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Bolzano
17 luglio | 19:45

Per piazzare mele, speck, latte e altri prodotti tipici alle Olimpiadi l'Alto Adige "batte" la Coca Cola (a suon di milioni): il Trentino seguirà a ruota?

In Alto Adige per le gare di biathlon ad Anterselva (ma non solo) previsti ingenti investimenti "pubblici e pubblicitari" da parte della Provincia autonoma di Bolzano con tanto di sponsorizzazioni ufficiali e partnership formale con la Fondazione Milano Cortina e i consorzi dei prodotti tipici altoatesini. Il Trentino nel frattempo "chiude" la complessa partita delle strutture sportive con l'omologazione e i primi test dei nuovi trampolini di Predazzo e si prepara allo sprint finale verso le Olimpiadi invernali 2026

BOLZANO. Mancano ormai (solo) poco più di 200 giorni all'inizio delle Olimpiadi invernali, e se c'è una cosa che abbiamo imparato in questo lungo percorso di avvicinamento ai Giochi a cinque cerchi italiani è che Milano-Cortina 2026 non significa solo "sport" ma anche grandi opportunità di business, sviluppo, mobilità. O presunte tali

 

La famosa "legacy" che dal giorno zero (e fino a ben dopo l'evento) infarcisce qualsiasi discorso inerente i Giochi 2026: strade, ponti, infrastrutture, palazzetti e centri sportivi; ma anche concetti meno "concreti" come marketing, promozione turistica, impatto economico a medio e lungo termine.

 

Filone sul quale, con l'evento ormai praticamente alle porte, si può cominciare ad avanzare qualche considerazione "larga".

 

ALTO ADIGE: MARKETING AGGRESSIVO (E COSTOSO). 

 

Tra i protagonisti dei Giochi olimpici ci saranno anche i prodotti di Alta qualità del territorio: questo quello che viene promesso dall'Idm Alto Adige, il braccio armato del marketing a trazione Südtirol

 

Idm, in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano, ha infatti negoziato un contratto di sponsorizzazione con la Fondazione Milano Cortina che garantirà una visibilità promozionale di grande impatto per i prodotti tipici altoatesini sotto l’emblema dei cinque cerchi olimpici: si tratta de il Vino Alto Adige DOC, la Mela Alto Adige IGP, lo Speck Alto Adige IGP, lo Schüttelbrot Alto Adige IGP e il Formaggio Stelvio DOP.

 

L’obiettivo dell’iniziativa secondo quanto annunciato: far sì che i prodotti di qualità dell’Alto Adige beneficino della forte immagine unitaria e altamente positiva delle Olimpiadi, diventando così ancora più conosciuti e richiesti. Il contratto con la Fondazione Milano Cortina 2026 è stato firmato di recente dai rappresentanti di Idm e dei vari consorzi.

 

Vale la pena ricordare che per l'Alto Adige queste Olimpiadi rappresentano una storica prima volta: mai era successo che delle gare dell'evento di punta dello sport internazionale si svolgessero in territorio altoatesino. Nel febbraio 2026 invece tutte le competizioni di biathlon avranno luogo ad Anterselva - 11 assegnazioni di medaglie in 10 giornate di gara, per le quali sono attesi circa 180.000 spettatori in presenza e svariati milioni collegati in televisione.

 

"I Giochi Olimpici - ha detto con grande orgoglio e soddisfazione il presidente della Provincia Arno Kompatscher annunciando la sponsorizzazione - sono un evento sportivo globale che incarna valori importanti e positivi riconosciuti in tutto il mondo, come l’eccellenza, la passione e la comunità. Sono valori che anche l’Alto Adige rappresenta. Va da sé quindi che ora l’Alto Adige sia sponsor delle Olimpiadi. Inoltre, questo grande evento rappresenta un motore economico per il Paese ospitante, la sua cultura e i suoi prodotti. Gli studi dimostrano che una sponsorizzazione olimpica è 3,6 volte più efficace rispetto ad altri tipi di sponsorizzazione sportiva. Era un’occasione da cogliere assolutamente, e lo abbiamo fatto".

 

Oltre ai consorzi già citati, sotto "l'ombrello" del marchio Alto Adige sarà presente anche il latte altoatesino. Un risultato tutt'altro che scontato, visto che a "legare le mani" del Cio c'è un contratto di esclusiva con la multinazionale statunitense Coca-Cola (in partnership con il colosso cinese Mengniu Dairy Company) che concede a quest’ultima il diritto esclusivo di essere presente con latte e prodotti lattiero-caseari del proprio assortimento nei luoghi di svolgimento delle gare. 

 

Ma ad Anterselva l'ha spuntata l'Alto Adige, evidentemente con un'offerta economicamente impattante: "Le Olimpiadi invernali sono un’opportunità unica per mostrare e far degustare i nostri prodotti di qualità. Nonostante i contratti esistenti con Coca-Cola, siamo felici di essere riusciti ad includere – oltre ai cinque gruppi di prodotti con denominazione di origine europea – anche il latte dell’Alto Adige, anche se questo non è esplicitamente incluso nel contratto", ha aggiunto il Presidente Kompatscher.

 

IL TRENTINO CHE FA? "NON E' ASSOLUTAMENTE FERMO".

 

In queste Olimpiadi diffuse, ognuno corre alla sua velocità, ognuno fa le sue scelte: si procede alla spicciolata con l'obiettivo, se possibile, di fare più bella figura rispetto al proprio vicino di casa

 

Non c'è spirito di squadra o "nazionalismo" che tenga, quando si tratta di vil danaro: sia ben chiaro, ce n'è per tutti. 

 

"Quello che posso dire è che il Trentino non è assolutamente fermo. Altro al momento non posso aggiungere", è l'unica dichiarazione "ufficiale" che il Dolomiti è riuscito ad ottenere dalla Provincia Autonoma di Trento a riguardo delle strategie di promozione del territorio messe in pista. Parole e musica di Giulia Zanotelli, assessore alla promozione dei prodotti trentini, oltre ad agricolturaambiente, difesa idrogeologica ed enti locali

 

Più di questo, al momento, non è dato sapere. Se non altro, da lunedì 14 luglio si è cominciato a saltare dai nuovi trampolini di Predazzo: dopo aver concluso positivamente il lungo iter di omologazione, la struttura della Val di Fiemme che ospiterà le spettacolari gare di salto con gli sci e combinata nordica diventerà uno dei fiori all'occhiello del movimento italiano, a maggior ragione in un'area in cui a poca distanza c'è un altro centro federale di eccellenza assoluta come lo Stadio del fondo di Tesero dove nel febbraio 2026 si assegneranno le medaglie dello sci nordico

 

Insomma, chiuso il capitolo infrastrutture sportive (facendo finta per un momento di non vedere la situazione di Piné) ora ci si potrà concentrare anche sul resto

 

SOLDI BEN SPESI (?). 

 

Su "qualità" e "quantità" degli ingenti investimenti "pubblici & pubblicitari" però c'è chi, in Alto Adige, esprime dubbi - ove non netta contrarietà: è il caso del Team K, intervenuto per chiedere lumi su questi "fiumi di denaro" della collettività investiti senza la necessaria trasparenza. 

 

"Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha annunciato nel bilancio supplementare ulteriori 5 milioni di euro per la promozione dei prodotti altoatesini alle Olimpiadi", scrivono.

 

"E oltre alla segretezza delle cifre investite, secondo la Giunta provinciale per motivi contrattuali, è a dir poco irresponsabile pianificare milioni di denaro pubblico senza avere in mano un progetto finito o contratti firmati. A ogni associazione vengono richiesti progetti e budget dettagliati prima di ricevere finanziamenti, per le Olimpiadi, invece, a quanto pare non è così importante”, commenta il consigliere Alex Ploner.

 

La domanda che si fanno dal Team K è in sostanza questa: cosa c’entra lo speck con lo sport? "Mentre atlete e atleti lottano per le medaglie, l’immagine dell’Alto Adige viene promossa con prodotti gastronomici. Ma se questo investimento porterà davvero benefici è tutt’altro che sicuro: mancano valutazioni e analisi d’impatto. Inoltre, ancora una volta, manca la trasparenza. È chiaro solo che la maggior parte dei fondi proviene dai contribuenti, mentre i consorzi dei prodotti pubblicizzati partecipano solo in minima parte".

 

E poi c'è un altro punto cruciale: chi e perché ha deciso di puntare così forte sui prodotti alimentari quando ci sarebbero altri settori dell'economia altoatesina su cui investire maggiormente? 

 

“In Alto Adige la politica ha deciso che il contribuente debba coprire i costi pubblicitari di alcuni settori. Altri settori, molto più importanti, come l’artigianato, i servizi o l’industria, possono solo sognarselo. Invece di sprecare denaro pubblico per pubblicità sul latte alle Olimpiadi, la Giunta provinciale dovrebbe piuttosto impegnarsi affinché gli allevatori ricevano un prezzo equo per il loro latte”, sostiene Paul Köllensperger.

 

"Che speck, mele, latte o Schüttelbrot si trovino nei menù di Anterselva dovrebbe essere scontato, per questo non servono milioni", conclude il Team K. "E se proprio servissero, dovrebbero essere i consorzi a pagare".

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