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Belluno
18 giugno | 18:42

Epta aderisce al documento di Greenpeace per l’eliminazione dei gas altamente climalteranti nella refrigerazione: investiti 27 milioni in ricerca per la sostenibilità

Tra le eccellenze produttive del Bellunese rientra sicuramente la catena del freddo. Una delle aziende leader del territorio è il gruppo Epta, da sempre impegnato sul fronte della sostenibilità: tra le ultime azioni intraprese, la sottoscrizione del documento di Legambiente che richiede passi avanti verso una refrigerazione commerciale sempre più sostenibile nel nostro Paese.

LIMANA. Tra le eccellenze produttive del Bellunese rientra sicuramente la catena del freddo, che anche negli ultimi dati sull’export ha avuto un ruolo decisivo per la stabilità del nostro mercato estero, contribuendo alle alte percentuali di vendita in settori come macchinari industriali ed elettronica. Tra le aziende leader del territorio c’è il gruppo Epta (che da noi ha lo stabilimento a Limana), da sempre impegnato sul fronte della decarbonizzazione e dell’efficienza energetica. Tra le ultime azioni intraprese, la sottoscrizione del documento di Legambiente per richiedere passi avanti verso una refrigerazione commerciale sempre più sostenibile in Italia.

 

Secondo Legambiente, pur essendo il nostro Paese leader mondiale nella produzione di tecnologie dei refrigeranti naturali, ha anche il primato europeo per emissioni di idrofluorocarburi (Hfc) nella refrigerazione commerciale: utilizza infatti circa 700 tonnellate annue di gas fluorurati (F-gas), che sono altamente climalteranti, per la manutenzione di impianti frigoriferi obsoleti. Secondo il Regolamento europeo sui tali gas entrato in vigore nel marzo 2024, però, gli Hfc devono essere eliminati entro il 2050: Legambiente chiede perciò una riconversione degli impianti di refrigerazione obsoleti e inquinanti in impianti moderni basati su refrigeranti naturali ed energeticamente efficienti.

 

Le richieste di Legambiente, ora sottoscritte anche da Epta, prevedono l’introduzione di incentivi nella legge di bilancio 2025 per la riconversione, l’avvio di una campagna nazionale di informazione e formazione sui refrigeranti naturali, la semplificazione delle procedure burocratiche per il loro utilizzo e l’assegnazione di crediti di carbonio alle aziende che attuano il cambiamento. I refrigeranti naturali, come CO2, propano, isobutano e ammoniaca, sono già molto utilizzati nel settore, ma generano timori in termini di sicurezza: un tema che, secondo l’associazione, spesso alimenta fake news, perché le attuali normative garantiscono standard elevati di sicurezza e ci sono tecnologie innovative che contribuiscono a ridurre i rischi.

 

Epta ha dunque deciso di promuovere la transizione ecologica della catena del freddo anche su questo fronte rendendosi portavoce delle istanze di Legambiente, con l’obiettivo di decarbonizzare il comparto. “L’innovazione, evidente nel primato italiano nella produzione di refrigeranti e soluzioni di refrigerazione naturali, si combina - scrive l’azienda - al rispetto dell’ambiente e al principio di precauzione rispetto alla commercializzazione e all’utilizzo di nuove miscele, come gli HFO, ancora oggetto di studio della comunità scientifica da cui derivano i PFAS. Epta aderisce dunque con determinazione, insieme ad altri player del segmento, al Piano di Azione elaborato dalla no profit”.

 

Inoltre, il gruppo ha recentemente pubblicato il proprio bilancio integrato 2024 dal quale emergono investimenti in ricerca e sviluppo di soluzioni al 100% naturali per 27,7 milioni di euro nel solo 2024 e nuovi progetti di compensazione delle emissioni come attività di riforestazione, adozione di mobilità sostenibile con veicoli elettrici o ibridi, approvvigionamento più consapevole da fonti rinnovabili certificate e l’incremento dell’autoproduzione di energia.

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