Allarme rosso nei mercati: in Alto Adige contrazione record del 32,1%, un terzo delle imprese scomparso in dieci anni
Confesercenti: "Una perdita simile significa desertificazione economica e impoverimento delle città. Serve un rilancio”

BOLZANO. Una crisi, quella del commercio su aree pubbliche che sta colpendo il Trentino Alto Adige con una violenza superiore alla media nazionale e che ha spinto Confesercenti locale a chiedere un intervento urgente. I dati allarmanti provenienti dal territorio sono stati riportati a Roma, nel corso dell’assemblea elettiva di ANVA Confesercenti, dal funzionario Mirko Bertoldi e dal presidente provinciale Alessio Magris che hanno parlato di una vera e propria "desertificazione economica".
I numeri regionali sono impietosi: il Trentino Alto Adige è infatti tra le aree più colpite a livello nazionale, inserito in un macro-contesto del Nord Est che registra una riduzione media superiore al 30% delle attività ambulanti. Nello specifico, in regione il numero di imprese è crollato da 1.228 nel 2014 a sole 834 nel 2024. Questa perdita corrisponde a una contrazione record del 32,1% in un decennio, un dato nettamente superiore al già grave calo nazionale del 22,4% (che ha visto scomparire oltre 42.000 imprese in Italia).
Oggi in Alto Adige si contano 136 mercati con 2.866 banchi attivi. La media è di 21 posteggi per mercato, ma il segnale più preoccupante arriva dai posti vuoti: circa un quarto dei posteggi totali risulta vacante o coperto solo con assegnazioni temporanee. “Il dato locale fotografa una situazione di difficoltà strutturale che non è più sostenibile - dichiara Mirko Bertoldi - la perdita di un terzo delle imprese in dieci anni significa desertificazione economica e impoverimento delle città.”
I rappresentanti altoatesini si uniscono all’appello nazionale per la necessità di una riforma del comparto che risolva l’incertezza normativa creata dall’inclusione del settore nella Direttiva Bolkestein, bloccando di fatto le concessioni. Alessio Magris, presidente ANVA Alto Adige, sottolinea come i mercati restino “un presidio di prossimità e qualità”, parte viva della socialità e dell’identità urbana. Per invertire la rotta, Magris invoca regole chiare e il sostegno istituzionale, puntando su digitalizzazione, specializzazione dell’offerta e sul ricambio generazionale
Confesercenti Alto Adige ha annunciato che porterà immediatamente i contenuti dell’assemblea nazionale all’attenzione dei Comuni e della Provincia per costruire un piano condiviso di rilancio a tutela delle centinaia di microimprese che rappresentano un patrimonio vitale per il territorio.











