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Trento
08 agosto | 11:56

Al via la raccolta delle mele. In Trentino si stima un incremento del 5% grazie alla stagione climatica positiva. Calo del 3% in Alto Adige

Il Trentino segna, infatti, un incremento del 5%, grazie a una stagione climatica positiva, contrariamente ad altre regioni dove il maltempo si è fatto sentire: la peggio l’ha avuta il Piemonte con un vertiginoso calo del -15%. Il segno meno si registra anche in Alto-Adige (-3%), Emilia-Romagna (-6%) e Friuli (-5%), al contrario della regione Lombardia, con una crescita del 35% rispetto al 2024 segnato da un raccolto particolarmente esiguo

di Giorgia De Santis

TRENTO. È partita la raccolta delle mele in Trentino, il frutto più esportato in tutto il mondo, per un valore che nel 2024 ha superato il miliardo di euro.

 

A darne l’annuncio è la Coldiretti, con il via alle operazioni dal Trentino-Alto Adige, regione produttrice per circa due terzi del totale nazionale, fino al Piemonte. La prima varietà ad essere raccolta è la "Gala" con le attività che proseguiranno a settembre - ottobre per le altre tipologie, per spingersi addirittura agli inizi di novembre per quelle più tardive.

 

Secondo l’analisi Coldiretti, sviluppata su dati Prognosfruit, il raccolto 2025 dovrebbe aggirarsi sui 2,25 miliardi di chili, in leggero calo complessivo (-3%) rispetto allo scorso anno, seppur con qualche differenza a livello territoriale.

 

Il Trentino segna, infatti, un incremento del 5%, grazie a una stagione climatica positiva, contrariamente ad altre regioni dove il maltempo si è fatto sentire: la peggio l’ha avuta il Piemonte con un vertiginoso calo del -15%. Il segno meno si registra anche in Alto-Adige (-3%), Emilia-Romagna (-6%) e Friuli (-5%), al contrario della Lombardia, con una crescita del 35% rispetto al 2024, segnato però da un raccolto particolarmente esiguo.

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L’Italia si conferma comunque il secondo produttore europeo, dietro la Polonia (-+3%) e davanti a Francia e Germania: prendendo in esame l'intera Unione Europea, quest'anno la produzione si attesterà attorno ai 10,5 miliardi di chili di mele.

 

Il presidente di Coldiretti Trentino - Alto Adige Gianluca Barbacovi spiega che "il nostro paese vanta però il primato in fatto di biodiversità con sei denominazioni di origine riconosciute dall’Ue: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp, Mela Rossa Cuneo Igp. Un record messo sempre più a rischio dagli effetti dei cambiamenti climatici, tra eventi meteo estremi e attacchi degli insetti alieni, dalla cimice asiatica alla Popillia japonica, che cingono d’assedio i frutteti italiani (Qui articolo). Un problema tanto più grave considerando la consistente riduzione dei prodotti fitosanitari autorizzati senza che siano state prima sviluppate soluzioni di difesa integrata. In tale ottica Coldiretti ha chiesto alla Ue un intervento per sollecitare un’armonizzazione delle normative all’interno dei confini dell’Unione. Accade infatti che ogni sostanza debba essere approvata e valutata a livello nazionale".

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