I vantaggi fiscali della previdenza complementare, ecco la guida di Pensplan Centrum che spiega come i contributi possono essere dedotti dal reddito
I contributi versati alla previdenza complementare per sé o per i familiari fiscalmente a carico possono essere dedotti dal reddito complessivo fino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno. La spiegazione di Pensplan Centrum

TRENTO. Il risparmio previdenziale offre importanti benefici fiscali. I contributi versati alla previdenza complementare per sé o per i familiari fiscalmente a carico possono essere dedotti dal reddito complessivo fino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno. Per i lavoratori dipendenti in tale limite sono ricompresi i versamenti già trattenuti in busta paga e quelli a carico del datore di lavoro, ma non il Tfr. Il risparmio di traduce in termini di minori imposte, pari all’aliquota fiscale più elevata applicata al reddito complessivo del lavoratore, quindi da un minimo del 23% fino al 43%.
Inoltre, i rendimenti finanziari delle forme pensionistiche sono soggetti a una tassazione che va dal 12,5% al 20%, e quindi pari o inferiore rispetto ad altre forme di risparmio o investimento, per le quali l’aliquota applicata si attesta generalmente fino al 26%.
Nella fase di erogazione delle prestazioni prima del pensionamento (in caso per esempio di anticipazioni o riscatti), l’aliquota applicata è più favorevole rispetto a quella ordinaria dell’imposta sul reddito ed è genericamente pari al 23%, fatte salve le anticipazioni per spese sanitarie, in cui si applica una tassazione del 15% fino a un minimo del 9% a seconda degli anni di adesione al fondo pensione.
Al momento del pensionamento la prestazione sia in capitale che in rendita è tassata con un’aliquota massima del 15%, che si riduce fino al 9%, sempre a seconda del periodo di permanenza nel fondo pensione. Questa tassazione viene applicata ai montanti maturati dal 2007 in poi, a eccezione dei dipendenti pubblici iscritti a un fondo pensione chiuso, dove lo stesso regime fiscale trova applicazione solo dal 1 gennaio 2018.
Extra deducibilità per i neo occupati. Le lavoratrici e i lavoratori di prima occupazione successiva al 1 gennaio 2007 possono beneficiare di una deducibilità fiscale rafforzata, e quindi utilizzare le somme non dedotte nei primi cinque anni di iscrizione al fondo pensione dal 6 al 25 anno, incrementando il plafond di deducibilità.
A partire dal 6 anno di adesione, è possibile cioè recuperare le somme non utilizzate negli anni precedenti e dedurre ogni anno fino a 2.582,29 euro in aggiunta al limite ordinario, per un valore fino a 7.746,86 euro all’anno. Questa possibilità è valida per un massimo di 20 anni. L’obiettivo di tale normativa è facilitare ai giovani la costituzione di una pensione complementare, soprattutto nei primi anni lavorativi, in cui i versamenti possono essere ancora contenuti.
Versamenti per i familiari fiscalmente a carico. E' possibile iscrivere il familiare fiscalmente a carico a un fondo pensione chiuso (se chi effettua i versamenti per il soggetto a carico è iscritto allo stesso fondo), oppure a un fondo pensione aperto. Sono considerati soggetti a carico dal punto di vista fiscale tutti i membri della famiglia che non dispongono di un reddito proprio superiore 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili (sono esclusi alcuni redditi esenti fra i quali le pensioni, indennità e assegni corrisposti agli invalidi civili, ai sordomuti, ai ciechi civili, e così via). Per i figli di età non superiore a 24 anni il limite reddituale è elevato a 4.000 euro. Anche i contributi versati al fondo pensione per i familiari fiscalmente a carico sono deducibili fino al limite massimo di 5.164,57 euro.












