Contenuto sponsorizzato
Bolzano
29 luglio | 16:58

Dazi Usa, cresce la preoccupazione in Alto Adige. Nel 2024 venduti beni per 511 milioni di euro. Cna: "“Effetti pesantissimi sull’export locale e italiano"

“L’Italia è uno dei principali esportatori negli Stati Uniti e qualsiasi innalzamento dei dazi avrebbe riflessi molto negativi, in particolare sul sistema delle piccole imprese - sottolinea il presidente di Cna Cristiano Cantisani - l’Alto Adige esporta negli USA merci per oltre 500 milioni di euro"

BOLZANO. Il recente accordo tra Stati Uniti e Unione Europea riduce alcune tariffe doganali, ma lascia aperte molte incertezze anche per l’economia dell’Alto Adige. Le esportazioni verso il mercato americano, fondamentale per diversi settori locali, potrebbero risentire in modo importante delle nuove misure, tra rallentamenti e costi aggiuntivi. In merito le opinioni del mondo economico locale sono discordati, e viaggiano tra il velato ottimismo e il pessimismo assoluto. 

 

“Un livello dei dazi al 15% provocherà effetti molto pesanti sull’export altoatesino e italiano in genere che vanno a sommarsi all’apprezzamento degli ultimi mesi dell’euro sul dollaro di quasi il 15%”. Queste le parole di Cristiano Cantisani, presidente di CNA Alto Adige Südtirol, che, in linea con la posizione di CNA nazionale, giudica non soddisfacente l’intesa raggiunta tra l’amministrazione degli Stati Uniti e la Commissione UE.

 

“L’Italia è uno dei principali esportatori negli Stati Uniti e qualsiasi innalzamento dei dazi avrebbe riflessi molto negativi, in particolare sul sistema delle piccole imprese - aggiunge Cantisani - l’Alto Adige a sua volta esporta negli Usa merci per oltre 500 milioni di euro, mercato peraltro in crescita negli ultimi anni. Prodotti agricoli, alimentari e tanta manifattura di vari settori, come l’automotive, la meccanica, la componentistica elettronica, i metalli, la chimica, il legno”. “La somma tra dazi e apprezzamento del dollaro significa 30% - rileva Cantisani - ed è una tassa ingiusta e sproporzionata che penalizza il Made in Italy. Sono necessari interventi e compensazioni nazionali e provinciali per compensare l’export attraverso investimenti delle aziende in
competitività e sostegno al mercato interno dell’Ue”.

 

Nel 2024 la provincia di Bolzano ha venduto oltreoceano beni per un valore complessivo di 511 milioni di euro. Tra le principali categorie merceologiche, in testa figurano i metalli e prodotti in metallo, con 217 milioni di euro, seguiti da macchinari e apparecchiature meccaniche (130 milioni) e dal comparto alimentari e bevande, che vale 57 milioni. Completano il quadro gli apparecchi elettronici e di precisione, per un totale di 46 milioni di euro.
Sul fronte delle politiche commerciali, non ci sono novità positive per i metalli industriali provenienti dall’Unione Europea: i dazi al 50% restano invariati, lasciando immutata la situazione per le relative esportazioni altoatesine. Va leggermente meglio al comparto automotive, che grazie anche alle pressioni dell’industria tedesca ottiene una riduzione dei dazi dal 27,5% al 15%.

Per l’agroalimentare, l’introduzione di un’aliquota fissa del 15% viene estesa anche alla filiera agrituristica e vinicola. Alcuni prodotti, come i lattiero-caseari e l’olio extravergine d’oliva italiani, beneficiano di un’esenzione che consente loro di restare alla soglia già in vigore del 15%. Anche lo Speck Alto Adige Igp rientra anch’esso tra i beni soggetti al dazio del 15%, con il 4,75% della produzione che viene destinata al mercato statunitense.

 

“Il compromesso trovato è sicuramente una soluzione migliore di una guerra commerciale”, sostiene Josef Negri, direttore di Confindustria Alto Adige. Secondo Stefan Perini, direttore dell’Ipl “la cosa migliore sarebbe non averli proprio questi dazi, anche se il 15% sulle merci Ue importate negli Usa può ancora andarci bene, come anche il 15 dal 27,5% per il settore Automotive”. Difficile quantificare il danno per le merci altoatesine esportate negli Stati Uniti, in base a questo accordo, ma secondo Perini l’impatto dovrebbe comunque essere limitato e non così importante come in altri paesi.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 14 maggio | 20:02
L'iniziativa lanciata dagli enti del terzo settore e dalle associazioni di categoria: ecco "Filiere Trentino. Un dossier di amministrazione [...]
Montagna
| 14 maggio | 19:59
Il comparto extralberghiero pesa sempre di più sull'offerta turistica, ci sono progetti interessanti sul territorio per riutilizzare le seconde [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato