L'estate degli agritur è iniziata bene: "C'è un ritorno dei turisti dall'estero". Le malghe piacciono ma molte rinunciano alla produzione di formaggi a lette crudo
Le aspettative sono di spingere la stagione fino all'autunno inoltrato. La presidente dell'associazione agritur del Trentino: "Il riscontro è buono, tanto per i pernottamenti quanto per la ristorazione: c'è grande fiducia nel settore". Molte malghe non producono formaggi a latte crudo: "Sono molte le difficoltà: molti hanno compiuto un passo indietro e hanno messo in stand by la produzione in attesa di avere il quadro più chiaro, anche sul fronte di eventuali investimenti per adeguare i macchinari"

TRENTO. "L'avvio di estate è positivo, le temperature elevate delle scorse settimane hanno portato tanti escursionisti in quota". Queste le parole di Nicoletta Andreis, presidente dell'associazione agritur del Trentino. "C'è anche, seppur timido, un ritorno dei turisti dall'estero, in particolare dalla Germania".
Le presenze sembrano in crescita rispetto all'estate scorsa, non sembra esserci un effetto orso e, soprattutto, aiuta tantissimo il meteo. L'ondata di caldo di questo ultimo periodo incentiva gli arrivi, anche del turismo di prossimità.
L'aspettativa è di spingere la stagione fino all'autunno inoltrato. "L'anno scorso l'avvio è stato rallentato per vari motivi, poi c'è stato un forte recupero e nuovamente una frenata a settembre, imputabile a un meteo avverso. La speranza è che si possa proseguire per qualche settimana in più".
A ogni modo questa stagione, complice anche il calendario delle festività, sembra muoversi meglio. "Il riscontro è buono, tanto per i pernottamenti quanto per la ristorazione: c'è grande fiducia nel settore. Il movimento è interessante anche per quanto riguarda le malghe". Per ora non ci sono criticità sul fronte dell'approvvigionamento idrico per le strutture più in quota, anche per le recenti perturbazioni. "Certo, qualche problema ci potrebbe essere sul finire di luglio se dovesse tornare un grande caldo e un periodo siccitoso, l'inverno è stato molto avaro di neve".
La nota sulle malghe è che in molte strutture c'è la rinuncia alla parte casearia tra protocolli e criticità legate alle vicende sanitarie dei formaggi a latte crudo (Qui articolo). "Sono molte le difficoltà in questo caso e molti hanno compiuto un passo indietro e hanno messo in stand by la produzione in attesa di avere il quadro più chiaro, anche sul fronte di eventuali investimenti per adeguare i macchinari. Non è semplice intervenire e non ovunque è possibile per spazi limitati. La salute è un tema sentito e per questo tanti hanno deciso di fermarsi e prendere tempo", conclude Andreis.












