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Bolzano
08 dicembre | 07:24

Le concessioni di 7 centrali sono scadute ma la Provincia chiede di proseguire nella gestione: "Garantire funzionamento, sicurezza e tutela interessi pubblici"

Le centrali idroelettriche gestiscono circa il 13% della produzione lorda di energia elettrica dell'Alto Adige. L'assessore Peter Brunner: "Garantire funzionamento, sicurezza e tutela degli interessi pubblici anche nel periodo di transizione"

di Redazione

BOLZANO. Le concessioni delle centrali elettriche di Premesa, Brunico, Ponte Gardena-Barbiano, Naturno, Vizze, Marlengo e Curon sono scadute nell'agosto scorso. Si tratta di sette grandi impianti di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico (potenza nominale media annua superiore a tre megawatt).

 

Per regolamentare il periodo di transizione strettamente necessario per completare le procedure di gara per la riassegnazione delle concessioni, il 5 dicembre la Giunta provinciale ha richiesto formalmente di proseguire nella gestione degli impianti alle medesime condizioni della concessione scaduta, fino all'effettivo subentro del nuovo concessionario.

 

“Il completamento delle procedure per la riassegnazione delle concessioni richiede un certo periodo di tempo”, spiega l'assessore provinciale all'Energia Peter Brunner. “Fino all'effettivo subentro dei nuovi concessionari è quindi necessario che vengano mantenute tutte le misure necessarie per il corretto funzionamento e la corretta manutenzione delle centrali idroelettriche e dei relativi bacini idrici”.

 

Questo garantisce la sicurezza degli impianti e la protezione dell'ambiente interessato, sottolinea Brunner. Inoltre, si assicura che tutte le imposte, le tasse e i canoni possano continuare a essere versati nell'interesse pubblico. “Non da ultimo, si tratta di garantire la continuità della produzione di energia da fonti rinnovabili, che contribuisce alla tutela del clima".

 

La prosecuzione tecnica dell'impianto da parte del concessionario uscente fino al subentro di un nuovo concessionario è disciplinata dall'articolo 52 della legge provinciale 20/2023 relativa all'assegnazione delle concessioni per derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico.

 

Questo articolo prevede anche che i concessionari uscenti versino alla Provincia un canone aggiuntivo per la gestione degli impianti fino all'effettiva assegnazione delle nuove concessioni.

 

“Questo canone aggiuntivo si aggiunge ai canoni e alle misure di compensazione ambientale già previsti nella concessione e ammonta a 38,30 euro per ogni kilowatt di potenza nominale media annua della concessione, cioè circa 6 milioni di euro”, commenta Alexander Gruber, direttore del Dipartimento Protezione dell'ambiente, della natura e del clima, energia, sviluppo del territorio e sport. “Ciò dovrebbe compensare i vantaggi derivanti dal proseguimento dell'attività degli impianti oltre la scadenza”.

 

Le centrali idroelettriche di Premesa, Brunico, Ponte Gardena-Barbiano, Naturno, Vizze, Marlengo e Curon hanno una produzione annua teorica complessiva di 1.099 gigawattora di energia elettrica, circa il 13% della produzione lorda di energia elettrica dell'Alto Adige.

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