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Trento
23 novembre | 21:01

Mele, ciliegie e susine spingono i ricavi di Apot: "Una squadra unita per affrontare le sfide del mercato e le insidie del clima e delle fitopatie"

Presentato all’Assemblea dell'Associazione produttori ortofrutticoli trentino il bilancio 24/25: accanto all’efficace valorizzazione delle mele, gli ottimi riscontri di mercato sugli altri prodotti hanno contribuito all’aumento del fatturato. Il presidente Ernesto Seppi: "Il sistema trentino sa fare squadra, lavoriamo insieme per il futuro di un comparto essenziale per la nostra economia"

di Redazione

TRENTO. Una campagna positiva, supportata da un lavoro di cooperazione all'interno della filiera e trascinata da un’adeguata valorizzazione delle mele ma anche dalla performance degli altri prodotti. E' questo il quadro che emerge dai numeri del Bilancio 2024/25 presentato all’Assemblea dell’Associazione produttori ortofrutticoli trentini. Nel dettaglio, a partire da una produzione complessiva di circa 450mila tonnellate di mele, la stagione commerciale del sistema - che include tutto il paniere di prodotti ortofrutticoli - si è chiusa con un fatturato lordo di quasi 400 milioni di euro, un dato in crescita rispetto all'anno scorso.

 

"I risultati della campagna sono la conferma della vitalità e della forza di un sistema territoriale che sa fare squadra a tutti i livelli per affrontare le sfide del mercato e le insidie sul lato della produzione come l’impatto del clima e le fitopatie", dice Ernesto Seppi, presidente di Apot. "Il nostro obiettivo è quello di proseguire su questa strada impegnandoci ulteriormente per rafforzare, con il sostegno di tutti gli attori coinvolti, la nostra capacità di presidiare e proteggere il lavoro, l’aggregazione e le prospettive di un comparto agricolo che resta settore chiave per l’economia trentina e nazionale".

 

I risultati raggiunti appaiono particolarmente significativi alla luce dello scenario che ha preceduto la campagna melicola e che si è caratterizzato per una qualità di partenza non eccezionale del raccolto. A questo si sono aggiunti gli effetti negativi sul fronte del meteo con il forte calo delle temperature primaverili sperimentato l'anno scorso e le intense piogge che hanno successivamente impattato sulla fragilità degli esemplari durante la raccolta. L’efficace strategia commerciale e di governance attuata dai soci ha permesso di conseguire una valorizzazione complessiva superiore alle previsioni.

 

"Questi risultati rappresentano una conferma importante anche per La Trentina. La solidità della campagna e la crescita del sistema sono per noi motivo di soddisfazione e un ulteriore incoraggiamento a proseguire lungo il percorso di integrazione intrapreso all’interno di Apot. Unire le forze significa rafforzare la nostra capacità complessiva di competere, valorizzare il lavoro dei soci e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide che ci pone il mercato", spiega Rodolfo Brochetti, presidente de La Trentina e vice presidente Apot, mentre Walter Sebastiani, presidente Copag, aggiunge: "E' stata una campagna molto positiva anche per la filiera delle patate. I risultati confermano che un’ortofrutta trentina unita è più forte e che la direzione intrapresa dal sistema è quella corretta per dare stabilità, prospettiva e valore alle nostre produzioni".

 

A caratterizzare la campagna 24/25 è stata anche la prestazione decisamente valida degli altri prodotti in un contesto commerciale che ha premiato un’offerta diversificata e di qualità. Particolarmente positivo il bilancio delle ciliegie, protagoniste di una forte valorizzazione, e certamente favorevoli i riscontri complessivi dei piccoli frutti. Positiva l’annata delle susine che sono state capaci di intercettare anche i segmenti più alti del mercato. Alla buona campagna dell'asparago, infine, si aggiunge la soddisfazione per il risultato delle patate che hanno registrato prezzi di vendita certamente interessanti.

 

“Questi risultati - conclude Roberto Simoni, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione - dimostrano che il sistema ortofrutticolo trentino è in salute, coeso e capace di guardare con fiducia al futuro, un segnale chiaro che la strada di una cooperazione matura e consapevole è quella giusta”.

 

Il sostegno e la difesa della produzione - viene spiegato - sono stati il cuore dell’impegno dell’attività istituzionale di Apot. In collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e il supporto della Provincia di Trento, per esempio, Apot ha dato il proprio contributo al contrasto delle più diffuse fitopatie, a partire dagli scopazzi, spronando gli associati a eseguire tutte le opportune operazioni di mitigazione e contenimento. Importanti, al contempo, sono state anche le azioni di supporto alle istituzioni così come l’impegno nella gestione della produzione integrata, la partecipazione ai tavoli di confronto sui temi più rilevanti per il comparto (impollinatori, risorse idriche e gestione dei reflui) e il continuo lavoro di formazione rivolto ai soci.

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