La crisi della frutta estiva nei supermercati: "Grandine e gelate hanno rovinato le produzioni", il Gruppo Poli: "Ci sono ritardi e i prezzi potrebbero essere più alti"
Tempi difficili per chi cerca albicocche, pesche, nettarine e ciliegie, ma anche ananas e banane. Niente frutta precoce nei supermercati ("Il mercato è cambiato") e ritardi sulle forniture di quella stagionale: "Produzioni in calo a causa della crisi climatica e di altri fattori"

TRENTO. Tempi duri per la frutta estiva. Si fa fatica a trovare al supermercato albicocche e pesche, nettarine e ciliegie, ananas e banane. L'offerta sul mercato non è elevatissima e anche la grande distribuzione è in una fase di riorganizzazione delle forniture. Si lavora più del solito sul breve periodo. Le ragioni? Principalmente la crisi climatica con maltempo e, soprattutto, le gelate primaverili che hanno colpito i Paesi produttori.
Negli anni scorsi a maggio nei supermercati si poteva già acquistare la frutta precoce, possibilità che non c'è stata quest'anno. "Il mercato attraversa un cambiamento e anche i supermercati tendono a modificare l'approvvigionamento", dice Manuel Bonadio, buyer ortofrutta del Gruppo Poli. "La frutta precoce è delicata e costa molto. La tendenza è quella di privilegiare la qualità e quindi aspettare la maturazione del prodotto".
C'è però un calo complessivo della produzione. Un po' per l'impatto della crisi climatica e un po' perché questa stagione è l'anno quantitativamente più basso (il ciclo della pianta oscilla annualmente, il 2025 è quello più scarico). "L'inizio di annata è stato positivo ma i produttori hanno fatto i conti con le grandinate e le gelate dopo le fioriture anticipate", aggiunge Bonadio. "Situazioni che hanno rovinato la prima parte di raccolto, in particolare nel Sud Italia, in Spagna, in Turchia e in Grecia. Anche noi abbiamo un ritardo di circa due settimane nel collocare la merce nei supermercati".
In Italia i produttori, per quanto riguarda per esempio le albicocche, hanno stimato un calo del 20%. "Il nostro modus operandi è quello di dare precedenza alla qualità del prodotto, oltre che contestualmente valorizzare i produttori del territorio e italiani, poi ci si rivolge ai mercati esteri", evidenzia il buyer del Gruppo Poli. "Quest'anno, però, anche in Europa la situazione non è semplice e sono interconnessi: questo significa che ci potrebbero essere dei ritocchi al rialzo dei prezzi per effetto di un'offerta scarsa e una domanda alta".
Non va tanto meglio per i prodotti extraeuropei, come ananas e banane. Anche qui centra la crisi climatica con le coltivazioni rovinate e un calo produttivo. Ma ci sono anche altre motivazioni. Quali?
"Le condizioni di lavoro e di salario a livelli bassi. Poi c'è la questione relativa alla logistica e al trasporto che richiede tempi lunghi: ci vuole una navigazione di 20 giorni dal Sud America", prosegue Bonadio. "Poi si aggiungono le attività di sdoganamento e di maturazione che richiedono un altro periodo aggiuntivo di attesa. Per questo ci orientiamo sul mercato africano, come nel caso delle banane".
Insomma, gli scaffali non restano vuoti ma per la frutta estiva c'è qualche incertezza. "E' un periodo certamente complesse che incide anche sulla nostra filiera. I monitoraggi sono costanti per riuscire a cogliere le migliori opportunità presenti sul mercato e garantire qualità e quantità", conclude Bonadio.












