdotto Zanotelli con queste parole: “E’ un privilegio poterti avere con noi questa sera a Trento, caro Marco, reduce dai lavori del G7 a Stresa”. Ecco di cosa ha parlato Zanotelli (originario di Trento) advisor alla Bce, esperto di bilanci e finanza pubblica, già direttore regionale dell’Inps del Trentino Alto Adige e direttore centrale dell’ufficio studi dell’Inps nazionale

Pubblicato il - 09 giugno 2024 - 18:36

TRENTO. Dal ruolo della Banca Centrale Europea (Bce) e della Federal Reserve (Fed) all'indipendenza delle Banche Centrali degli Stati, passando per alcune politiche economiche che hanno segnato le 'nostre vite'. E’ stato un incontro particolarmente partecipato e interessante quello con Marco Zanotelli, Consigliere Economico alla Bce, avvenuto a fine maggio al Grand Hotel Trento durante una conviviale del Rotary Club Trento. Il titolo della serata era “Controllo e finanza pubblica fra Francoforte e Bruxelles – la Politica Monetaria e il ruolo dei salari nel processo di disinflazione”.

 

Ivonne Forno, presidente 2023-2024 del Rotary Club Trento ha introdotto Zanotelli con queste parole: “E’ un privilegio poterti avere con noi questa sera a Trento, caro Marco, reduce dai lavori del G7 a Stresa”. Marco Zanotelli (originario di Trento) è advisor presso la Bce, esperto di bilanci e finanza pubblica. Già direttore regionale dell’Inps del Trentino Alto Adige e direttore centrale dell’ufficio studi dell’Inps nazionale. Ha iniziato la sua relazione illustrando il ruolo della Banca Centrale Europea (BCE) e della Federal Reserve (FED), vere e proprie guide per i mercati finanziari e per l’economia privata.

 

Ha spiegato che la stabilità dei prezzi è l'obiettivo principale delle Banche Centrali, ottenuto attraverso l'adozione di politiche monetarie che possono essere espansive o restrittive. Le politiche espansive aumentano la quantità di moneta in circolazione per stimolare l'economia, mentre quelle restrittive riducono la liquidità per contenere l'inflazione. Un altro tema trattato da Zanotelli è stato quello dell'indipendenza delle Banche Centrali dagli Stati. Zanotelli ha sottolineato l'importanza di mantenere questa indipendenza per garantire decisioni basate su analisi economiche obiettive e non influenzate da pressioni politiche.

 

Ha evidenziando poi le politiche economiche messe in atto dai Governi Ciampi nel 1993, Monti nel 2011 e Draghi nel 2020, che hanno mantenuto un forte focus sulla stabilità economica. Parlando della Germania, Zanotelli ha messo in evidenza come l'analisi dell'economia tedesca, in passato di successo, abbia rivelato adesso una serie di problemi strutturali, che devono essere affrontati con molta attenzione. Tra questi, Zanotelli ha evidenziato la carenza di investimenti pubblici e privati, necessari per sostenere la crescita economica a lungo termine.

 

Zonotelli ha poi evidenziato che nella “transizione digitale verde” sarà importante investire in tecnologie sostenibili, per mantenere la competitività dell'industria. Vanno tenuti in conto, inoltre, gli alti costi energetici che gravano sulle imprese e – non da ultimo – la necessità di mettere un freno al debito pubblico, che limita la capacità di spesa del Governo. Un altro tema significativo da tenere in considerazione è l'invecchiamento della popolazione, fattore che porterà, in termini prospettici, ad una diminuzione della forza lavoro disponibile. E la mancanza di manodopera qualificata rappresenta una forte sfida per l'economia, legata al fatto che le imprese faticano a trovare personale con le competenze necessarie.

 

Fondamentali sono quindi gli investimenti nell'istruzione e nella formazione professionale, per affrontare in modo idoneo questo problema. Zanotelli ha quindi presentato alcuni dati sulla situazione economica globale e relativa alla “Zona Euro”. Secondo le previsioni dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo Economico) il Pil (Prodotto Interno Lordo) mondiale crescerà del 3,1% nel 2024 e del 3,2% nel 2025. La “Zona Euro” invece vedrà un incremento del Pil dello 0,7% nel 2024 e dell'1,5% nel 2025. In Italia, il Pil è previsto crescere dello 0,7% nel 2024 e dell'1,2% nel 2025, mentre il debito pubblico aumenterà al 140% nel 2025. Questi dati indicano una ripresa economica lenta ma positiva, con una necessità continua di monitorare e gestire il Debito Pubblico.

 

Il relatore ha quindi analizzato, seppur per macro temi, le risposte alle crisi finanziarie del 2008-2009 e del Covid-19. Durante la crisi finanziaria, le Banche Centrali hanno adottato politiche espansive e programmi di “Quantitative Easing” (QE) per sostenere la domanda e stimolare l'economia. Il QE, traducibile in “alleggerimento quantitativo” è una politica messa in atto volta a “creare moneta” mediante l’acquisto di Titoli di Stato od Obbligazioni sul mercato.

L'inflazione è rimasta bassa grazie ad una rigorosa regolamentazione bancaria.

 

La crisi 2020-2021 connessa alla pandemia del Covid-19, ha causato un crollo del PIL ed un'interruzione nella catena dell'offerta. Le Banche Centrali hanno risposto con nuovi programmi di QE, iniettando massicciamente liquidità nell'economia per contrastare la recessione. Alla fine del 2020, le previsioni di inflazione per il 2021 erano dell’1,8% sia per la FED che per la BCE. Tuttavia, l'inflazione è aumentata rapidamente, raggiungendo il 9,1% negli USA e il 10,6% nell'Eurozona a giugno 2022. Nel 2021 e 2022, sia la FED che la BCE hanno adottato misure per contrastare l'inflazione crescente. La FED ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse da marzo 2022, seguita dalla BCE a luglio 2022, segnando i primi aumenti dopo 11 anni.

 

Il cambio di rotta, con l’adozione di una politica di “Quantitative Tightening” ha portato alla riduzione degli asset della FED da 9.000 miliardi a 7.400 miliardi e della BCE da 8.500 miliardi del 2021 a meno di 7.000 miliardi nel 2023. Questi interventi hanno avuto come scopo quello di drenare la liquidità dai mercati finanziari e di ridurre l'inflazione. Il termine “Quantitative Tightening”, traducibile in “restrizione quantitativa” consiste nella riduzione delle riserve detenute in eccesso dal sistema bancario, attraverso la vendita diretta di titoli.

 

Passando alle politiche economiche recenti, Zanotelli ha sottolineato la complessità di calibrare l'uscita dalle politiche espansive post-Covid. Gli shock sovrapposti hanno colpito sia la domanda che l'offerta, con politiche espansionistiche prolungate che hanno portato ad un aumento eccessivo della domanda rispetto all'offerta, con tassi prossimi allo zero. La lenta risposta agli aumenti dell'inflazione ha evidenziato la necessità di politiche monetarie più tempestive. Un punto cruciale della presentazione di Zanotelli è stato il ruolo dei salari reali, che sono ancora sotto il livello pre-pandemia. Zanotelli ha spiegato che la crescita dei salari deve essere sostenibile e accompagnata da un aumento della “produttività”. Se i salari crescono più velocemente della “produttività”, si rischia di generare nuove pressioni inflazionistiche. Il recupero dei salari reali è essenziale per contribuire alla ripresa economica, ma deve essere gestito con attenzione.

 

Il processo di “disinflazione” richiede una riduzione graduale delle politiche monetarie restrittive. È fondamentale che le Banche Centrali riducano i tassi, per evitare un'eccessiva incertezza economica. L'aumento della domanda interna è essenziale per rafforzare la ripresa economica dell'Eurozona e ciò può avvenire solo con un aumento dei salari reali (da legare però – come detto - alla “produttività”). Le analisi, commenta Zanotelli, dicono certamente tantissimo, ma si basano su dati “passati”. Il futuro non è scritto. Le variabili “endogene”, cioè “interne”, incidono più delle “esogene”, cioè “esterne”. Nei prossimi 10 anni il mercato non sarà più segmentato. Bisognerà guardare sempre di più ai segnali deboli. Al termine dell’intervento di Marco Zanotelli molte sono state le domande: il delta fra tassi attivi e passivi, i panieri su cui si calcola l’inflazione, il rischio “stagflazione”, la produttività che non riguarda solo le imprese ma tutto il sistema, i tempi della burocrazia (con i relativi costi diretti ed indiretti), la differenza fra debito e deficit e così via.

 

Esaurite le domande la Presidente Ivonne Forno ha ringraziato Marco Zanotelli per l'interessante e approfondita presentazione, che ha offerto spunti preziosi per comprendere meglio le dinamiche economiche attuali e future. Da evidenziare che l’analisi fatta da Zanotelli è stata confermata in pieno il 6 giugno ultimo scorso, data nella quale la BCE ha giustappunto ridotto i tassi dello 0,25%, invertendo una lunga fila di rialzi iniziata nel luglio del 2022 e che, nel giro di un anno, ha alzato il costo del denaro del 4%.

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