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Trento
16 dicembre | 12:49

“Obiettivo ridurre carico fiscale anche per redditi fino a 60mila euro”. Il vice ministro Leo al convegno Seac: “Manovra per mettere al sicuro i conti”

Il viceministro all’economia, Maurizio Leo, è arrivato lunedì a Trento per partecipare al convegno “Fisco e lavoro: le novità della legge di bilancio 2026”, organizzato da Confcommercio Trentino e Seac. Tanti gli ospiti presenti per fare il punto sulla manovra in arrivo e sulle prospettive future

TRENTO. “Sostegno alle imprese e riduzione della tassazione”. Sono questi per il viceministro all’economia Maurizio Leo i punti chiavi della Legge di Bilancio 2026 – in discussione in Parlamento in vista dell’approvazione definitiva. Leo è intervenuto ieri mattina (15 dicembre) a Trento, in occasione del convegno organizzato da Confcommercio Trentino e SeacFisco e lavoro: le novità della legge di bilancio 2026”. Tanti i partecipanti al panel, che ha fornito un’occasione di confronto per fare il punto sulla manovra in arrivo e sulle prospettive future: presenti anche Giovanni Bort, presidente di Confcommercio Trentino, il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, il vice capo ufficio legislativo del Ministero del Lavoro Fabrizio Formicola, il professor Gianfranco Ferranti, l’avvocato Giuseppe Sepio e il dottor Matteo Migazzi. Ma procediamo con ordine.  

 

Per Leo innanzitutto la manovra è pensata “per mettere al sicuro i conti e porre le basi per ridurre la tassazione nel corso del 2026”. Tra le misure pensate per le imprese, Leo ha citato l’iper ammortamento: “Una misura di durata triennale che andrà incontro alle esigenze di crescita”. A livello numerico si parla di maggiorazioni tra il 50 e il 220% dei costi dei beni strumentali innovativi ai fini della riduzione dell’imponibile fiscale

 

Sul versante delle persone fisiche invece: “Abbiamo ridotto l’aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33%. A questo si aggiungono una serie di misure a favore dei lavoratori dipendenti. Basti pensare ai rinnovi contrattuali, dove inseriamo una flat tax, ai premi di produttività, ai buoni pasto. Se mettiamo insieme la riduzione della seconda aliquota e queste altre misure a favore dei lavoratori dipendenti, sicuramente guardiamo a una serie di misure orientate sui consumi”. Nel dettaglio, si prevede rispettivamente un’aliquota fissa al 5% per quanto riguarda i rinnovi contrattuali che comportano un aumento di stipendio per i redditi fino a 28mila euro, una tassazione ridotta, dal 5 all’1%, con un innalzamento a 5mila euro della somma dei premi di risultato sottoposti a tassazione e un aumento della soglia di esenzione fiscale, da 8 a 10 euro al giorno, per i buoni pasto. Con l’obiettivo, dunque, di aumentare la capacità di spesa dei salari più bassi e di stimolare la crescita

 

Come anticipato però dallo stesso Leo ad Atreju, per quanto riguarda in particolare il taglio delle aliquote fiscali l’obiettivo per i prossimi anni è di andare incontro a una platea progressivamente maggiore, includendo anche i redditi tra i 50 e i 60mila euro

 

“Su questo punto – spiega – va fatta chiarezza. Il nostro obiettivo è uscire dalla procedura di infrazione, e rientrare quindi al di sotto del 3% nel rapporto deficit Pil, avendo uno spread con i bund tedeschi che si attesta sui 68-70 punti. In questa situazione avremmo minori interessi passivi, stimando un risparmio nella prospettiva temporale dal 2026 in poi di 17-18 miliardi di euro. Questo potrà liberare delle risorse nell’anno successivo, per la prossima Legge di Bilancio quindi, per fare un ulteriore passo verso la riduzione del carico fiscale. Il nostro orientamento è stato graduale: prima siamo intervenuti sui redditi medio-bassi, ora sul medio e progressivamente cerchiamo di portarci su un livello che consenta ai redditi che vanno dai 50 ai 60mila euro di non pagare 10 punti percentuali in più”. Tra le novità esposte dal viceministro Leo anche la rimodulazione della tassazione sugli affitti brevi: il primo appartamento con cedolare al 21%, il secondo al 26% e dal terzo si ricade nel regime d’impresa

 

Per il direttore di Seac, Franco Cova, l’incontro è stato particolarmente importante “perché ci permette di mettere in relazione i diversi mondi dei professionisti, il sistema Confcommercio, le imprese, per cogliere quella che è l’essenza della finanziaria, che governa l’attività fiscale, il mondo del lavoro e le opportunità di sviluppo delle imprese per un anno intero”. Per quanto riguarda in particolare il tessuto economico: “La finanziaria – ha detto – è ricca di interventi per micro, piccole e medie imprese, le realtà di riferimento per il mondo Confcommercio. La tutela del piccolo imprenditore per noi è essenziale per garantire continuità e presenza sul territorio e per evitare l’abbandono dei centri storici e delle realtà minori”. 

 

Tanti come detto i temi affrontati nel corso della mattinata, alcuni dei quali molto specifici: “Parlando di riforma fiscale – ha spiegato per esempio Migazzi – e in particolare delle novità introdotte dalla legge delega, tra gli istituti simbolo della riforma c’è la cosiddetta Cooperative compliance, un istituto introdotto nel 2015 e rafforzato poi dalla riforma fiscale. L’obiettivo in questo caso è garantire un rapporto ex ante tra fisco e contribuente, un dialogo molto più rafforzato e strutturato in cambio di una serie di premialità sul versante amministrativo e penale a favore del contribuente”. 

 

Un sistema, ha specificato Migazzi, che presenta diversi vantaggi in un’ottica si sviluppo aziendale, di passaggi intergenerazionali e di accesso al credito: “Questi sono strumenti che permettono di gestire in maniera più efficace il rischio fiscale, molto significativo nel nostro ordinamento. Parliamo quindi di una riforma che va nella direzione di garantire certezza del diritto e adempimento spontaneo, razionalizzando i controlli e introducendo strumenti che il contribuente può adottare per migliorare la gestione del rischio fiscale”. 

 

In apertura, Giovanni Bort ha quindi ricordato che per il sistema associativo l’appuntamento si inserisce nella ricerca “di un dialogo costante e costruttivo tra il mondo economico-produttivo e le istituzioni. Un dialogo che non abbia un carattere formale o episodico, ma che diventi metodo di lavoro. Solo così le imprese possono operare in un contesto chiaro, prevedibile, capace di valorizzare le loro energie”. 

 

Vincenzo Carbone si è invece rivolto ai rappresentanti del mondo del commercio, illustrando il nuovo obbligo di collegare gli apparecchi di pagamento elettronico con i registratori di cassa, evidenziando “la volontà di facilitare la gestione contabile da parte degli esercenti e al contempo evitare il rischio evasione. Per questo è stato previsto un servizio online ad hoc, il meno invasivo possibile, in modo da evitare costi di gestione: nell’area riservata del portale Fatture e corrispettivi sarà messo a disposizione un apposito servizio, già nei primi giorni di marzo”, prevedendo “un congruo termine per organizzarsi, che scadrà nella seconda metà aprile”.

 

Oltre al fisco poi, si è parlato di misure per l’occupazione: “In passato – ha detto Formicola – sono stati previsti interventi spot una tantum. Ora, avendo una maggiore stabilità, è possibile un programma di riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro. Certo però, incombono regole più severe, dopo che l’emergenza Covid e quella legata alla guerra in Ucraina avevano fatto saltare il patto di stabilità”. Il professor Ferranti ha invece ripercorso nel suo contributo i cambiamenti in materia di reddito di impresa, concentrandosi sul passaggio dal credito d’imposta al nuovo iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi; a riguardo, ha anticipato le nuove misure contenute nell’emendamento, tra le quali più tempo per usufruire dell’agevolazione, fino al 30 settembre 2028.

 

Sepio ha invece messo l’accento sul mondo del Terzo settore e dello sport: “Un mondo – ha detto – che interessa una platea sempre più ampia: 140mila enti iscritti al Runts, 120mila enti nel registro dello sport, 16mila onlus che dovranno transitare nel registro unico. A questi si aggiungono le imprese sociali iscritte al Registro imprese. Dal 1° gennaio entrerà in vigore integralmente il codice del Terzo settore, con effetti sia ai fini Iva che delle imposte sui redditi”.

 

Ad accompagnare la giornata di analisi, Vincenzo De Luca, responsabile fiscale Confcommercio-Imprese per l'Italia, che ha dialogato con i relatori e portato le istanze del sistema Confcommercio.

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