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Trento
18 marzo | 10:19

I grandi eventi un investimento sul futuro della città? Gli esercenti: "Un'opportunità se c'è coinvolgimento. E per la Notte Bianca bisogna cambiare formula"

Nelle scorse ore il sindaco ha spiegato che i grandi eventi sono sempre più strategici per la città. L'intervento a il Dolomiti di Confesercenti

TRENTO. Una città blindata per il G7 e le vie praticamente deserte. Un contesto nel quale il commercio del capoluogo ha faticato ma le difficoltà erano attese perché "l'evento era molto riservato e talmente di alto livello che sulla sicurezza in questi casi non si può negoziare", commenta Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino. "E' stato un appuntamento molto particolare che non si può pesare, sicuramente una vetrina a livello internazionale ma che non può essere presa come esempio". Più prestigio che un ritorno in termini di indotto per il tessuto economico. 

 

Dopo lunghe ore di attività di operatori, forze dell'ordine e autorità, la zona rossa scattata per il “G7 industria, tecnologia e digitale 2024” è stata riaperta e il centro storico è ritornato a popolarsi con maggior forza dei cittadini ma ormai la giornata di lavoro era trascorsa. Tutto si è svolto senza criticità. 

 

Ma "per i commercianti è certo stata una bella giornata, qualcuno si è lamentato che la città era vuota", sono state le parole di Franco Ianeselli. Il sindaco di Trento ha poi aggiunto: "Però penso che i grandi eventi siano comunque un investimento sul futuro della città: e non solo dal punto di vista turistico, ma anche per attrarre investimenti e per far conoscere a livello internazionale l'eccellenza dei nostri centri ricerca e della nostra università" (Qui articolo).

 

Dal Festival dell'Economia a quello dello Sport, dal Trento Film Festival ormai alle porte ai Mercatini di Natale la direzione intrapresa sulla direttrice degli eventi è chiara e sono diversi (e diversificati) gli appuntamenti nel calendario del capoluogo. Alcuni incidono di più, altri di meno ma "in linea di massima portano indotto - dice Massimiliano Peterlana, vice presidente di Confesercenti - un investimento in visibilità e in credibilità, anche a lungo termine. Sono d'accordo con il primo cittadino sull'importanza delle manifestazioni". 

 

Bontà degli eventi certificata anche dagli esercenti. "Gli investimenti e la pianificazione proseguono in questo senso", continua Paissan. "E' anche un modo per diversificare e destagionalizzare, questi appuntamenti aiutano a creare indotto, promozione e opportunità, soprattutto in quei periodi considerati più di bassa stagione. C'è sempre qualche disagio, questo va tenuto in considerazione ma le scelte sono naturalmente orientate al massimo beneficio".

 

La città diventa un palcoscenico e c'è inevitabilmente qualche disagio che rientra nella normale amministrazione di un evento, più o meno grande. "La chiave è quella di creare sistema", aggiunge Peterlana. "Trovare un equilibrio e un'inclusione con i pubblici esercizi, attività economiche e datoriali. La gestione del coinvolgimento va migliorato, altrimenti il tessuto cittadino subisce la manifestazione e nascono le polemiche".

 

Il nodo è sempre quello: il coinvolgimento. L'entusiasmo iniziale è andato in calo e l'arancione del festival dell'economia, per esempio, negli anni si è sbiadito rispetto alle prime edizioni: sono sempre di meno gli esercenti che personalizzano le vetrine. E anche le Notti Bianche faticano a conquistare la città fino in fondo.

 

"Gli esercenti chiedono di poter contribuire all'organizzazione e alla realizzazione di un evento per essere davvero parte integrante di un progetto", prosegue Peterlana. "Per esempio sulla Notte Bianca si potrebbe trovare una formula nuova e diversa, si devono rivedere gli orari e prevedere anche qualcosa di diverso, come la possibilità di assistere all'alba sul Monte Bondone". 

 

Gli operatori reclamano centralità. "E' un fattore determinante. Se un operatore non vive direttamente un'iniziativa, la città perde in accoglienza e anche il turista percepisce il distacco: una manifestazione così perde identità e forma". Un'altra direzione è quella di rendere i vari eventi più capillari. "Ci sono ancora molti margini di crescita in termini di coinvolgimento, anche per avere maggiori ricadute sul territorio", spiega Paissan mentre Peterlana conclude: "Se un appuntamento tratta il tema della digitalizzazione si può allargare il raggio d'azione anche alla Vallagarina con il polo dell'innovazione, se si parla di agricoltura ci sono le valli da valorizzare: si deve partire dal capoluogo ma per ramificarsi in provincia e raccontare le eccellenze".

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